E Cofferati finisce nell’occhio del ciclone

12/06/2002

N.23 del 9 giugno 2002

LAVORO
SCAMBI DI ACCUSE E POLEMICHE TRA I MAGGIORI SINDACATI

E COFFERATI FINISCE
NELL’OCCHIO DEL CICLONE

Cisl e Uil disposte al dialogo. Cgil sempre più intransigente. Siamo al bipolarismo, mentre il "Cinese" si appresta a lasciare.

Mentre le sigle storiche del sindacalismo italiano vivono la loro stagione più lacerante, dopo le rispettive scelte divaricanti sulle trattative con Governo e industriali e dopo le affermazioni di Sergio Cofferati sul "bipolarismo sindacale", Savino Pezzotta sceglie il giornale della Cisl, Conquiste del Lavoro, per mettere nero su bianco il suo punto di vista.

«L’apertura di un tavolo di per sé non risolve i problemi, ma ha il pregio di riportare le questioni nel loro alveo naturale e di ridare visibilità e sostanza sindacale al confronto», scrive Pezzotta. «Non c’è stato alcun complotto contro la Cgil, né ci sono stati scambi sottobanco fra noi e il Governo. La teoria del complotto appartiene alla tradizione inquisitoria. La nostra azione sindacale è stata sempre limpida, chiara e trasparente. È alquanto contraddittorio che sia proprio Cofferati ad affermare oggi che, accettando di andare al confronto, si voglia imporre il bipolarismo sindacale, quando proprio il segretario della Cgil si è impegnato direttamente nel congresso dei Ds, insieme a gran parte del suo gruppo dirigente, e siede nella direzione del partito. Per carità, nulla di scandaloso. Ma l’autonomia e le incompatibilità devono valere per tutti. La Cisl ne ha fatto uno dei tratti distintivi in più di cinquant’anni della sua storia».

«Noi vogliamo fare solo il nostro mestiere: trattare. Nulla di più, nulla di meno», insiste il leader di via Po. «Sappiamo quanto un tavolo di trattativa possa risultare rischioso, ma è preferibile il rischio della negoziazione alla sterilità dell’immobilismo. Un punto deve essere, però, indubitabile: noi non rinunciamo alla mobilitazione e alla lotta, ma queste dipenderanno esclusivamente dall’andamento e dai risultati delle trattative. Non potevamo seguire la Cgil su un terreno che, giorno dopo giorno, veniva sempre più configurandosi come contrapposizione politica e non come dialettica sindacale».

Cofferati durante lo sciopero generale del 20 aprile.
Cofferati durante lo sciopero generale del 20 aprile
(foto Reuters).

«Avremmo preferito che la Cgil sedesse a tutti i tavoli del confronto», è il rammarico di Pezzotta. «Il fatto, però, che sia presente a tre dei quattro tavoli non è irrilevante, soprattutto dopo aver sostenuto per mesi che non avrebbe ripreso alcun confronto senza lo stralcio. Il verbale d’incontro con il Governo e le altre parti sociali segna molto più di un passo indietro sull’articolo 18 e sull’arbitrato, perché l’esecutivo ha ora delegato la materia a un disegno di legge che dovrà essere definito nel corso del negoziato. Noi dovevamo evitare che il Governo, sotto la spinta sempre più forte di Confindustria, facesse approvare la delega sul lavoro e ci siamo riusciti».

E poi ancora una puntualizzazione tignosa: «La Cisl si è battuta e si batterà contro la bipolarizzazione del sindacato e continuerà a rivendicare un ruolo autonomo per le organizzazioni dei lavoratori. Non a caso parliamo di sindacato "apartisan", che giudica i governi per le scelte concrete che operano e non in base al colore politico».

Anche il giudizio di Giuliano Cazzola, esperto di questioni sindacali e previdenziali, è alquanto dubbioso: «Mi chiedo se sia corretto che Cofferati, segretario autorevole e carismatico, ma ormai prossimo a lasciare la confederazione, abbia fatto bene ad agire come ha agito in maniera tanto radicale da ipotecare futuro, alleanze e cultura politica della sua organizzazione. Il "Cinese" è troppo esperto per ignorare che il mestiere del sindacalista consiste nel trovare compromessi fra posizioni diverse, che non impongano rese incondizionate a nessuno».

Sul binario morto dell’articolo 18

E precisa: «Cofferati non poteva pretendere che Berlusconi perdesse la faccia, strappasse la norma sull’articolo 18 e la inghiottisse con tante scuse. Comunque da un certo punto in poi si è capito che la modifica incriminata avrebbe imboccato una sorta di binario morto».

Che cosa succederà nei giorni che verranno? «Su fisco, Mezzogiorno, mercato del lavoro e sommerso il Governo sta trattando con interlocutori seri e importanti ai quali conviene arrivare a positive conclusioni nel negoziato. Pezzotta e Angeletti non sono nati ieri».

Silvano Guidi