E Carla, psicopedagogista, diventò leader degli edili

09/02/2002






La Cantone dai cantieri alla segreteria nazionale. �Noi donne? Abbiamo pi� passione�

E Carla, psicopedagogista, divent� leader degli edili

      DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
      RIMINI – Carla faceva la psicopedagogista al San Matteo di Pavia e il sindacato lo ha incontrato in reparto. Poi ha scelto i cantieri e gli edili, dalla segreteria provinciale � arrivata a quella nazionale. Oggi, ventott’anni dopo il San Matteo, � nel �governo� confederale della Cgil. Concetta a vent’anni studiava giurisprudenza. Amava Enrico Berlinguer, ma a folgorarla davvero fu Luciano Lama. E in Puglia, la sua regione, si mise a dare una mano come poteva. Con la Federbraccianti si imbatt� nel caporalato. Ne fece un lavoro a tempo pieno. Oggi guida la Camera del lavoro di Brindisi. Tina dalla Sardegna ha cercato lavoro a Torino. Lo ha trovato in Fiat, ultima ondata di �assunzioni dal collocamento� prima della grande crisi dell’80, e a Mirafiori ha trovato anche la Fiom. Oggi � �solo� un delegato, ma delle mitiche Carrozzerie, e quando dal palco di Rimini rimprovera Cofferati perch� �noi meccanici ci siamo sentiti un po’ soli�, Cofferati ed Epifani e tutta la platea l’ascoltano sul serio, l’applaudono sul serio, le rispondono sul serio.
      Carla (Cantone), Concetta (Somma), Tina (Murru). L’altra met� della Cgil. Anche per statuto, d’accordo: � �per norma� che, in tutti gli organismi rappresentativi, le donne (la formula �i due sessi� questo vuol dire) devono essere almeno il 40%. Ed � vero che poi sui giornali e in tv a finirci sono i Guglielmo (Epifani), i Claudio (Sabattini), i Giorgio (Cremaschi), e figurarsi poi quando si parla di successione a Sergio Cofferati o alle altre alte cariche di vertice (loro paiono essere, del resto, le prime a non pensarlo nemmeno). Ma il fatto � che comunque, qui al Congresso e nelle fabbriche, le donne ci sono, si fanno sentire e contano pi� di quel che sembra. Sono nella segreteria confederale, come Carla Cantone e Betty Leone. Guidano segreterie di categoria, come Valeria Fedeli dei Tessili, o regionali (Titti Di Salvo in Piemonte o Susanna Camusso in Lombardia), o Camere del lavoro (dalla Toscana alla Puglia). E dunque non andate da loro a dire: com’� che la leadership � tutta maschile? Perch� loro ammettono che, s�, �anche il sindacato e quindi anche la Cgil sono organizzazioni ancora molto maschili ma – dice Fedeli – sono specchi della societ�. Della �parte pi� avanzata, per�, tant’� che �le donne dirigenti ci sono, e tante, solo che non hanno l’approccio carrieristico�. E la leadership, assicurano, c’�. E non � questione di uomo-donna, �� questione di passione e noi, s�, ne mettiamo di pi�.
      Prendete Cantone: di edilizia non sapeva granch�, quando alla Cgil pavese disse (vent’anni fa) che da dirigente del Pubblico impiego voleva passare a misurarsi �con una realt� operaia� le proposero anche l’alternativa del tessile. �Mi intrigano i cantieri�, pens�, e fin� a rappresentare il pi� maschile dei mestieri. Lei, signora oggi cinquantenne che a incontrarla per caso la scambieresti per una dolcissima casalinga, dev’essersi mostrata pi� tosta dei tosti muratori se ha finito col diventarne la leader nazionale (e mica in epoche facili: c’era Tangentopoli, �in cinque anni cambiarono sette ministri dei Lavori pubblici e in 36 mesi chiusero 120 mila imprese per un totale di 400 mila lavoratori. Per� i contratti li abbiamo sempre rinnovati�).
      Oggi che � nella segreteria confederale, Cantone parla di quei �15 anni alla frontiera� tradendo nostalgia, perch� �� stato un grande amore�. E s�, anche lei ammette che per una donna �� pi� complicato�, che ai tavoli delle trattative si fatica il triplo solo perch� all’inizio ti prendono meno sul serio, che �anche in Cgil resta sempre un retaggio di paternalismo�. Per�, se la smettessimo di piangerci addosso? Certo, i titoli sulla stampa li fanno solo �i compagni�: �Ma � un vizio, e non solo dei media, � la societ� che � cos�, dobbiamo fingere il contrario? Chiamatela passionale realpolitik: di Carla (e Concetta, e Tina), che gli edili li ha domati senza �titoli� e senza �quote�.
Raffaella Polato


Economia