E Calisto dopo i politici parla di banche e turismo

16/02/2004





sabato 14 febbraio 2204

E Calisto dopo i politici parla di banche e turismo
      DAL NOSTRO INVIATO

      PARMA – «Dazioni ai politici? Non ne sono a conoscenza. Certe questioni venivano trattate personalmente da Tanzi. E se finanziamenti ci sono stati, non è a me che dovete rivolgervi». Non era questo l’argomento centrale dell’interrogatorio di Franco Gorreri, ex presidente, sentito ieri per la prima volta dai pm, nel carcere di via Burla. Ma il polverone sollevato dalle indiscrezioni filtrate dai «verbali secretati» circa la «generosità» di Tanzi verso i politici di ogni colore, ha fatto sì che la domanda s’imponesse, tra le altre.
      «Argomento solo accennato», puntualizza l’avvocato Romano Corsi, uno dei due legali che difendono Gorreri. Non v’è stato, invece, alcun riferimento al «tema del giorno» (che ha mandato in fibrillazione i politici, insorti a smentire, tramite agenzie di stampa) durante le quattro e passa ore di interrogatorio di Calisto Tanzi, svoltosi nel pomeriggio, dopo quello del banchiere. «Non abbiamo parlato di politica e politici, ma soltanto di temi gestionali», chiarisce l’avvocato Fabio Belloni, rimasto solo a difendere il cavaliere di Collecchio, dopo che il collega Michele Ributti è finito sotto inchiesta per riciclaggio. E Tanzi? «Tanzi non ha mai riciclato una lira», sostiene. Quindi, il legale afferma che i pm hanno approfondito argomenti già trattati: le banche, le società sudamericane del Gruppo, le società turistiche, in particolare Parmatour. In proposito, l’avvocato rivela: «Adesso si parla di distrazioni, ma per Calisto Tanzi erano normali finanziamenti all’interno del Gruppo».
      E di «distrazioni» non vuole sentir parlare neppure Franco Gorreri, al quale il Tribunale del riesame ha negato gli arresti domiciliari. «Altro che distrazioni, erano prelievi che Gorreri era costretto a fare su ordine di Tanzi», nota l’avvocato Corsi. Scomodando Manzoni per dire che il suo assistito (don Abbondio) non aveva il coraggio di sottrarsi ai voleri di Tanzi (don Rodrigo). In sintesi: il presidente di Banca Monte, in Parmalat come dirigente part-time con incarico di tesoriere-Italia, si limitava a firmare bonifici, su indicazione di Fausto Tonna e, talvolta, su ordine di Tanzi». Ribadisce il legale: «Non era a conoscenza di distrazioni a favore dei politici». Che, a loro volta, smentiscono le rivelazioni di Tanzi, filtrate dal segreto istruttorio.
      Smentisce il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini: «Non ho mai incontrato, in privato, Tanzi, e non gli ho mai chiesto di appoggiare candidature». Reagisce il presidente della Ue, Romano Prodi, a proposito di presunti finanziamenti a Nomisma. «Dal 1995 Prodi ha lasciato la carica di presidente del comitato scientifico e da allora non ha mai avuto legami con la società di studi», dice Paolo De Castro, numero uno di Nomisma. «In corso di ricapitalizzazione, avvenuta nel 2001, otto aziende alimentari, tra cui Parmalat, hanno acquistato il 13, 4% del capitale della società». «Non nego di conoscere Tanzi – fa sapere Pier Luigi Castagnetti, presidente dei deputati della Margherita – ma nego di essermi mai occupato delle vicende del suo Gruppo». «Quello che è stato scritto è campato in aria», taglia corto il diessino Massimo D’Alema. E Bruno Tabacci (Udc), presidente della Commissione Attività produttive della Camera, precisa che nel 1992 «ci fu un contributo di Tanzi, 5 milioni più Iva, dichiarato nelle spese elettorali». E Cl dice: «Parmalat è una delle 200 aziende che collaborano, tramite sponsorizzazioni, alla realizzazione del Meeting di Rimini».
M. Fu.


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