E adesso a Palazzo Chigi si rialzano «le colombe»

17/04/2002
La Stampa web








(Del 17/4/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
E adesso a Palazzo Chigi si rialzano «le colombe»

ROMA

Da Palazzo Chigi le colombe hanno ripreso ad alzarsi mentre gli ultimi scioperanti erano ancora in piazza, dentro al governo ora invocano tutti il dialogo sociale, eppure l´unanimismo di facciata cela lo scontro tra due linee: da una parte Gianfranco Fini, Gianni Alemanno e i neo-democristiani dell´Udc che spingono per dilatare la spesa sociale, tagliando risorse in altri settori; dall´altra il ministro dell´Economia Giulio Tremonti che non esclude spostamenti da un capitolo all´altro, ma minimizza sull´entità delle risorse investibili sugli ammortizzatori sociali. Ma se questo è lo scenario sul quale i partiti di governo si muoveranno nelle prossime settimane, la novità delle ultime ore è che Alleanza nazionale si prepara a suggerire a Berlusconi una tattica completamente diversa da quella seguita finora nella speranza di "stanare" Cisl e Uil. Spiega il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, "regista" del documento congressuale che ha impresso una svolta nella linea di An: «A questo punto credo sia molto utile affrontare di petto la riapertura del dialogo sociale e il modo migliore sarebbe quello di parlarne francamente nel prossimo Consiglio dei ministri. Una volta concordata una linea comune, personalmente credo sia il caso di riconvocare subito le parti sociali, riaprendo sin dalla prossima settimana il confronto a tutto campo. Sarebbe sbagliato aspettare il voto parlamentare sull´articolo 18». Pur senza dirlo esplicitamente, il ministro di punta di An fa capire che l´unica chance per riportare al tavolo della trattativa le riottose Cgil, Cisl e Uil sia proprio quella di escludere momentaneamente dalla discussione la più spinosa delle questioni: la revisione dell´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Certo, An non può dire di volere lo stralcio e infatti Gianfranco Fini lo ripete senza chiaroscuri: «Non abbiamo alcuna intenzione di retrocedere sulla necessità di modificare temporaneamente l´articolo 18». Ma Fini aggiunge una chiosa significativa: «Le modifiche all´articolo 18 diventeranno legge» ma «con i tempi parlamentari…». Tradotto in soldoni, questo significa che An (e anche l´Udc) immaginano una corsa contro il tempo: visto che il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi sulla controversa riforma verso la fine di maggio, le "colombe" del governo immaginano di poter contare su un mese di tempo per cercare di coinvolgere i sindacati più dialoganti. «Nella seconda metà di maggio – spiega il presidente dei senatori Udc Francesco D´Onofrio – saranno venute a maturazione le linee guida del Documento di programmazione economica e finanziaria e dunque sarà possibile valutare assieme ai sindacati le risorse a disposizione per gli ammortizzatori sociali». E così si torna alla madre di tutte le questioni: le risorse. Una settimana fa Gianfranco Fini è andato personalmente a parlarne con il ministro dell´Economia Giulio Tremonti. Un incontro di un´ora e mezzo, nel corso del quale il ministro che tiene i cordoni della borsa governativa non ha opposto obiezioni di principio ad uno spostamento di risorse sul capitolo degli ammortizzatori, ma naturalmente una scelta di questo tipo deve essere collegiale e non può che venire dopo un meticoloso monitoraggio di tutti i capitoli di spesa. Ma intanto nel governo tornano a volare anche i falchi. Il ministro leghista del Welfare Roberto Maroni dice che «dopo lo sciopero generale per noi non è cambiato niente, continuiamo a ritenere inaccettabile la richiesta di accantonare tutto il lavoro fatto». E dentro An il ministro delle Comunicazioni Gasparri attacca: «Lo sciopero è stato un insuccesso di quelli che ci hanno votato contro» e dunque «il governo continuerà a lavorare, senza badare alle fesserie di portata epocale dette dai sindacati».

Fabio Martini