E a Termini Imerese riparte la produzione

02/02/2010

Si è cominciato ieri sera con ex Eutelia, si prosegue oggi con Alcoa, domani con lo sciopero dei metalmeccanici, venerdì con il nuovo tavolo sulla Fiat. Una settima piena sui temi più caldi, emblematici, della crisi: presente e futuro immediato dell’industria e dell’occupazione. In ballo ci sono oltre ventimila posti tra dipendenti diretti e lavoratori dell’indotto sui quali si potrebbe chiudere, in tempi più o meno rapidi, l’ombrello della cassa integrazione a aprire il baratro del licenziamento. «Mi pare che le parole del Santo Padre – ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia – siano un richiamo alla responsabilità da parte di tutti. Da parte nostra l’attenzione è massima. Stiamo cercando di fare tutto il possibile per tenere le posizioni».
A Termini Imerese l’attività è ripresa ieri mattina dove il lavoro è alternato ad assemblee informative: non ci dovrebbero essere nuove interruzioni almeno fino a venerdì quando al ministero dello Sviluppo torneranno ad incontrarsi le delegazioni della Fiat, dei sindacati e degli enti locali. Ormai a tutti è chiaro che non c’è più alcuno spazio per discutere del futuro dello nstabililmento automobilistico, ma è altrettanto chiaro che sindacati e governanti locali pretendono una concreta collaborazione al Lingotto per dare sostegno agli interventi di riconversione dell’impianto. Il ministro, Claudio Scajola, ha annunciato la scorsa settimana che sul suo tavolo sono giunte sette «manifestazioni di interesse» e che «una task force avrebbe valutato la consistenza dei gruppi interessati». Possibile, ma difficile, che il titolare del dicastero dello Sviluppo possa fornire indicazioni più precise già alla prossima riunione. Al tavolo potrebbe anche essere avviato un pre esame sulle situazioni degli altri impianti italiani nel rispetto degli accordi assunti la scorsa settimana.
I sindacati comunque non mollano la presa, continueranno nel pressing. E domani le sigle dei metalmeccanici attueranno lo sciopero di 4 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo contro la cassa integrazione di due settimane e con l’obiettivo di chiedere a Torino di illustrare, nei dettagli, il piano industriale previsto nei piani dell’ammonistratore delegato, Sergio Marchionne. Intanto ci sono novità sull’altra trattativa a palazzo Chigi tra i sindacati e i vertici di ex Eutelia alla presenza di Gianni Letta. E’ stato deciso un tavolo istituzionale fra tre settimane,il 22 febbraio, a stretto giro dall’udienza del tribunale, prevista il 17. E’ il timing fissato a palazzo Chigi per i circa tremila lavoratori Agile-Omega, da sette mesi senza stipendio. Il tavolo coinvolgerà regioni, province ed enti locali interessati alle commesse; mentre già il 12 febbraio si terrà al ministero dello Sviluppo economico una istruttoria sul ramo call-center del gruppo che fa capo a Phonomedia (6.500 dipendenti), anche questo in difficoltà. Per affrontare il problema dei dipendenti del gruppo Omega, «occorre tener conto che c’è un procedimento penale aperto che ci porta a poter fare solo il punto della situazione», ha spiegato il sottosegretario Gianni Letta. Mentre il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha sottolineato che «è stata accolta la nostra richiesta per un tavolo istituzionale per affrontare sia il tema delle commesse che quello dell’occupazione, ma c’è anche il grande problema, che si aggrava, del call center. la soluzione della vertenza, quindi, non è vicina. Bisogna lavorare duramente e il futuro è tutto da costruire»