E a Corso d’Italia è alta tensione

21/07/2004

          mercoledì 21/7/2004
          sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2

          E a Corso d’Italia è alta tensione

          LINA PALMERINI

          ROMA – «Non sarà accettabile, per la Cgil, che la Fiom diventi un Cobas più grosso. L’obiettivo non può essere solo la protesta ma la riconquista del contratto». Detto da Gian Paolo Patta —segretario confederale Cgil e rappresentante dell’ala sinistra
          del sindacato —è forse il segnale che il caso Fiom è stato davvero aperto.
          Gli esiti non sono scritti ma la riunione chiesta alla Fiom da Guglielmo Epifani — a nome della segreteria Cgil — va in questa dire-zione.
          «A settembre vogliamo un chiarimento politico con i meccanici — spiega Patta — che porti a una coerenza di comportamenti. Non possiamo, come Cgil, cercare un accordo
          con Cisl e Uil sul modello contrattuale e poi trovarci di fronte a piattaforme separate dei meccanici.
          La Fiom non l’ha presa bene, vedremo cosa accadrà». In sintesi, il messaggio è questo: la Cgil rispetta le decisioni del leader Rinaldini ma la Fiom deve arrivare a firmare un contratto altrimenti il sindacato gli volterà le spalle.
          «È intollerabile — continua Patta — che si parta con piattaforme separate e non si arrivi a riconquistare il contratto nazionale, dopo due accordi separati. Non vogliamo limitare l’autonomia della Fiom: decideranno cosa fare ma, con o senza piattaforme unitarie, si dovrà arrivare alla firma. La mera protesta non può essere un obiettivo del maggior sindacato dell’industria italiana perché altrimenti si trasformerebbe in un Cobas». Insomma, ciascuno si assuma le proprie responsabilità «poi la Cgil tirerà le somme», conclude Patta.
          Anche se la nuova concertazione non è più in agenda fino a settembre, anche se il pessimismo — espresso senza giri di parole da Savino Pezzotta — è ormai entrato nelle confederazioni, sul fronte più caldo si comincia a lavorare. Il biennio economico delle tute blu scade a fine anno. In teoria, la piattaforma dovrebbe essere presentata tra settembre e ottobre. I contatti tra le categorie dei meccanici di Cgil, Cisl e Uil sono già in corso. Non si è ancora parlato di cifre, anche se voci ufficiose, dicono che in Fiom si sta ragionando sui 160 euro al mese.
          Si sta invece parlando di nuove regole sulla rappresentanza, con una lenta marcia di avvicinamento verso la sostanza: cioè la richiesta salariale.
          C’è un’ipotesi, già caldeggiata lo scorso anno dalla Fim, di dividere in due la piattaforma: da una parte, gli aumenti per chi non ha contrattazione aziendale, dall’altra invece, una richiesta salariale valida solo per chi contratta anche in azienda.
          «Credo che sarà difficile per Epifani fermare un treno in corsa. Oggi si è persa un’occasione: quella di ragionare sui nuovi contratti. Tutto sarà più complicato con la vertenza dei meccanici in corso e con le probabili elezioni politiche nel 2005», osserva Paolo Pirani, segretario confederale Uil.
          L’occasione è anche quella di non aver stretto un’alleanza sulla politica di sviluppo. «È un’occasione persa anche quella di non aver messo al centro la priorità vera, quella della crescita. Le vicende di una categoria — dice Giorgio Caprioli, leader Fim — non possono bloccare la ripresa della concertazione».
          E ieri, in commissione Bilancio della Camera, questa sintonia sui grandi obiettivi si è di nuovo sentita. Cgil, Cisl e Uil hanno bocciato all’unanimità la manovra correttiva ma anche le prossime misure di cui si parla, a partire dalla riduzione fiscale.