E a Bologna protestano i dipendenti del Carlton 26 lug

28/07/2009

Da due giorni i dipendenti dell’Hotel Carlton di Bologna scioperano contro la decisione dell’azienda di cedere l’albergo a un’altra società: i lavoratori rischiano il licenziamento, tanto che due giorni fa uno di loro si è arrampicato su uino stabile e ha minacciato di gettarsi in strada. «A fronte della delicata situazione che si è venuta a determinare nelle strutture alberghiere Hotel Royal Carlton e Hotel Internazionale facenti parte del gruppo EGA e sfociata con il drammatico gesto di un dipendente – ha spiegato ieri la Filcams Cgil – i lavoratori da giovedì pomeriggio sono in sciopero»: la protesta è continuata per tutta la giornata di ieri. Totale l’adesione. Il prestigioso albergo ha deciso, infatti, di trasferire i propri servizi ad un’altra società e sta inviando ai propri dipendenti lettere individuali con la proposta di cessione, proposta che se rifiutata porterà al licenziamento.
I sindacati di Filcams e Fisascat hanno richiesto all’azienda di congelare la situazione in essere, di evitare qualsivoglia decisione unilaterale da parte dell’azienda e di non procedere in termini di licenziamento nel caso di rifiuto da parte dei lavoratori. L’azienda non ha accettato nessuna condizione avanzata dal sindacato, ma ha dichiarato di procedere nella sua direzione e di volerlo fare in tempi strettissimi, anche in virtù della chiusura estiva dell’Hotel Royal Carlton. "Riteniamo la rigida posizione dell’azienda estremamente grave" dichiara la Filcams di Bologna "in quanto non ha tenuto minimamente in considerazione un contesto particolarmente delicato, non ha rispettato i tempi della prevista consultazione dei lavoratori e ha assunto in più occasioni decisioni unilaterali, per l’ultimo la lettera inviata ai lavoratori."
L’assemblea dei lavoratori, ampiamente partecipata, ha votato all’unanimità il proseguimento dello stato di agitazione anche per l’intera giornata di oggi, nonché la necessità di continuare ad intraprendere tutte le possibili iniziative tese a contrastare la posizione dell’Azienda.