Duello sugli incentivi Oggi tavolo su Termini

05/02/2010

Sale la tensione tra il governo e la Fiat che alza la posta in gioco a poche ore dal vertice al ministero dello Sviluppo sulla vertenza Termini Imerese, previsto per oggi. Rimanendo ancorato ai toni finora assunti, l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, si è prodigato, stavolta, in un botta e risposta col premier Silvio Berlusconi che, dopo mesi di silenzi, è intervenuto sulla questione incentivi, sostenendo che forse a Fiat non interessano. Sul gruppo di Torino si è abbattuto non solo il pressing di pezzi del governo ma anche di diversi parlamentari del Pdl, soprattutto siciliani, che minacciano di votare contro gli ecoincentivi se la Fiat continuerà a parlare di chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. All’indomani dello sciopero di Fim Fiom e Uilm, che con lo sciopero di 4 ore hanno bloccato la produzione in molti stabilimenti del Lingotto, il mondo politico, di colpo, ha deciso di intervenire a gamba tesa su Marchionne che non accenna ad alcun minimo ripensamento sulla fabbrica siciliana, sostenendo che l’azienda può anche fare ameno degli incentivi e accusando il governo Berlusconi di non avere una politica industriale sul settore auto.
Insomma lo scontro è aperto. Il governo, che ha fra le mani molti progetti per Termini Imerese, alcuni provenienti dall’estero, vuole a tutti i costi che il sito siciliano rimanga un polo produttivo e che ci sia un coinvolgimento della Fiat. Già oggi si aspetta risposte chiare dal Lingotto su questo punto e, non è escluso, che nell’incontro possa essere nominato un advisor per valutare la concretezza delle altre proposte arrivate per la fabbrica siciliana, dove lavorano 1.350 persone, con un indotto di altri 700 lavoratori. «Bisogna avere il coraggio – dice il presidente del Senato, Renato Schifani – di dire basta a elargizioni statali se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali». Un punto su cui insiste anche il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli: la Fiat «ha preso i soldi e ora scappa», afferma. Marchionne, però, su questo punto è sempre stato chiaro e continua a non lasciare speranze sul futuro dello stabilimento siciliano, destinato a chiudere nel 2011 «perchè non si può produrre in perdita». Per il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, quella di oggi al ministero sarà una riunione «tecnica ». «Scajola ci dirà qualche cosa di più – aggiunge Rinaldini – sulle espressioni di interesse per Termini Imerese». Nella riunione si parlerà, ha detto sempre Rinaldini, anche dei precari dello stabilimento di Pomigliano D’Arco. Rinaldini a proposito della possibilità di definire nuovi incentivi ha detto che «vanno legati alle scelte della Fiat e sulla continuità produttiva dello stabilimento di Termini Imerese». In concomitanza con il vertice ministeriale, a Termini Imerese, davanti ai cancelli della Fiat, i sindaci del comprensorio e l’arciprete Francesco Anfuso effettueranno un sit-in di protesta. «Se Marchionne dalla sua parte ha Confindustria – dice Salvatore Burrafato, sindaco di Termini
Imerese – i lavoratori hanno dalla loro i municipi e la chiesa».