Duello Primo Maggio: commesse in sciopero, anche contro il sindaco

19/04/2011

Il Primo Maggio sarà sciopero delle commesse (contro il sindaco Renzi). I sindacati Cgil, Cisl e Uil rispondono così alla facoltà di aprire i negozi nel centro storico, stabilita da Palazzo Vecchio. A nulla è valsa la disponibilità del Comune a chiedere alle grandi catene di negozi di concedere la volontarietà per il giorno di festa. E in Consiglio comunale un gruppo di lavoratrici continua la protesta: «Lavori chi vuole? Solo a "Renzilandia" si puole», dice uno dei tanti cartelli, gialli e arancioni, esposti durante la seduta. Dopo aver incontrato il sindaco Matteo Renzi, le sigle sindacali hanno aspettato qualche giorno a dichiarare lo sciopero sperando in un ripensamento: «L`unica risposta che il Comune poteva dare era la revoca delle aperture nei negozi, così non è stato e dunque sarà sciopero», afferma Barbara Orlandi, segretaria della Filcams Cgil. Una decisione che arriva nonostante l`incontro fissato dal Comune nei prossimi giorni con Federdistribuzione, la categoria delle grandi catene commerciali del centro storico. «II lavoro volontario che ha proposto il sindaco Renzi non esiste – tuona Orlandi – e non esiste neppure che lui faccia un accordo con le grandi aziende, non è sua competenza». Durissimo anche il segretario Cisl Roberto Pistonina: «Con le ultime dichiarazioni sul Primo Maggio "festa di libertà" Renzi dimostra di non conoscere nemmeno lontanamente la realtà del commercio». Un commercio fatto di piccole e piccolissime ditte «dove il rapporto tra il datore di lavoro e il lavoratore è sicuramente impari, a svantaggio di quest`ultimo, e non consente la libertà di scelta per i dipendenti come affermato da Renzi. In queste realtà lavorative spesso è difficile far valere anche le parti fondamentali del contratto di lavoro, figuriamoci se è possibile esercitare l`opzione auspicata dal sindaco». La protesta delle commesse è arrivata di nuovo, ieri pomeriggio, in Consiglio comunale. Per la quinta seduta di seguito un gruppo di lavoratrici del centro storico ha esposto alcuni cartelli silenziosamente: «Primo Maggio, ormai è un miraggio», ancora «Festivi senza orario senza straordinario». E si rimette in discussione anche la facoltà di aprire i negozi nel giorno di Pasqua, nonostante sia una prassi da 14 anni: «Pasqua e Pasquetta, una disdetta». I lavoratori potranno decidere se andare a lavorare o meno con la copertura dello sciopero. Una decisione presa dai sindacati soltanto a livello locale: «Renzi sbaglia quando cita le iniziative pianificate da altri Comuni della Toscana accusando il sindacato di incoerenza rispetto alla questione del Primo Maggio – aggiunge Pistonina – Un po` più d`attenzione rispetto al tentativo di confondere le idee con messaggi
di bassa demagogia aiuterebbe tutti a comprendere la battaglia delle categorie». Il Primo Maggio i sindacati organizzeranno un corteo per le strade del centro. E soltanto la Cgil, in contrasto questa volta con Cisl e Uil, organizzerà un presidio contro il nuovo contratto del lavoro nel commercio. Ieri, sempre in Consiglio, la protesta dei familiari degli anziani assistiti nelle Rsa contro ««Asl e Società della salute, che non ci versano i contributi al agamento delle rette per i nostri parenti».