Due milioni di disoccupati, record dal 2004

02/12/2009

ROMA — I disoccupati hanno superato in ottobre la soglia dei due milioni di persone. Non succedeva dal marzo 2004. Ed è quindi, a suo modo, un primato, purtroppo negativo, che sottolinea la grande incertezza e fragilità dei segnali di superamento della crisi economica.
L’Istat fornisce cifre e spiegazioni: il tasso di disoccupazione ha raggiunto in ottobre l’8%; era del 7,8% il mese precedente ed era del 7% un anno fa. È una crescita significativa, che dipende dall’aumento del numero di persone che si sono messe a cercare lavoro — visto che gli occupati nel mese sono rimasti stabili anche grazie al ricorso alla Cassa integrazione, diminuendo dell’1,2% solo su base annua (- 284 mila) — e che segnala come il fenomeno colpisca in ogni caso di più le donne e i giovani. Nella disaggregazione dei dati infatti emerge che il tasso di disoccupazione maschile in ottobre è stato pari al 6,9% come in settembre mentre quello femminile è salito al 9,5% dal 9,2% del mese precedente, con un incremento rispetto all’ottobre 2008 attorno all’1%. Quanto poi all’età, l’Istat ha calcolato che i giovanissimi, dai 15 ai 24 anni, registrano un tasso di disoccupazione del 26,9% in crescita addirittura del 4,5% a livello tendenziale.
Fra gli oltre due milioni di persone che cercano lavoro infatti è aumentata l’incidenza dei giovani e delle donne, che sono quasi la metà, 978 mila, il 4,1% in più rispetto a settembre e l’11,2% in più rispetto ad ottobre 2008. Proprio su questo tema, il governo ha stanziato ieri 40 milioni per un Piano d’azione per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro. Superano il milione gli uomini, che sono aumentati di numero, di ben il 15,5%, solo su base annua. Complessivamente l’incremento delle persone in cerca di occupazione è del 2% mensile e del 13,4% tendenziale. L’Istituto di statistica, poi, ha fornito anche la panoramica di chi invece ha deposto ogni speranza di trovar lavoro ed è andato a far parte dei cosiddetti «inattivi», aumentati in un anno dell’1,4% soprattutto al Sud, come ha segnalato lo studio sulle economie regionali della Banca d’Italia. In tutta Eurolandia il tasso di disoccupazione si attesta, sempre in ottobre, al 9,8%, stabile su settembre, con la Germania in controtendenza che segnala il calo dal 7,6% al 7,5% e la Francia che invece conferma il suo 10% di persone senza lavoro. «In un anno abbiamo perso 284.000 posti di lavoro. Il tasso cresce come ci aspettavamo, per fortuna siamo molto al di sotto della media Ue e di quello che avevamo ancora nel 2004 e negli anni precedenti, anche grazie all’uso degli ammortizzatori sociali», ha affermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi mentre il leader della Cgil, Guglielmo Epifani l’Istat «conferma che per l’occupazione il peggio arriva adesso».