Ducati abolisce la pausa per lavarsi le mani

15/10/2010

Che fighetti questi metalmeccanici. Pur di non lavorare le inventano proprio tutte. Alla Ducati di Borgo Panigale (Bologna), per esempio, per anni con la scusa di lavarsi le mani rubavano cinque minuti di lavoro prima di andare a pranzo e prima dell’uscita della sera. Le mani se le lavino a casa, le fabbriche non sono toilette. C’è la globalizzazione, la concorrenza dei cinesi e non c’è tempo per stare a limarsi le unghie. Più o meno è questo che deve aver pensato
il nuovo capo del personale della ditta famosa in tutto il mondo perché produce la nuova moto di Valentino Rossi. E così niente più sapone. L’azienda ha deciso di sopprime unilateralmente le due pause. In Ducati bisogna correre per vincere come fa Valentino e non ci sono dieci minuti da perdere. L’abitudine consolidata era regolamentata e concordata con i sindacati ma in nome della produttività, sostiene l’azienda, l’igiene deve essere sacrificata. La Fiom-Cgil ha già denunciato l’odioso dispetto aziendale. Ieri ha distribuito volantini dove annuncia possibili scioperi di 15 minuti prima di pranzo e prima dell’uscita. Si chiameranno «Scioperi della saponetta». Inoltre ha definito la trovata di Ducati «farneticante, specie in un’azienda dove l’organizzazione del lavoro è un colabrodo ». Anche la Fim-Cisl è intenzionata a dare battaglia e annuncia diffide legali per violazione degli accordi contrattuali. La Ducati però non ha intenzione di ritirare la disposizione anti-sapone. «Dobbiamo recuperare efficienza, e questo è solo uno dei sistemi, peraltro indolore – ha ribadito il responsabile del personale della Ducati, Luigi Torlai – chiediamo agli operai di lavorare dieci minuti in più al giorno che in un anno per noi significa molto. Le mani del resto se le possono lavare anche dopo l’uscita».
«Forse la Ducati vuole far pagare Valentino Rossi agli operai – gli ha risposto il segretario bolognese della Fiom Bruno Papignani. Non vorrei che l’amministratore delegato di Ducati, Del Torchio, si sia montato la testa e voglia fare un po’ il Marchionne, ma non mi pare la persona giusta. Ho letto le dichiarazioni del capo del personale che viene da Fiat, evidentemente ha uno stile diverso da quello che c’era e c’è sempre stato in Ducati». Forse l’abolizione delle due pause per lavarsi le mani potrebbe essere solo un modo per mettere in discussione qualcosa di più grande o per sviare l’attenzione da altri problemi che riguardano l’azienda e i lavoratori. Il momento in Ducati è delicato, settimana prossima si eleggono i rappresentanti sindacali. E ancora. «Non vorrei – teme Papignani – che questo sia un modo per non discutere con noi sul fatto che Ducati sta delocalizzando la produzione in Brasile, Thailandia e altri posti: così avremo un pilota italiano e una moto straniera». E a lavarsene le mani in questo caso sarebbe
l’azienda.