“Ds” Ma Salvi attacca il segretario

07/02/2007
    mercoledì 7 febbraio 2007

    Pagina 29 – Interni

    LA POLEMICA

    Aula sospesa per l´evento diessino. Anche la Cdl protesta

      Ma Salvi attacca il segretario
      "Senato fermo per colpa tua"

        ROMA – «Ma una cosa simile nella storia parlamentare non è mai successa. Qualcuno sfogli gli annali. Forse all´epoca di De Pretis si troverà qualcosa. Rinviano una seduta del Senato perché Fasssino deve presentare la sua mozione». Cesare Salvi, esce dall´aula di Palazzo Madama arrabbiato e a voce alta, molto alta, spiega così ai pochi presenti perché il vicepresidente di turno Milziade Caprili ha aperto la seduta alle 16 e 31 e l´ha chiusa alle 16 e 33. Con buona pace del provvedimento sul "disagio abitativo", gli sfratti, che slitta alla seduta odierna. Una decisione, che in effetti Caprili, ha annunciato così: «Comunico che la Conferenza dei capigruppo, avendo valutato un impegno politico rilevante di un gruppo del Senato della Repubblica, ha determinato all´unanimità di rinviare a domani il seguito della discussione dei disegni di legge sul disagio abitativo».

        Salvi però non si da pace ed è deciso a portare la questione sul tavolo del presidente del Senato. «Chiederò al presidente Marini – dice – perché è stata formulata questa richiesta e per quale ragione è stata accolta. Perché se fosse vero io non ricordo precedenti nell´attività parlamentare di una sospensione dei lavori d´aula per le ragioni di una corrente». E dalla faccia e dal tono concitato con cui Domenico Fisichella parla con Salvi, sembra proprio che anche l´ex vicepresidente del Senato non abbia gradito molto la seduta lampo.

        Il senatore diessino cerca un responsabile e alla fine punta subito l´indice contro Anna Finocchiaro. Sarebbe stata infatti la capogruppo dell´Ulivo a chiedere il rinvio della seduta per la concomitanza con l´appuntamento dei Ds. Spiegando che lo faceva proprio a nome della Quercia. Ma Salvi replica pronto che «il gruppo di cui io faccio parte, che è quello dell´Ulivo, non ha nessun impegno oggi. L´unico impegno di cui si legge è la presentazione di una mozione di una corrente di uno dei partiti che fa parte dell´Ulivo». Quanto basta per rinnovare la richiesta dell´intervento di Marini.

        Intanto i senatori sciamano e qualcuno ci scherza su. «Cesare – dice uno – domani presenta la tua mozione, così sospendiamo la seduta anche domani e ce ne andiamo a casa». Ironia che gioca sulle accuse di scarsa produttività che arrivano da più parti al Senato. Accuse che però Roberto Calderoli prende molto sul serio. Fino a chiamare in causa il presidente della Repubblica. «Visto che le conferenze dei capigruppo servono a stabilire non quello che si fa, ma quello che non si fa, e l´annullamento della seduta pomeridiana di oggi ne è un esempio, il presidente della Repubblica deve sciogliere una Camera che non serve a niente», chiede il vicepresidente del Senato. Anzi sciolga anche la Camera. Si può fare di più, gli fa eco il senatore di An Michele Bonatesta: la Lega lasci il Parlamento – dice – An e Forza Italia ne dovranno prendere atto e fare altrettanto. E alla fine Napolitano dovrà ridare la parola agli elettori.

        (si. bu.)