“Ds” Fassino: il Pd con i socialisti

07/02/2007
    mercoledì 7 febbraio 2007

    Pagina 29 – Interni

    Il segretario Ds presenta la mozione congressuale. "Il nuovo partito è un´esigenza del Paese, non solo nostra"

      Fassino: il Pd con i socialisti

        E Veltroni chiede che l´Internazionale "allarghi" il nome

        GOFFREDO DE MARCHIS

        ROMA – C´è questo bisogno assoluto, urgente verrebbe da dire, di aprire le porte, di scacciare l´immagine di un Partito democratico che nasce dalla fusione a freddo tra Quercia e Margherita. Perciò sul palco trovano posto, con pieno diritto di parola, gli intellettuali, gli esponenti della società civile, i politici che vengono da altre storie. Ma c´è anche il partito che oggi esiste, non solo quello del futuro, visto che qui si presenta la mozione Fassino e ci si infila nel pieno del dibattito congressuale. Fisicamente al centro dello stesso palco infatti trovano posto Piero Fassino, Massimo D´Alema e Walter Veltroni, sicuramente i protagonisti incontrastati della storia più recente dei Ds, una sorta di trinità. L´ex cinema Capranica è stracolmo, i vigili del fuoco vietano l´ingresso ai ritardatari che si accontentano degli schermi nell´atrio. Il titolo del documento Fassino dice già tutto: "Per il Partito democratico". Senza se, senza ma. «Un salto ambizioso – spiega lui – un progetto rivolto a tutti gli italiani. Perché il Pd è un´esigenza del Paese, non dei Ds e della Margherita».

        Comincia da Roma la marcia che porterà la Quercia prima in tutte le sezioni sparse per il territorio, poi a Firenze ad aprile per il congresso nazionale chiamato a dare il via libera al nuovo soggetto. D´Alema sa che i militanti e gli iscritti, di cambiamenti ne hanno già vissuti molti, forse troppi, ma li invita a non tirare i remi in barca proprio adesso. «È irresponsabile rimanere fermi. Sì, dobbiamo ancora cambiare. La migrazione, il viaggio che abbiamo cominciato nel 1989 non è finito». Ecco perché le ipotesi di scissione «non hanno senso» secondo lui. Il Pd avrà bisogno di sinistra, lui stesso sente «il dovere di stare di più a sinistra da quando abbiamo deciso di compiere il salto». Fassino, al partito che oggi c´è, la Quercia, chiede un successo chiaro, forte. «Non per me, non per la mia mozione. Ma perché dopo sarà più facile continuare a costruire il progetto». E rassicura: «Saremo nella famiglia riformista più grande al mondo, quella socialista».

        Certo, il punto è anche questo. «Io non vedrei nulla di male se i socialisti prendessero atto che i riformisti oggi vengono pure da storie diverse. E se l´Internazionale si chiamasse dei socialisti e dei democratici», aggiunge Veltroni. Ma al sindaco preme soprattutto legare «il profilo politico e quello istituzionale» con una riforma che dia certezza di governabilità. E preme anche tenere davvero le porte aperte: «Le grandi novità degli ultimi decenni, dal femminismo all´ambientalismo, sono nate fuori dai partiti». Ci sarà un motivo, no?

        Nella platea attenta e soddisfatta di vedere facce nuove, siedono molti ospiti, da Franca Rame a Enzo Bianco, oltre ad amministratori diessini, da Sergio Chiamparino a Vasco Errani. Loro ascoltano. Sul palco invece, dove Lucia Annunziata fa da moderatrice, Dario Franceschini sottolinea che «tra i cittadini c´è fame di politica». E a questo bisogno si risponde mettendo assieme le storie, la sua che viene dal Ppi e dalla Margherita e quella di Vittoria Franco, neocoordinatrice delle donne Ds che invoca un tavolo con le donne di Dl. Sui temi etici, naturalmente. Il filosofo Salvatore Veca consiglia a tutti un Partito democratico che «non nasce dalle abiure, ma dal meticciato». E Adriano Sofri si chiede «quanto sia grottesca l´idea che Mussi o Salvi siano pronti allo strappo. Si deve invece sentire la necessità di unirsi davanti ai problemi del pianeta». Ottaviano Del Turco, governatore abruzzese dello Sdi, e Luciana Sbarbati, con garbo e disponibilità, sono interessati, a patto «di portare la propria storia». L´ambientalista Walter Ganapini mette il dito nella piaga dell´emergenza mondiale sul clima e Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e giustizia, chiede uno spazio vero per i cittadini che non si riconosco negli attuali partiti.