Ds e Margherita, documento comune sulle pensioni

23/01/2004


22.01.2004
Ds e Margherita, documento comune sulle pensioni
Turco, Bindi, Damiano e Treu trovano un percorso comune. E invitano l’Ulivo a cercare convergenze con Cgil Cisl e Uil. Salvi e Grandi a Fassino: non siamo d’accordo

ROMA Nessun emendamento dell’Ulivo sull’aumento dell’età pensionabile nè sul contributivo prorata, sarà presentato in Senato.
La questione dell’eventuale accelerazione della fase transitoria della riforma Dini, infatti, sarà affrontata solo dopo un confronto a tutto campo con Cgil, Cisl e Uil e non prima di un confronto preventivo e più ampio con tutte le forze della opposizione. È questo il percorso comune messo a punto ieri dall’Ulivo su pensioni e welfare, nel corso di un incontro tra Livia Turco, Rosy Bindi, Cesare Damiano e Tiziano Treu.
Sembra dunque disinnescata la miccia accesa nei giorni scorsi dalla
proposta della Margherita di innalzare di due anni l’età pensionabile.
Gli esponenti Ds e Margherita hanno quindi concentrato la loro attenzione sugli altri aspetti della delega e hanno convenuto sul no alla decontribuzione prevista per i neoassunti; sulla necessità di armonizzare il sistema abolendo i privilegi residui; sull’avvicinamento graduale dei contributi tra lavoro autonomo e dipendente; sul rafforzamento delle pensioni minime; sulla necessità di separare le voci previdenziali da quelle assistenziali; e su quello di accelerare lo sviluppo della previdenza complementare.
E ancora: Ds e Dl hanno concordato sulla necessità di introdurre il
silenzio assenso per l’adesione ai fondi pensione integrativi; sull’incentivazione per chi voglia restare al lavoro e sull’istituzione di un Fondo nazionale per la non autosufficienza.
È sulla base di queste indicazioni dunque, che l’Ulivo si dovrà confrontare, secondo il percorso messo a punto ieri, con Cgil, Cisl e Uil per «ricercare le necessarie convergenze su questa delicata materia». Ds e Margherita confermano comunque l’importanza decisiva della verifica del 2005 per valutare l’andamento del rapporto tra spesa pensionistica e Pil.
I senatori Cesare Salvi ed Alfiero Grandi della sinistra Ds hanno
inviato una lettera aperta a Piero Fassino nella quale esprimono la loro netta contrarietà al gruppo di lavoro formato da Ds e Margherita
per elaborare una proposta comune sulle pensioni. «Non siamo d’accordo – scrivono Salvi e Grandi – per ragioni di metodo e di merito, e ti invitiamo a soprassedere in vista delle importanti, imminenti riunioni degli organi dirigenti del partito (direttivo e direzione), che dovranno discutere l’insieme dei problemi
del centro sinistra, e se esistono ancora le condizioni per il varo di una lista comune con la Margherita alle elezioni europee».
Al centro delle preoccupazioni dei due politici la recente iniziativa
di Rutelli sulle pensioni e sulle gabbie salariali, e i rapporti con la Margherita: «Questi sono problemi che riguardano tutta la coalizione e non alcune componenti, per quanto importanti. Altrimenti si alimentano contrasti e divisioni nella coalizione».
Non c’è alcuna ragione – aggiungono Salvi e Grandi, schierandosi
con Epifani – perchè i partiti dell’opposizione, ad esempio, intervengano ora sulle pensioni, accettando nei fatti l’idea di un anticipo rispetto alla verifica prevista dalla riforma Dini per il 2005.
È sbagliato avvalorare l’idea della necessità d’immediati interventi restrittivi sulle pensioni, quando persino il governo ha finora ritenuto necessario un intervento solo a partire dal 2008».