Ds al bivio, seguire la Cgil può allontanarli dalla Margherita

10/02/2002
La Stampa web





Ds al bivio, seguire la Cgil pu� allontanarli dalla Margherita

(Del 10/2/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
La sinistra interna spinge per appoggiare l�astensione generale dal lavoro, Fassino e D�Alema prudenti

ROMA

Massimo D�Alema l�aveva definita �legittima�, secondo Piero Fassino era �da prendere in considerazione�, Gavino Angius e Luciano Violante, che non avevano applaudito al congresso di Rimini quando Sergio Cofferati l�aveva lanciata, si erano poi affrettati a smentire la loro contrariet�. Insomma di fronte all�ipotesi di sciopero generale, ribadita anche ieri dal leader della Cgil, la dirigenza della Quercia si guarda bene dal dire di no. Il che non significa poi che quella proposta non crei pi� di un imbarazzo nella Quercia. Gi�, se venisse indetto dalla sola confederazione di Cofferati, lo sciopero generale rischierebbe di trasformarsi in un cuneo tra ds e Margherita. I vertici della Quercia, � chiaro – e lo dimostrano i tentativi di D�Alema e Fassino di recuperare un rapporto con il segretario della Cgil – non hanno voglia alcuna di rompere con Cofferati su un punto come questo, ma l�idea di aprire un ennesimo dibattito in seno all�Ulivo non li rallegra di certo. E che si apra, nel caso in cui lo sciopero si faccia, non c�� dubbio, perch� la Margherita con Enrico Letta e Tiziano Treu gi� frena: �Non � la piazza che far� cadere Berlusconi�; �Rompere l�unit� sindacale � un rischio�, sono questi i loro ammonimenti. Perci� il responsabile �Lavoro� della segretaria ds, l�ex leader della Cgil veneta Cesare Damiano, affronta l�argomento con cautela estrema. A cominciare dalla prudentissima premessa: �Innanzitutto – afferma – va ribadita l�autonomia tra azione sindacale e politica, perch� non deve esserci nessuna confusione di ruoli�. Quindi l�esponente della Quercia prosegue cos�: �L�attacco del governo ai diritti e allo stato sociale � forte e radicale. Si tratta di una controriforma. E la sinistra politica si oppone a queste scelta. Tant�� vero che al Senato ha presentato oltre un centinaio di emendamenti sulla legge delega che riguarda il mercato del lavoro e ha chiesto lo stralcio dell�articolo 18�. Ma il problema � che anche a palazzo Madama i parlamentari della Margherita e quelli dei ds non la pensano proprio allo stesso modo, tant�� che i primi hanno frenato sull�ipotesi di fare ostruzionismo. Damiano ammette che �possano esserci sfumature diverse�, per� �nel quadro di una forte convergenza�: �Marciamo uniti�, ci tiene a dire. Uniti, per�, non parrebbero marciare i sindacati. E anche qui l�esponente della segreteria della Quercia abbraccia la linea della gran cautela. Sottolinea che la Cgil ha ribadito che il confronto con Cisl e Uil rappresenta �la strada prioritaria� e aggiunge: �Noi ci auguriamo che l�unit� sindacale continui perch� la battaglia sar� aspra�. Insomma, i vertici ds, stretti tra i loro alleati e Sergio Cofferati, incrociano le dita. Anche perch� dentro la Quercia la minoranza del correntone sollecita maggior combattivit�. Gloria Buffo, rappresentante di questa componente, sostiene infatti che l�opposizione in Parlamento, contro la riforma dell�articolo 18, non basta: �Questo governo – spiega – ci propone un tuffo negli Anni 50: vuole demolire in tre mesi lo stato sociale e i diritti del lavoro, perci� io penso che di fronte a questo attacco eccezionale occorra rispondere con strumenti altrettanto eccezionali. Il sindacato fa la sua parte, ma anche noi dobbiamo fare la nostra. E non solo in Parlamento, con l�ostruzionismo: bisogna mobilitare il paese�. In parole povere: un pezzo dei ds, una minoranza s�, ma alquanto corposa, chiede al partito di non delegare l�opposizione su questi temi solo al sindacato. Che fare, allora? Da un lato ci sono Cofferati, il correntone e, quindi, quella parte del popolo di sinistra che chiede maggior incisivit� alla Quercia, dall�altra gli alleati. La Margherita s�, ma non solo quella. Lo Sdi, con Ottaviano Del Turco, sconfessa la linea della Cgil: �Mi sento pi� vicino alle preoccupazioni di Pezzotta e Angeletti – dice il senatore socialista – di quanto lo sia con le accentuazioni radicali di Cofferati�. E Clemente Mastella avverte: �Lo sciopero generale va valutato attentamente, altrimenti rischia di essere uno sfogo e fa perdere i contatti con le altre sigle sindacali�.

Maria Teresa Meli


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