Dpef: Tremonti: «I conti sono in linea»

18/07/2003


venerdì 18 Luglio 2003

LE PROPOSTE PROGRAMMATICHE PER LA MANOVRA DA 16 MILIARDI DI EURO
Tremonti: «I conti sono in linea
Meno egoismi per fare le riforme»

Nel Dpef ottocento euro per ogni neonato. Pressione fiscale giù di mezzo punto

analisi



ROMA
BISOGNA fare riforme strutturali, bisogna che tutti abbandonino un po’ del loro egoismo per consentire a questo Paese di competere». Parola di Giulio Tremonti, intervistato dal «Tg1», secondo cui «i conti pubblici sono in linea, li abbiamo tenuti in linea con prudenza e parsimonia. Continueremo a tenerli in linea. Finora è andata abbastanza bene». Sempre il ministro dell’Economia ha preso la distanze dalla proposta sui mutui-casa per spingere i consumi («una scheda di uno studioso, che aveva messo dentro questa sua brillante idea»), e ha ribadito la sua preoccupazione per la crescita della Cina: «È difficile competere con chi viola le regole e con chi non le applica, se hai le mani legate».
E dopo tanta discussione, il testo del Dpef è stato finalmente pubblicato. Martedì sarà illustrato dallo stesso Tremonti alle Camere, che poi avvieranno come di norma le consuete audizioni. Il voto è previsto per la fine del mese, anche se uno slittamento su agosto non è da escludere. Archiviata – si direbbe con soddisfazione dei partiti della maggioranza, anche se resta tensione tra Udc e Lega sulla «concertazione/dialogo sociale» – la fase di scontro, la stesura del Dpef che è stata licenziata è molto diversa da quella anticipata alla vigilia del Consiglio dei ministri.
Rispetto alle bozze precedenti, ad esempio, manca completamente il secondo volume del documento, che conteneva corposi capitoli sull’energia, sulle privatizzazioni, sul riordino delle autorità vigilanti sul risparmio (tra cui Bankitalia). Non c’è più il contestato progetto dei mutui per rilanciare i consumi delle famiglie, così come la conversione in prestiti dei trasferimenti a fondo perduto alle imprese. Di pensioni si parla, ma sono sparite due parti di un certo rilievo: non c’è più il meccanismo che inseriva nelle prossime manovre finanziarie quote crescenti di risparmi a partire dalla spesa per previdenza e sanità ed è stato alleggerito il paragrafo che conteneva cupe previsioni sugli equilibri futuri del sistema pensionistico. Resta però la confermo che la spesa previdenziale, senza interventi, salirebbe del 21% tra il 2002 e il 2007. Quest’anno l’aumento sarà del 4,7%. Ma vediamo più in dettaglio i contenuti del Dpef.

IL QUADRO MACROECONOMICO.
Il Pil reale nel 2004 si attesterà al 2% per poi arrivare al 2,3% nel 2005 e attestarsi al 2,5 nel 2006 fino ad arrivare al 2,6% nel 2007. Il deficit nel 2004 si attesterà all’1,8% (2,3 nel 2003) del Pil, per poi scendere l’anno successivo all’1,2% e allo 0,5 nel 2006. Il pareggio si avrà nel 2007, quando si registrerà addirittura un surplus dello 0,1%. L’inflazione sarà pari all’1,7% nel 2004; l’avanzo primario nel 2004 sarà del 3%, mentre il debito pubblico raggiungerà quota 104,2% l’anno venturo (contro il 105,6% del 2003).

LA MANOVRA DI SETTEMBRE.
Per riportare in carreggiata il deficit, servirà nel 2004 una manovra da 16 miliardi di euro. Dieci miliardi deriveranno da interventi «una tantum», soprattutto nel settore «immobiliare e del Real Estate», anche se non sono da escludere un condono edilizio e nuove operazioni contabili per far uscire dal bilancio dello Stato imprese ed enti. Il resto verrà da misure «strutturali».

LOTTA AL SOMMERSO.
Si parla di una maggiore lotta all’evasione e al sommerso, anche col varo di un apposito disegno di legge che consegnerà a uno speciale commissario poteri di coordinare l’azione di repressione del «nero», utilizzando Fiamme Gialle, Nas, ispettori di ministeri e Inps. Con la speranza che stavolta l’esito sia migliore delle norme varate tra 2001 e 2002: i ministri sperano di poter cifrare in Finanziaria entrate rilevanti da questa voce.

I TAGLI.
Il Dpef prevede un più forte monitoraggio dei conti pubblici degli enti locali, con un nuovo giro di vite sul rispetto del «patto di stabilità interno»; una nuova stretta agli acquisti della pubblica amministrazione, da cui ci si aspetta almeno un miliardo di risparmi.

PENSIONI.
La novità sarà l’eliminazione dei «privilegi» in campo previdenziale, dovuti a stratificati «regimi speciali» di favore. Un accenno che conferma la volontà di omogeneizzare il trattamento pensionistico dei dipendenti pubblici e privati e un innalzamento delle aliquote contributive delle categorie più favorite, come i lavoratori autonomi.

IL BONUS FIGLI.
Un primo intervento che sarà previsto in Finanziaria sarà un bonus per favorire la natalità: dovrebbe ammontare a 800 euro per il primo figlio, e qualcosa in più per i figli a seguire. Il bonus verrà erogato a tutti, senza eccezioni di reddito, e riguarderà anche i figli delle coppie non sposate. Non è escluso – il ministro Maroni rinvia la questione al tavolo con le parti sociali – che il bonus possa interessare anche i figli di immigrati extracomunitari residenti, o con permesso di soggiorno e lavoro. Ancora, verrà varato il Reddito di Ultima Istanza, un sussidio che mira insieme a contrastare la povertà e a favorire il reinserimento nel mercato del lavoro.

FISCO.
La pressione fiscale, al netto del gettito derivante dalle misure una tantum degli anni precedenti, è prevista ridursi nel 2004 di oltre mezzo punto percentuale e, successivamente, mantenersi nel seguente triennio su un valore medio del 40,6%.

MEZZOGIORNO.
Lo sviluppo del Sud passa attraverso tre pilastri: accelerazione della spesa in conto capitale per infrastrutture materiali e immateriali; rafforzamento istituzionale; e miglioramento della qualità dei progetti e dei servizi.

SANITÀ.
Lotta agli sprechi, con la sperimentazione dell’azienda territoriale dei medici di base e dei pediatri con un budget comune da gestire, monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza; reperimento di nuove risorse per il servizio sanitario dalle assicurazioni già in atto. In tutto, si spera di reperire almeno un miliardo. Sarà varata una tassa di scopo per costituire un fondo nazionale per la non autosufficienza, ma per adesso il progetto non è stato ancora definito, visti i suoi costi imponenti.

(r.g.)