Dpef: Regioni contro il Documento e sindacati sul piede di guerra

16/07/2003

mercoledì 16 luglio 2003

 
 
Pagina 8 – Economia
 
Regioni contro il Documento
Sindacati sul piede di guerra
Cgil-Cisl-Uil: l´inflazione programmata è irrealistica
          Oggi in programma l´incontro del governo con le parti sociali e poi, in serata il Consiglio dei ministri per il varo del Dpef
          Ieri sera vertice Tremonti-partiti senza la Lega

          ROMA – Sarà la notte più lunga per il Documento di programmazione economica: il Consiglio dei ministri si riunisce alle 21, ma la giornata inizierà prima, alle 11, quando Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e le altre organizzazioni andranno a Palazzo Chigi per ascoltare Berlusconi, Tremonti e Gianni Letta.
          Un antipasto di quanto potrà accadere è giunto già ieri, testimone il rullo dei tamburi dei sindacati di fronte alle anticipazioni. Primo punto l´inflazione programmata: all´1,7 per il 2004 viene definita «irrealistica», troppo bassa, in vista dei contratti. A tarda sera conferma l´irrequietezza il giudizio critico del leader della Cgil Epifani: «L´incontro non si presenta bene, il governo ha sbagliato politiche in questi due anni, pensava ad un grande sviluppo e invece si è illuso». Il segretario della Cisl rincara la dose: «Se interverranno sulle pensioni reagiremo: finora comunque non abbiamo visto nulla del Dpef e non è una procedura regolare».
          L´aria di «stangata» che si respira intorno al Dpef non è piaciuta agli enti locali che ieri sono stati ricevuti a Palazzo Chigi: «temo che i 5,5 miliardi di tagli cadano anche sulle Regioni», ha detto il presidente della conferenza Stato-Regioni Ghigo. «Siamo preoccupati per il Sud», ha aggiunto Bassolino (Campania). «Non ci siamo», ha commentato Errani (Emilia). Convocato con ritardo il neo presidente della Regione Friuli, Riccardo Illy ha declinato polemicamente l´invito.
          La tregua armata tra i partiti sul terreno delle pensioni rischia di essere virtuale: il Tesoro non ha rinunciato a menzionarle nel Dpef e la Lega potrebbe prendersela. Ha tentato si sparigliare Buttiglione rilanciando il «dialogo sociale» per spostare tutto in autunno. Non ha contribuito a sciogliere la tensione il fatto che le 129 pagine del Dpef siano giunte ai ministri e ai partiti, in via riservata, ma con molte caselle bianche. Così le ultime limature politiche, alle quali doveva essere dedicata la riunione di ieri sera, con Tremonti, Buttiglione e Alemanno ma senza la Lega, sono sfumate in altre sostanziali discussioni. Il centrosinistra commenta con preoccupazione: Letta (Margherita) parla di «forte difficoltà», Bersani (Ds) di Dpef «scollegato».

          (r.p.)