Dpef, ok dal Senato lite Tremonti-Amato

25/07/2002


GIOVEDÌ, 25 LUGLIO 2002
 
Pagina 30 – Economia
 
LA POLEMICA
 
Il ministro: meglio noi della sinistra. Replica: faccia autocritica
 
Dpef, ok dal Senato lite Tremonti-Amato
 
 
 
 
ROBERTO PETRINI

ROMA – Botta e risposta Tremonti-Amato mentre il Dpef riceve l´ok del Senato. «Cicale, anche voi avete cartolarizzato», ha accusa il ministro dell´Economia. Replica l´ex premier: «Faccia l´autocritica, da questo Dpef non si riesce a capire di quanto dovrà essere la manovra: indica 12,5 miliardi ma in realtà, se si somma tutto, sono 20».
«Siamo convinti dei numeri che abbiamo messo, della difendibilità e della approvabilità del programma di stabilità che sarà presentato in Europa in autunno», aveva invece detto il ministro dell´Economia in Parlamento. Nessun problema – secondo il ministro – per la formula «close to balance», approvata a Madrid-Siviglia, che ci dà la possibilità secondo il governo di fissare allo 0,8 per cento il deficit-pil per il 2003. Per Tremonti il semaforo verde all´Italia per utilizzare questa formula costituisce «un significativo progresso nella reputazione del nostro paese». Perché, ha detto, «abbiamo scoperto che era presente in precedenza e fu tolta, nel corso degli ultimi anni, suppongo in conseguenza di una caduta di reputazione del governo presieduto dall´onorevole Amato». Poi altre bordate polemiche. Le critiche di Solbes al risanamento nel biennio 1999-2000? Colpa del centrosinistra «cicala». La bocciatura delle cartolarizzazioni da parte di Bruxelles? «Sono estese anche a quelle del 1999-2000: noi difenderemo anche le vostre, ma le vostre contestazioni sono state suicide».
Sulle misure Tremonti è stato cauto. Sulle mutue «non bisogna drammatizzare». Per la previdenza bisogna puntare sul «secondo pilastro», cioè i fondi pensione e solo dopo si potrà pensare al primo, cioè il sistema obbligatorio. Il ministro dell´Economia ha difeso anche i due provvedimenti su scudo fiscale e sommerso: il rientro dei capitali è stato un «voto di fiducia per il paese»; per il sommerso la «battaglia sarà vinta».