Dpef: i tagli alle pensioni slittano in autunno

11/07/2003

 
venerdì 11 luglio 2003
Pagina 2 – Interni
 
 
IL CASO
Prende corpo l´ipotesi di una versione "light" del Documento

Cdl divisa, ancora rinviato il Dpef
i tagli alle pensioni slittano in autunno
          ROBERTO PETRINI


          ROMA – «La prossima settimana». L´annuncio della presentazione del Dpef 2004-2007, il Documento di programmazione economico-finanziria, cioè la cornice dei conti del paese dei prossimi quattro anni, spetta a Gianni De Michelis al termine dell´incontro con Berlusconi. La data è tuttavia ancora incerta. Si adducono gli impegni internazionali: Tremonti deve presiedere l´Ecofin a Bruxelles il 14 e il 15 luglio; in qualche modo si aspetta anche la fine della missione degli ispettori dell´Fmi che in questi giorni stanno passando al setaccio i nostri ministeri. Gli occhi sono tutti dunque puntati sul consiglio dei ministri della prossima settimana, giovedì o venerdì: a quel punto il ritardo rispetto ai termini previsti per la presentazione al 30 giugno sarebbe di quasi tre settimane. Tanto che il diessino Bersani ieri ha lanciato un nuovo ultimatum: «Se entro due giorni non arriva, presenteremo noi un documento di indirizzo macroeconomico». Una sorta di Dpef di emergenza per far fronte alla «vacatio».
          Sventata l´ipotesi di un Dpef sottoposto alla «cabina di regia», Tremonti e i suoi tecnici vanno avanti con i conti: le cifre parlano per il prossimo anno di una manovra di 13-14 mila miliardi, con l´obiettivo di riportare il rapporto deficit-pil dal 3,1 verso cui è lanciato all´1,9%. Per farlo il Tesoro ha pronto un mix piuttosto severo che prevede 5 miliardi tagli a enti locali, agli incentivi alle imprese e alle pensioni. Quest´ultimo punto tuttavia è il pomo della discordia per via dell´opposizione della Lega che ha anche proposto la via d´uscita: un Dpef «light», con enunciazioni generali programmatiche sulla riforma pensionistica ed il resto rinviato in autunno alla «nota di variazione».
          Per il resto sono le misure una tantum a farla da padrona: in primo luogo il «tesoretto» degli incassi del condono (circa 15 miliardi) custoditi nei forzieri di Tremonti: a queste misure potrebbero aggiungersene altre come il condono edilizio o quello sulle società in vista delle nuove norme anti-elusione e nuove vendite di case della Difesa. Per la crescita (il pil va verso lo 0,7-0,8) e per il calo delle tasse resta ben poco: ma il governo vorrà dare un segnale comunque sull´Irap e forse anche un ritocco Irpef e annunciare un piano di infrastrutture.