Dpef e tagli, ultimo avviso – M.Riva

27/06/2003

 venerdì 27 giugno 2003
 
Pagina 27 – Economia
 
DPEF E TAGLI, ULTIMO AVVISO
          MASSIMO RIVA
          I rapporti del governo Berlusconi con l´amministrazione della giustizia sono davvero difficili, perfino quando si tratti della magistratura contabile. Appena l´altro ieri il ministro Tremonti, in trasparente e piccata polemica con gli allarmi lanciati dal governatore di Bankitalia, ha proclamato che «l´Italia non è in declino». Ed ecco, ieri, la Corte dei conti affermare perentoria che il paese ormai da anni segue una «linea di regresso costante». Cominciata sì a metà degli anni Novanta, ma per nulla frenata e tanto meno interrotta nel primo biennio di governo del centrodestra.
          Se Antonio Fazio era stato duro nei suoi richiami alla realtà declinante del sistema, le toghe della contabilità pubblica hanno avuto accenti anche più marcati. Al punto da invocare una «rivolta morale» dei cittadini «contro ogni pressappochismo, contro ogni sciocca furbizia, contro ogni egoismo personale e di gruppo…»
          Al suono di queste parole ieri devono essere fischiate le orecchie più di una volta tanto a un ministro dell´Economia che nelle astuzie finanziarie ha dato il meglio della sua gestione, quanto a un presidente del Consiglio che ha tenuto per mesi il Parlamento impegnato in leggi e leggine di suo comodo particolare.
          Ma la parte della pronuncia della Corte dei conti più ostica per costoro è forse quella che riguarda il "gadget" più attraente del programma berlusconiano: la riforma fiscale, con taglio delle tasse soprattutto per i redditi più elevati. Ottima idea quella di ridurre la pressione tributaria, hanno osservato i giudici contabili, ma occorre che queste sforbiciate alle entrate siano compatibili con l´equilibrio dei conti pubblici. Finora, hanno soggiunto, il governo se l´è cavata rinviando al futuro sia i tagli sia la loro copertura. Ma quest´anno siamo al dunque. Fra poco deve essere presentato il nuovo Dpef, che programma la finanza pubblica per il triennio 2004/2006, cioè fino all´anno entro il quale il duo Berlusconi-Tremonti si è impegnato a mettere in pratica la delega alla promessa grande riduzione delle imposte. Bene – dice la Corte dei conti – allora nel Dpef va chiaramente indicato con quali tagli di spesa si intende far fronte alle minori entrate tributarie. In apparenza, un ovvio richiamo alla buona amministrazione del bilancio; in sostanza, una sfida al governo perché esca dalla cortina fumogena della propaganda e metta finalmente le sue facili promesse a confronto con una realtà della finanza pubblica su cui le parole di Tremonti sono finora scivolate illusorie quanto imbelli