Dpef difficile, rinvio di due settimane

01/07/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
154, pag. 3 del 1/7/2003
di Giampiero Di Santo


I tecnici di palazzo Chigi sono al lavoro intorno alle stime e alle linee guida di politica economica.

Dpef difficile, rinvio di due settimane

Polillo: prima la verifica e le scelte sul sistema previdenziale

Sarà rinviata di un paio di settimane la presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria. I tecnici di palazzo Chigi sono già da tempo al lavoro intorno alle stime e alle linee di politica economica che costituiranno la base della prossima legge di bilancio. Ma ieri, il capo del dipartimento affari economici della presidenza del consiglio, Gianfranco Polillo, ha chiarito che prima di proporre il Dpef in parlamento, il governo dovrà completare la verifica e decidere quindi se inserire nel documento le linee di intervento sul sistema previdenziale. Un campo minato, questo, soprattutto se si considera l’opposizione della Lega Nord e quindi del ministro del welfare, Roberto Maroni, a qualsiasi cambiamento del sistema delle pensioni di anzianità. Ma è l’intera politica economica del governo a viaggiare su un percorso particolarmente accidentato. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha dovuto accettare le richieste di Alleanza nazionale, che pretende la creazione, a palazzo Chigi, di una cabina di regia che dovrà garantire la collegialità delle scelte. Mentre il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, da qualche tempo esercita un pressing continuo per avere più spazio e voce in capitolo. Ecco perché ieri Polillo, già uomo di punta del ministero dell’economia, ha ammesso che i lavori di messa a punto del Dpef si intrecceranno con la verifica dell’attività di governo. ´In settimana verranno definiti tempi e contenuti del documento di programmazione economica e finanziaria’, ha annunciato. ´Tutto è intrecciato con la verifica di governo e quindi ritengo che la presentazione avverà entro i primi quindici giorni di luglio. In ogni caso, la situazione dei conti pubblici è sotto controllo e non ci sono emergenze. Anche perché l’effetto dei condoni (che hanno fatto incassare molto più degli 8 miliardi di euro previsti e faranno entrare altre risorse con la riapertura dei termini fino al 16 ottobre prossimo, ndr) si trascinerà sui conti del 2004′. Resta il fatto che per il momento il governo non ha elaborato le stime macroeconomiche che costituiranno la base per impostare la prossima Finanziaria. Non a caso, Marzano, che ha previsto la discesa dell’inflazione al 2% già entro la fine dell’anno, ha precisato che l’esecutivo ´non si è ancora occupato delle stime macroeconomiche da inserire nel Dpef’. I tecnici di via XX Settembre, di via Veneto e di palazzo Chigi, a dire il vero, nelle ultime settimane hanno dovuto affrontare il nodo dell’ormai mitico decreto legge per rilanciare i consumi. Un provvedimento richiesto in particolare dalle associazioni dei commercianti e contestato, invece, dagli industriali della Confindustria, che hanno chiesto di destinare risorse consistenti alla riduzione graduale dell’Irap, dell’Irpeg e agli investimenti in ricerca e innovazione. Ecco perché alla fine anche misure considerate di massima urgenza sono state rallentato dalla necessità di attendere la coincidenza con la verifica di governo.

Il ministro dell’innovazione, Lucio Stanca, comunque ha precisato che il prossimo Dpef dovrà ´indirizzare il rapporto tra imprese, soprattutto piccole, e innovazione tecnologica’. Mentre nei giorni scorsi il viceministro dell’economia, Mario Baldassarri, aveva anticipato parte dei contenuti del provvedimento che dovrebbe contribuire a dare un po’ di vigore a un’economia che nella migliore delle ipotesi quest’anno crescerà dello 0,8%. L’idea è quella di estendere il bonus fiscale del 36% dell’Irpef previsto per le ristrutturazioni edilizie anche ad altre spese per la casa, come l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Lo sconto si tradurrebbe in una detraibilità totale di queste spese, limitata però a un periodo di qualche mese. Accanto al pacchetto consumi, ha detto ancora Baldassarri, saranno previsti interventi per il Mezzogiorno, con il taglio del 15% di Irpef, Irpeg e contributi sociali per i nuovi investimenti e la nuova occupazione per un periodo di 5-10 anni.