“Dpef 2″ Incentivi, cala la scure sul Sud

30/07/2004



            venerdì 30 luglio 2004

            sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2

            Nessuno stanziamento aggiuntivo, solo «attuazione dei provvedimenti esistenti»
            Incentivi, cala la scure sul Sud
            BARBARA FIAMMERI

            ROMA • Per il Mezzogiorno non ci sarà alcun nuovo stanziamento aggiuntivo. A pagare il conto non saranno solo gli incentivi alle imprese che verranno trasformati (con gradualità) da aiuti a fondo perduto in prestiti, ma anche le infrastrutture. È quanto prevede il Dpef nel quale «si ipotizza» per le risorse aggiuntive del Fondo aree sottoutilizzate «la sola attuazione degli stanziamenti già deliberati» e per le risorse ordinarie «l’attuazione dei provvedimenti esistenti».

            La scelta è riassunta nel paragrafo dedicato al Mezzogiorno e, in particolare, al quadro tendenziale 2004-2008 dal quale emerge che quest’anno il tasso di crescita del Pil meridionale sarà attorno all’1 per cento. Un incremento tutt’altro che soddisfacente visto che, sempre per il 2004, lo stesso Dpef stima a livello nazionale un incremento dell’1,2 da cui si deduce un ulteriore aumento del divario con il Centro-Nord.

            Difficle trovare nel Documento parole rassicuranti rispetto alle scelte che verranno assunte nella prossima Finanziaria (lo scorso anno il Dpef faceva ad esempio esplicito riferimento a un rifinanziamento non inferiore alla media degli ultimi anni). Gli obiettivi programmatici parlano di un Pil che nel Mezzogiorno a partire dal 2007 dovrebbe viaggiare «stabilmente» a livelli superiori alla media Ue soprattutto grazie all’attuazione del Programma comunitario. L’unico inciso "positivo" è proprio il riferimento agli impegni assunti con la Ue relativamente alla spesa in conto capitale che per essere realizzati esigerebbero proprio quell’iniezione di risorse addizionali che tuttavia viene negata nel paragrafo precedente. Va peraltro ricordato che ancora oggi non è stata approvata la ripartizione delle risorse destinate al Sud dalla scorsa Finanziaria da parte del Cipe, che — non a caso — quest’anno non è stato mai convocato (se non per interventi spot).

            E veniamo agli incentivi. Il Governo — si legge sempre nel Dpef — intende «razionalizzare gradualmente il sistema degli incentivi alle imprese». A questo scopo sarà costituito «un Fondo rotativo per il sostegno degli investimenti delle aziende e finalizzato alla concessione di finanziamenti agevolati» che dovrà garantire «un volume di investimenti pari almeno a quello degli anni precedenti, ma con un minore onere a carico del bilancio della Pubblica amministrazione». Il Documento non quantifica le dimensioni del Fondo né fa riferimento alla eventuale gestione dello stesso da parte della Cassa depositi e prestiti. Lo stesso Dpef invece cita esplicitamente la legge 488 e precisa che il contributo pubblico in conto capitale a fondo perduto verrà sostituito gradualmente con un capitale di credito «non inferiore» che sarà composto «per pari importo da un finanziamento pubblico, da restituirsi a tasso di interesse agevolato, e da un finanziamento bancario ordinario a tassi di mercato, erogato dallo stesso soggetto che valuta le iniziative agevolabili». A leggere i contenuti del Dpef emerge dunque che il confronto tra i ministeri di Economia e Attività produttive ha prodotto alcuni effetti significativi. Antonio Marzano è infatti riuscito a convincere il suo collega di via XX settembre, Domenico Siniscalco, della necessità di un approccio «graduale», nonché del mantenere ben saldo il rapporto con il mondo bancario che finora ha gestito tutte le istruttorie per la concessione delle agevolazioni.