“DossierTfr” Occasione storica (C.Damiano)

07/11/2006
    luned� 6 novembre 2006

    Pagina I (segue a pag.VI)

    Dossier
    Tfr Fondi pensione

      La grande svolta

        IL GOVERNO – L’anticipo della riforma al 2007 apre una sfida a imprese e mondo del lavoro

          Un’occasione storica
          per cambiare il futuro
          della previdenza sociale

            di Cesare Damiano
            Ministro del Lavoro

              Lo scorso 23 ottobre, dopo un mese di trattative, governo e parti sociali sono giunti alla sigla di un Memorandum d’intesa sul Trattamento di Fine Rapporto. Si tratta di un accordo di grandissima rilevanza, portatore di una vera e propria svolta, in quanto stabilisce una linea condivisa, secondo la migliore tradizione concertativa, a cui il presente Governo � e desidera rimanere fedele, per l’avvio di quella previdenza complementare della cui necessit� si � fatto un gran parlare da un decennio a questa parte. Il decollo della previdenza complementare viene dunque anticipato di un anno rispetto a quanto previsto dalla legge 252/2005, che ne rimandava l’avvio al gennaio 2008, cosicch�, finalmente, dal 1� gennaio prossimo cominceranno a decorrere i sei mesi durante i quali tutti i lavoratori dipendenti (ad esclusione di quelli pubblici) saranno chiamati a decidere se destinare l’accantonamento annuale del TFR maturando al finanziamento di un fondo pensione e costituirsi cos� un secondo trattamento pensionistico, da affiancare a quello obbligatorio, o se continuare a tenerlo in azienda (o all’INPS) per vedersi erogata la liquidazione al momento della cessazione dal servizio.

              La misura si inquadra nella serie di provvedimenti fra i quali � contemplata anche la verifica del sistema previdenziale.

              Infatti, le riforme intervenute a partire dagli anni ’90 si sono susseguite secondo un progetto coerente, in grado di perseguire con lungimiranza fini di equit� sociale. La previsione di possibili, successivi adeguamenti faceva parte del disegno iniziale, consentendo di rispondere attraverso interventi organici e compatibili con il quadro generale, a nuove esigenze eventualmente sopraggiunte. Queste ultime, dopo che la legge Dini ha stabilito le modalit� del passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo, si sono davvero manifestate, stanti il forte aumento dell’aspettativa di vita e la flessibilizzazione del mercato del lavoro intervenute dopo il 1995.

              Ovviamente, va posta la dovuta enfasi sulla positivit� della principale ragione dell’invecchiamento della popolazione che, a sua volta, impone l’adozione in tempi brevi di tanti adeguamenti: la durata della vita media si � fortunatamente allungata e a ci� si associano anche condizioni di salute migliori.

              � un dato di fatto positivo che dobbiamo gestire proficuamente, in modo tale da mantenere l’attuale, crescente trend della speranza di vita e migliorare contemporaneamente anche il benessere economico e sociale.

              Dunque, al fine di mantenere in equilibrio il sistema, si � scelto di percorrere due vie parallele e complementari: da un lato, all’indomani dell’approvazione della Legge Finanziaria, si dar� il via al confronto con le forze sociali per definire gli interventi di manutenzione della riforma Dini secondo un progetto di ampio respiro (tratteggiato in un altro apposito memorandum siglato con le parti sociali lo scorso 26 settembre), dall’altro, nella manovra finanziaria stessa (oltre all’incremento delle aliquote contributive dei lavoratori parasubordinati) si � inserita l’anticipazione dell’avvio della previdenza integrativa, le cui modalit� sono state condivise tramite il citato Memorandum d’intesa sul TFR.

                Questo secondo pilastro previdenziale sar� fondamentale per contribuire a garantire agli anziani di domani pensioni di importo adeguato, senza il bisogno di imporre inutili mortificazioni della libert� di scelta dei singoli individui circa il momento dell’abbandono dell’attivit� lavorativa. Proprio l’urgenza della misura ha indotto l’esecutivo ad inserirla nel disegno di legge finanziaria, scorporandola dal complesso degli interventi di revisione che a breve interesseranno il sistema previdenziale.

                Il menzionato memorandum, tra le altre cose, ha anche visto l’intesa delle parti sui criteri di destinazione all’INPS del TFR maturando, che i lavoratori non destineranno ad alcun fondo pensione: a differenza di quanto prevedeva l’originario disegno di legge finanziaria, la parti hanno convenuto di far ricadere l’onere della devoluzione all’INPS dell’intero ammontare del TFR inoptato sulle aziende con almeno 50 dipendenti, senza imporre gravami alle aziende con un numero di dipendenti inferiore. La decisione mira a non coinvolgere le piccole imprese che, di gran lunga prevalenti nel tessuto produttivo nazionale, rappresentano un fondamentale motore dell’economia italiana e che, d’altra parte, incontrerebbero maggiori difficolt�, rispetto alle grandi e grandissime imprese, ad ottenere finanziamenti a tassi di interesse accettabili presso gli istituti bancari.

                Tuttavia, il governo ritiene decisiva, da parte di giovani e meno giovani, la scelta di destinare il trattamento di fine rapporto ai fondi pensione e punta ad ottenere la massima adesione; pertanto curer� l’avvio di una valida campagna informativa che inizi da gennaio del prossimo anno e si protragga per la durata dell’intero semestre riservato all’opzione, che renda edotti lavoratrici e lavoratori sui termini reali della questione, dissipando dubbi ed eliminando pregiudizi. D’altro canto, la presenza di grandi fondi pensione, che sono anche potenti soggetti investitori, sarebbe altamente benefica per l’articolazione del capitalismo italiano e contribuirebbe a restituire vitalit� ad un mercato mobiliare italiano che � comunemente e giustamente considerato asfittico. Insomma, il Memorandum d’intesa per l’individuazione di obiettivi e linee di una revisione del sistema previdenziale e il Memorandum d’intesa sul Trattamento di Fine Rapporto si qualificano come un’assunzione di responsabilit� di questo Governo che, riconoscendo alle parti sociali il loro essenziale ruolo, mira a garantire l’equilibrio del sistema pensionistico nel breve e nel lungo periodo.