“Dossier” Confindustria: Italia nelle retrovie d’Europa

29/03/2007
    giovedì 29 marzo 2007

    Pagina 5 – Primo piano

    Competitività
    I nodi dello sviluppo

    Italia nelle retrovie d’Europa

    Rapporto Confindustria: progressi scarsi,Lisbona resta un obiettivo lontano

      di Adriana Cerretelli

        «Risultati scarsi, progressi insufficienti»: si riassume in queste quattro parole il voto impietoso che incassa l’Italia in marcia verso il traguardo di Lisbona, cioè verso le riforme strutturali destinate a darle crescita e competitività globali in Europa e fuori. Sui 27 Paesi dell’Unione a ottenere risultati così scadenti sono soltanto Portogallo e Malta.

        Il giudizio apre la ricerca "L’Italia vista dall’Europa", giunta ormai alla quarta edizione, che Confindustria ha presentato ieri a Bruxelles. Nel plotone dei migliori Irlanda, Danimarca e Olanda. Tra i Grandi risultati eccellenti con progressi medi per la Gran Bretagna, mentre la Francia è nella media però con notevoli progressi insieme alla Germania i cui progressi però risultano scarsi.

        Anche se per l’Italia qualche piccolo segnale di miglioramento c’è, per esempio il numero di giorni per aprire un’impresa è sceso da 23 a 13 contro i 5 della Danimarca e la disoccupazione con il 7,1% resta inferiore alla media Ue (7,9%), nel complesso la sua performance resta tutt’altro che brillante. E la schiarita congiunturale per ora non si è riverberata in positivo sul fronte strutturale. Qualche esempio: la crescita economica è in ripresa ma resta inferiore di circa un terzo alla media europea (+2% contro + 2,9 l’anno scorso). La produttività del lavoro non solo è bassa ma sempre più divergente rispetto a quella dei maggiori partners europei: +0,4% nel 2006 contro il +1,3 Ue e il +2% della Germania.

        Le lacune più allarmanti comunque si riscontrano nella cosiddetta economia della conoscenza, quella che possiede le chiavi dello sviluppo futuro nel mondo globale. C’è soltanto la Spagna che fa peggio di noi in ricerca e sviluppo. In cifre assolute spendiamo 18 miliardi di dollari all’anno, contro i 40 della Francia, i 60 della Germania, gli oltre 100 di Cina e Giappone, gli oltre 300 degli Stati Uniti. Ultimi in classifica poi per numero di ricercatori: 72.000 contro quasi il quadruplo in Germania, i 930.000 della Cina e gli 1,3 milioni degli Usa.

        Fanalino di coda anche per deposito di brevetti: 68 per milione di abitanti nel 2004 contro i 116 degli Stati Uniti, i 162 del Giappone, i 261 della Germania, i 132 della Francia, i 137 dell’Ue a 27. In questo caso però la media non racconta tutta la storia italiana: ci sono infatti aree di eccellenza nel paese che riescono a bruciare molti risultati altrui. Tra queste l’Emilia Romagna con Modena (202) e Reggio (166). In Veneto Vicenza con 191 e Treviso con 136. Invece Biella (27) e Belluno (47) si distinguono per ragioni opposte.

        Siamo messi piuttosto male anche in fatto di istruzione e formazione permanente: nel primo caso siamo al terz’ultimo posto, seguiti da Germania e Spagna, per conseguimento di titoli di studio di scuola secondaria superiore nei giovani tra 20 e 24 anni. Dove la Francia è al primo posto. Siamo all’ultimo, se il parametro è quello dell’aggiornamento professionale permanente: in testa compare la Gran Bretagna, Germania e Francia sono in fondo alla classifica.

        Il sistema Italia si conferma, sottolinea il documento, una meta poco attraente per gli investimenti diretti esteri: meno di 20 miliardi di dollari nel 2005, cioè un terzo di quelli accolti dalla Francia, per non dire dei 160 miliardi degli inglesi. Le ragioni? Siamo all’82mo posto dell’indice "Doing Business" 2006 della Banca mondiale, la Gran Bretagna sta al sesto, la Germania al 21mo, la Francia al 35mo. Per il recupero crediti per via giudiziale in Italia ci vogliono 1.210 giorni, contro i 229 dell’Inghilterra, i 331 della Francia, i 394 della Germania. Per non parlare dei prezzi dell’energia per Kwh: 15,36 euro in Italia contro gli 11,86 della Germania, i 10,39 della media Ue e i 6,91 della vicina Francia.

        Sono tutti numeri che in fondo si commentano da soli.