Dossier Confcommercio: Boom dei consumi a Natale

07/12/2000



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7 Dicembre 2000Oggi in edicola Pagina 33
Boom dei consumi a Natale
Undicimila miliardi in più grazie a bonus e nuovi occupati
Dossier Confcommercio: fine anno più ricco da 10 anni. Creati 320 mila posti nei primi 9 mesi

di LUCIO CILLIS


ROMA – Babbo Natale sarà costretto a fare qualche straordinario in più. Grazie al bonus fiscale, alle tredicesime ma anche al maggior numero di posti di lavoro nati nel corso dei primi nove mesi dell’anno (320.000, il 90% lavoratori dipendenti) le festività del 2000 si presentano come le più ricche degli ultimi 10 anni. Ogni famiglia potrà così "investire" un tondo +30% nello shopping natalizio rispetto al ‘ 99. Secondo il Centro studi della Confcommercio la quota aggiuntiva rispetto alla normale media supera il milione e 657 mila lire: un assegno complessivo da spendere pari a 11mila miliardi. Ecco qualche esempio: nel 1990 l’"effetto Natale" attualizzato alle lire correnti era stato di poco superiore al milione. Lo scorso anno invece la soglia massima era vicina al milione e 330mila lire.
Ma come sarà il Natale 2000? Nessuna sorpresa di rilievo se non il solito superlavoro per l’ apparato digestivo: infatti il 39,5% delle spese saranno indirizzate verso i prodotti alimentari (contro il 38% del’99). Le famiglie italiane punteranno poi ad abbigliamento, pellicce e pelli (il 22% delle spese); in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’acquisto di mobili, tessile e articoli per la casa. Stabili o in calo quasi tutti gli altri prodotti, dagli elettrodomestici (1,9%) a computer e televisori (pari al 2,2%). Scendono nella hit delle preferenze da tredicesima anche foto-ottica e pellicole, casalinghi, utensili e ferramenta, cartoleria e libri, compact disc e supporti magnetici e i dominatori incontrastati del periodo natalizio, ovvero giochi e giocattoli.
Insomma anche se con le 350mila lire di bonus rientrate nelle nostre tasche a fine novembre non si possono di certo fare miracoli, sono chiari i settori verso cui le spese degli italiani verranno indirizzate. Ma sono anche pesanti le uscite non rinviabili: dei 56.500 miliardi netti di tredicesime percepiti da lavoratori dipendenti e pensionati (tolte le spese per i consumi che ammonteranno a 28.800 miliardi pari al 51%) 8.600 miliardi (il 15,2%) andranno nel pagamento dell’Ici; spese per i carburanti e parcheggio per lo shopping porteranno via mille e 285 miliardi (pari al 2,3% del totale) mentre bolli, tasse e canoni vari – da quello radio tv alle imposte che gravano sull’auto – 5.900. E ancora per Lotto e Superenalotto occorreranno meno di 4.000 miliardi; 4.300 per pagamenti rateali o acquisti già effettuati; 3.630 per ratei mutui e assicurazioni.
Infine, proprio su questo tema va segnalata l’iniziativa del Garante della Privacy Stefano Rodotà: dopo gli articoli pubblicati nei giorni scorsi da Repubblica sono entrati nel mirino dell’ Autorità i questionari per la richiesta di dati personali dei clienti delle Rc Auto che in teoria dovrebbero ridurre i costi delle tariffe e l’incidenza delle truffe in cambio di notizie "più approfondite" su stile di vita e abitudini dei clienti. Il Garante ha così avviato una serie di accertamenti "sui moduli o questionari per la raccolta di dati personali, che potrebbero essere utilizzati, dopo la loro compilazione da parte della clientela, ai fini della gestione di rapporti assicurativi o in relazione a frodi assicurative. In particolare – spiega l’organismo – saranno verificate le ipotizzate modalità di raccolta e di trattamento dei dati, il profilo dell’informativa agli interessati, se il conferimento dei dati da parte dei clienti sia obbligatorio o facoltativo nonchè l’ambito di circolazione delle informazioni, anche in relazione alle novità normative in materia di frodi assicurative".