Doppia chance alla meta dell’anzianità

28/02/2003




Venerdí 28 Febbraio 2003
NORME E TRIBUTI


Doppia chance alla meta dell’anzianità

Il lavoratore che raggiunge i requisiti per il ritiro anticipato potrà contare su certificazione o incentivi al rinvio


Nel disegno di legge delega approvato ieri dalla Camera e trasmesso al Senato per il via libera definitivo, nel contesto degli incentivi previsti per non abbandonare il lavoro si inseriscono, in particolare, quelli legati al trattamento pensionistico di anzianità. Il lavoratore che ha maturato i requisiti per il trattamento di anzianità ma non desidera andare in pensione ha, quindi, due possibilità: la prima è quella di proseguire l’attività lavorativa con le ordinarie regole previdenziali, rafforzate, però, dal principio della certificazione della posizione previdenziale con raggiungimento del diritto alla pensione; la seconda possibilità per il lavoratore consiste nel l’opzione per l’applicazione di incentivi fiscali e contributivi speciali. Incentivi. Nel caso degli incentivi, le previsioni che dovrà contenere il decreto legislativo saranno le seguenti: esenzione totale dal versamento dei contributi sia a carico del datore di lavoro che del lavoratore (vengono fatti salvi, però, gli aumenti sulla pensione per costo vita derivanti dalla perequazione automatica); l’ammontare dei contributi esenti viene destinato almeno per metà (50%) al lavoratore e l’altra metà alla riduzione del costo del lavoro. Il lavoratore ha la facoltà di dirottare, in tutto o in parte, alla previdenza complementare, fermi restando i limiti di deducibilità fiscale, la parte dei contributi ridotti a lui destinata; l’opzione può essere esercitata a condizione che il lavoratore si impegni, al momento dell’opzione stessa, a posticipare l’accesso alla pensione per un periodo di almeno due anni rispetto alla prima finestra utile stabilita dalla normativa vigente con un contratto a tempo determinato di due anni stipulato con il proprio datore di lavoro (condizioni economiche almeno equivalenti e con retribuzione soggetta a tassazione separata); l’opzione può essere esercitata più volte (anche per periodi inferiore a due anni, previo accordo delle parti, dopo il primo contratto a tempo determinato di due anni). Certificazione del diritto a pensione di anzianità. È uno dei punti qualificanti del pacchetto della riforma, nel senso che potrà eliminare gli stati di incertezza che aleggiano attorno al lavoratore una volta raggiunto il diritto alla pensione e che stimolano l’interessato alla corsa alla presentazione della domanda di pensione per paura che una norma successiva possa disporre diversamente. Questo clima di incertezza verrà, perciò, eliminato. Il lavoratore potrà ottenere dall’ente previdenziale di appartenenza (Inps, Inpdap e così via) la «certificazione» della propria posizione previdenziale con l’attestazione del conseguimento del diritto alla pensione di anzianità. Questo diritto potrà essere esercitato dal lavoratore successivamente, quando vorrà, indipendentemente da ogni diversa previsione legislativa. Altra cosa importante: gli anni di contributi maturati fino alla data del conseguimento del diritto alla pensione di anzianità, oggetto della predetta certificazione, verranno considerati, ai fini del calcolo della determinazione della misura della pensione, secondo i criteri vigenti alla data della maturazione. GIUSEPPE RODÀ