“dopoUnipol” Bnl verso la Spagna

11/01/2006
    mercoledì 11 gennaio 2006

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      RISIKO BANCARIO – LA COMPAGNIA BOLOGNESE SI LIMITA A PRENDERE ATTO, SI RISERVA DI FARE RICORSO E GUARDA A MAGGIORI INTESE CON IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

        Bankitalia boccia Unipol, Bnl verso la Spagna

          Arriva il no che Fazio non aveva voluto pronunciare: «Il nuovo gruppo non sarebbe abbastanza solido»

            Stefano Lepri

              ROMA
              Va in fumo per sempre il piano azzardato di far tornare la Banca nazionale del lavoro alle origini. Non ridiventerà l’istituto di credito delle cooperative, com’era quando fu fondata più di novant’anni fa. La Banca d’Italia ha detto ufficialmente no ieri all’Offerta pubblica di acquisto (Opa) della Unipol sulla Bnl, troncando un’operazione che affonda nello scandalo. Nessuno voleva più che andasse avanti, pur se i nuovi dirigenti dell’Unipol eletti ieri l’altro dopo le dimissioni di Giovanni Consorte a parole l’avevano confermata. Né sarebbe riuscita, perché le azioni Bnl continuano a quotare in Borsa più del prezzo che era stato offerto.

                La ragione del no è che il nuovo gruppo finanziario-assicurativo non sarebbe stato solido; che Unipol avrebbe fatto un passo troppo più lungo delle sue gambe, come dicevano un po’ tutti. Ci sono voluti quasi sei mesi per arrivare a questo verdetto, con un ritardo che per circa la metà sembra dovuto agli altri enti di vigilanza, come Consob e Isvap, e nell’ultimo mese è connesso alla caduta di Antonio Fazio. Vincenzo Desario, governatore reggente della Banca d’Italia, ha accolto il parere negativo dei due capi servizio che già si erano opposti a Fazio nella vicenda Antonveneta, Giovanni Castaldi e Claudio Clemente.

                  Troppo tempo, per un no che si poteva dare prima, ma che qualcuno non voleva pronunciare. In stretto gergo tecnico, il documento della Banca d’Italia afferma che «il mancato rispetto dei requisiti prudenziali di adeguatezza patrimoniale da parte del prospettato conglomerato Holmo-Bnl costituisce di per sé motivo ostativo al rilascio dell’autorizzazione in punto di sana e prudente gestione ai sensi dell’articolo 19 del testo unico bancario». La Holmo è la finanziaria della Lega Coop. Tra gli esperti era diffuso il dubbio che raggruppare insieme una banca e una assicurazione potesse portare significativi vantaggi nei costi come nei servizi alla clientela.

                    La ricerca di una soluzione italiana per la proprietà della Bnl naufraga dopo oltre cinque anni di tentativi; da quando Fazio oppose un «non si può» all’irrituale richiesta fattagli in una cena ufficiale dall’allora primo ministro spagnolo, José Maria Aznar, di spiegargli perché il Banco de Bilbao (oggi Bbva) non era autorizzato ad acquisire il controllo della Bnl. Alla offerta fatta dal Bbva il 18 marzo 2005, osteggiata da Fazio, erano favorevoli l’attuale management della Bnl e i sindacati del personale; l’aveva fermata il rialzo delle quotazioni di Borsa, nell’attesa che i contendenti offrissero di più. Ieri sera, a caldo, dalla sede del Bbva a Madrid non è venuto nessun commento.

                      L’Unipol, terzo gruppo assicurativo nazionale, era uscita allo scoperto in maggio dopo che la contro-scalata alla Bnl degli immobiliaristi ostili al Bbva (Caltagirone, Ricucci, Coppola, Statuto) si era arenata per la mancanza di un socio bancario; ma che Consorte fosse già della partita si vociferava da tempo. L’Opa vera e propria era stata lanciata il 18 luglio, tra dissensi all’interno della Lega delle Cooperative a cui l’Unipol fa capo. Ieri pomeriggio all’Unipol si ascoltavano pareri disparati, dall’amarezza al sollievo. In Borsa il titolo Unipol ha seguitato a salire, perché si ritiene che dal no al «passo troppo lungo» i conti dell’azienda guadagneranno.
                      In serata, il comunicato ufficiale dell’Unipol «prende atto» del no della Banca d’Italia, dovuto a «motivi patrimoniali», e «si riserva di prendere ogni eventuale iniziativa». Ovvero i nuovi dirigenti, il presidente Pierluigi Stefanini e il vicepresidente Vanes Galanti, tentano di salvare l’onore senza sbilanciarsi troppo, in presenza di dissensi interni. In teoria contro il verdetto della Banca d’Italia sarebbe possibile un ricorso al Tribunale amministrativo (Tar); ma la nuova strategia sembra puntare in una direzione diversa, al rafforzamento dei legami con il Monte dei Paschi di Siena.

                        Di «ripartire dalla collaborazione con Mps» parla il vicepresidente della Lega Coop, Giorgio Bertinelli: la banca senese si era rifiutata di partecipare all’assalto alla Bnl, e ora «venuta meno la ragione di frizione, non c’è nulla che la ostacoli». I consigli di amministrazione di Unipol, Holmo e Finsoe si riuniranno probabilmente domani. Entro sei mesi Unipol e associati dovranno obbligatoriamente ridurre la loro partecipazione almeno sotto la soglia del 30%, dal 41% attuale. Ma il rialzo del titolo Bnl in Borsa fa pensare che la contesa per l’istituto di credito romano sia tutt’altro che terminata.