“dopoUnipol” Al vertice Stefanini con Galanti

10/01/2006
    martedì 10 gennaio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    DOPO CONSORTE – PRESIDENTE E VICE SARANNO ANCHE AD IN ATTESA DELLE SCELTE FUTURE

      Unipol gioca la doppia coppia
      Al vertice Stefanini con Galanti

        Franco Giubilei
        corrispondente da BOLOGNA

          «Intendiamo proseguire nel progetto di integrazione con la Bnl così com’è stato elaborato, non prevediamo modifiche». Al termine della lunga giornata che ha visto Gianni Consorte dare ufficialmente l’addio alla «sua» Unipol è il neopresidente Pierluigi Stefanini a dettare la linea della compagnia bolognese e a ribattere colpo su colpo a D’Alema e a Montezemolo, che ieri sono intervenuti sulla questione. Per dire, in buona sostanza, che non cambia nulla nel disegno di acquisire la Bnl, anche se nell’assetto di Unipol e dei dirigenti delle società di controllo tutto è mutato: via Consorte e il suo vice Sacchetti (entrambi erano presenti al cda di ieri, e l’ex presidente è anche intervenuto per le ultime comunicazioni di rito, ndr), dentro Stefanini e Vanes Galanti.

          Sempre ieri pomeriggio si sono riuniti i cda di Holmo, la holding delle cooperative che controlla la Finsoe, e della stessa Finsoe, la finanziaria che ha la maggioranza assoluta di Unipol. A Holmo ora i responsabili sono Mario Zucchelli (presidente) e Piero Collina (vice), mentre i nuovi vertici di Finsoe sono Turiddo Campaini, numero uno di Unicoop Firenze e Claudio Levorato. In conferenza stampa, Stefanini ha ricordato che per il momento la carica di amministratore delegato di Unipol sarà tenuta da lui e dal suo vice, in attesa di definire il processo di distinzione fra proprietà e assetto manageriale. Quanto alla questione-Bnl, il neopresidente ha spiegato che «se non ci sarà il via libera della Banca d’Italia vedremo come proseguire lungo le nostre linee di sviluppo».

          Stefanini, alle critiche di D’Alema sulle «alleanze inadeguate» e sul progetto azzardato dell’opa su Bnl, ha risposto: «Le opinioni sono lecite e legittime, noi però la pensiamo diversamente, e questo è un percorso finalizzato alla crescita del movimento cooperativo che deve proseguire. L’importante è che ci siano date le risposte da parte delle autorità competenti». Più pepato il commento all’intervento del presidente di Confindustria, che ha ripetuto il suo invito alle cooperative a occuparsi di supermercati, e a quello del ministro Tremonti: «A sentire queste cose cascano le braccia, da persone di questo livello mi aspetterei più rispetto. La nostra è una realtà cresciuta nel mercato.

            Se ci sono altre intenzioni dietro queste affermazioni, non vogliamo accettarle». Riguardo a un riavvicinamento con Monte Paschi Siena, il nuovo capo di Unipol ammette che «non hanno condiviso il progetto di aumento di capitale, ma una collaborazione strategica resta in piedi». Da Firenze Campaini muove un appunto a Fassino: «Merita rispetto e gode di tutta la mia stima. Ciò che si deve pretendere da chi porta responsabilità politiche però è che si sbagli poco e, se si sbaglia, che lo si riconosca».