Dopo-Pezzotta: tra i litiganti Savino gode

03/11/2005

      lunedì 31 ottobre 2005

    Pagina 5

    Diario sindacale
    di Enrico Marro

      Dopo-Pezzotta: tra i litiganti Savino gode

        Bonanni ha intensificato il pressing. Ma l’accordo sul nuovo segretario ancora non c’è. Così…

        Causa ponte festivo, la settimanale riunione della segreteria Cisl non si terrà oggi, ma non per questo slitterà a lunedì prossimo. A via Po Savino Pezzotta ha convocato l’incontro con i 9 segretari confederali per giovedì 3 novembre. Tanta urgenza è dettata dal fatto che le ultime riunioni della segreteria sono saltate a causa dell’assenza dello stesso Pezzotta, ricoverato a Bergamo per accertamenti, ma soprattutto dalla necessità di affrontare i problemi interni, cioè il dopo Pezzotta. Il comitato esecutivo, cioè il Parlamento della Cisl, ha infatti votato un documento dove si chiede che, «sulla base di una proposta della segreteria», venga convocato un nuovo esecutivo per discutere «sul futuro dell’organizzazione». Giovedì, quindi, Pezzotta dovrà cominciare ad affrontare quello che finora ha cercato di evitare, forte del fatto che in base allo Statuto potrebbe restare alla guida della Cisl fino a Natale del 2008. Ma il patto interno che ha permesso la rielezione dello Stesso Pezzotta tre mesi fa, al termine del congresso, si basa sul presupposto che il segretario lasci prima. Raffaele Bonanni , uscito molto rafforzato dal congresso, ha intensificato il pressing su Pezzotta, muovendo tutte le categorie (pubblico impiego, edili, scuola) e i territori (soprattutto le regioni del Sud) a lui fedeli. Il problema è che nella Cisl non c’è ancora un accordo unitario sul nuovo segretario e questo offre qualche margine di manovra a Pezzotta per ostacolare la corsa di Bonanni.

          Su tutta la partita pesa l’incognita della candidatura o meno dello stesso Pezzotta alle elezioni politiche della prossima primavera. Secondo indiscrezioni, sarebbe stato Franco Marini , segretario organizzativo della Margherita ed ex leader della stessa Cisl, a prospettare a Pezzotta l’ipotesi di una candidatura a Bergamo. Finora, però, Pezzotta non avrebbe sciolto la riserva e anzi in recenti interviste ha ribadito di non essere interessato alla politica.

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            Sempre in questa settimana potrebbe riprendere il confronto tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sulla riforma del modello contrattuale. Il leader degli imprenditori, Luca Cordero di Montezemolo e il vicepresidente Alberto Bombassei sonderanno Guglielmo Epifan i (Cgil) , Savino Pezzotta (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil). I tre sindacati sono però divisi, tanto che non sono riusciti a concordare una proposta da opporre al documento presentato dalla Confindustria. Cisl e Uil sarebbero interessate a discutere di nuove regole per la contrattazione, la Cgil è invece interessata a un’altra cosa: chiedere conto a Montezemolo del suo riavvicinamento al governo (su Finanziaria e legge elettorale). Sulla riforma dei contratti non si concluderà nulla, come gli stessi protagonisti sanno, prima dei congressi Cgil e Uil e delle elezioni.

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              «Noi della Cisl i sindacalisti di Stato cinesi non li riceviamo», dice Cecilia Righi , responsabile delle relazioni con l’Asia. Si tratta di una delegazione di una ventina di dirigenti del sindacato cinese che hanno svolto un corso di formazione di due settimane a Torino organizzato dall’Oil, l’ufficio internazionale del lavoro. «Ci è stato chiesto di riceverli, insieme a Cgil e Uil, per una visita-studio di tre giorni a Roma. La Cisl ha detto di no, perché con il sindacato ufficiale della Cina abbiamo rotto dopo i fatti di Tienanmen, che questi burocrati non hanno mai condannato. Cgil e Uil hanno accettato». «Come si fa a non fare i conti con la Cina?» replica Carmelo Cedrone (Uil). «Li abbiamo incontrati e abbiamo spiegato loro come la pensiamo sui diritti umani».