Dopo Montecatini, la Regione esce dalla gestione di Chianciano

12/06/2002





Territorio – Martini: pronte nuove regole per la cessione dei servizi pubblici
Toscana, spazio ai privati

Silvia Pieraccini

(NOSTRO SERVIZIO)

FIRENZE – «Stiamo lavorando a una legge per disciplinare la materia delle privatizzazioni nei servizi pubblici. La nuova normativa servirà a definire il quadro delle opportunità e degli incentivi, non necessariamente finanziari, che la Regione metterà a disposizione per favorire le aggregazioni e i processi di apertura del capitale». Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, accelera sulle privatizzazioni, un tema che in questo momento è al centro dell’attenzione regionale. L’iniziativa – spiega al Sole-24 Ore – nasce dalla volontà di «salvaguardare e mettere a reddito il patrimonio delle municipalizzate», dando vita a soggetti di dimensioni ultra-locali finora inesistenti in Toscana. A spingere in questa direzione sono le stesse aziende di servizi pubblici. «Diversi Comuni sollecitano la realizzazione di aggregazioni sempre più vaste – conclude Martini, riferendosi alle manovre in corso in regione nei settori dell’acqua, del gas, del cablaggio e dei rifiuti – Per fare questo c’è bisogno di una legge che definisca il quadro di operatività. Il testo è tecnicamente pronto ed entro l’estate sarà varato». Nell’attesa, procedono spedite le privatizzazioni termali. Soddisfatta per l’esito della gara di Montecatini (vinta dalla marchigiana Vitawell), la Regione Toscana ora punta ad accelerare il rilancio delle altre due terme ex statali (di cui è proprietaria assieme ai Comuni), Chianciano (Siena) e Casciana (Pisa), affidandone la gestione a operatori privati. «Montecatini ha rappresentato un test strategico – spiega Martini – anche perché si è trattato della prima importante operazione di privatizzazione termale andata a buon fine in Italia. Siamo convinti che questi processi non rappresentino una perdita di beneficio sociale e vogliamo andare avanti su questa strada». La prossima tappa sarà Chianciano, struttura che negli ultimi anni ha perso smalto e clienti (5,5 milioni di euro di fatturato termale 2001 e risultato in rosso). «Entro il 2003 anche le terme di Chianciano saranno gestite da un operatore specializzato nel settore», assicura l’assessore regionale al Turismo, Susanna Cenni. I tempi per centrare l’obiettivo, però, sono stretti. Il bando di gara (a cui sta lavorando l’advisor FidiToscana-Cariprato), è già stato rimandato più volte e non sarà pronto prima della fine dell’anno. A ritardarne l’emanazione sono le difficoltà nel definire le attività oggetto della futura gestione privata, attraverso la scissione dell’azienda termale. A meno di sorprese, dunque, il processo di privatizzazione di Chianciano si concentrerà in poco più di un anno, aiutato dal fatto che, a differenza di Montecatini, sarà lasciata minor discrezionalità alle proposte dei privati. Nel 2003 partirà anche l’iter per affidare ai privati la gestione dello stabilimento di Casciana (4,5 milioni di euro di ricavi totali 2001 e 13mila euro di utile netto), anche se non ritenuta prioritaria dalla Regione per «i buoni risultati conseguiti e i progetti di miglioramento avviati». A questo scopo è stato nominato un nuovo consiglio di amministrazione che gestirà la fase di transizione verso il mercato. Infine, nel patrimonio regionale sono entrate da poco anche le Terme di San Giuliano (Pisa), ex Inps, gestite da tempo da una società a maggioranza privata (il Comune di San Giuliano detiene il 40%) alla quale la Giunta Martini rinnoverà tra pochi giorni il contratto, in modo da far partire un piano di investimenti da 7,5 milioni di euro.

Mercoledí 12 Giugno 2002