Dopo lo sciopero «costretti» a trattare

01/07/2002




FERRARA
lunedì 1 luglio 2002, S. Vittore papa
   
Dopo lo sciopero «costretti» a trattare
Perché è così difficile l’accordo sull’integrativo
Le diverse ragioni di Coop Estense e Cgil

Lo scontro tra Cgil e Coop Estense non è solito braccio di ferro che impegna il sindacato e l’azienda quando si tratta di rinnovare un contratto integrativo. Il punto, infatti, non sono tanto i soldi, ma come si danno i soldi, in base a quale principio e soprattutto secondo quale prospettiva politica ed economica. La difficoltà di raggiungere un’intesa è reale perchè oggi le posizioni e le visioni della Cgil (e non solo della Filcams) e di Coop Estense sono obiettivamente diverse. Coop Estense è impegnata a irrobustirsi e a ingrandirsi, impresa tutt’altro che facile, poichè in Emilia e nel centro-nord in genere le possibilità di espansione sono minime, anche perchè non si possono pestare i piedi ad altre Coop.
C’è il sud, c’è la Puglia, ma crescere significa assumere e Coop Estense ha messo sul piatto assunzioni in cambio di un integrativo fortemente legato alla produttività proprio per i nuovi addetti. Coop Estense non può rinunciare a crescere se vuole essere concorrenziale con i colossi europei, francesi soprattutto, che sono già presenti nel mercato italiano, mirano a conquistare nuove fette e in genere hanno irrisorie presenze sindacali all’interno delle loro strutture italiane. La proposta che fa al sindacato è dunque molto semplice: mi espando, creo occupazione, ma almeno sui nuovi assunti mi concedete di risparmiare qualcosa e di agganciare il salario aziendale alla produttività.
Il no della Filcams a questa proposta e ai suoi aggiustamenti sarebbe riduttivo definirlo ideologico, poichè è un no coerente con la linea che innerva la Cgil, che ha scelto di essere il sindacato che difende i diritti e gli ultimi (quindi anche gli ultimi assunti, i più giovani, i lavoratori pugliesi rispetto agli emiliani) dalle insidie del nuovo credo neoliberista, che in nome della concorrenza punta a ridurre le tutele e a rendere sempre più variabili quote sempre più consistenti di salario. Con il doppio binario salariale, secondo la Cgil, si annienta l’uguaglianza tra i lavoratori, che al massimo può essere messa tra parentesi per qualche anno per poi essere ripristinata.
E’ dentro queste visioni strategiche che si combatte anche la «piccola» battaglia sull’integrativo aziendale. Ma Coop Estense e Cgil sanno che debbono trovare l’accordo e che un integrativo contrattato solo con Cisl e Uil non è nella realtà delle cose. Non a caso nel giorno dello sciopero (a proposito del quale si precisa che sabato è rimasto chiuso anche il punto vendita di Portomaggiore) Coop Estense ha chiesto ufficialmente alla Cgil di tornare al tavolo il 3 e il 4 luglio – date già fissate per gli incontro con Cisl e Uil – o in un altro giorno. La Cgil dovrebbe rispondere affermativamente, anche se continua a tenere sulla corda l’azienda. L’11 luglio (sciopero della Cgil sull’articolo 18) il sindacato ferrarese pare infatti intenzionato a manifestare davanti ai due iper cittadini, ben sapendo quanto Coop Estense tenga a queste due strutture e alla loro immagine e quanto abbiano dato fastidio i cortei e la forzata chiusura del «Castello».