Dopo l´esito del voto concertazione più vicina

15/06/2004


        MARTEDÌ 15 GIUGNO 2004

         
         
        Pagina 34 – Economia
         
         
        IL RETROSCENA
        Esce vittoriosa la parte dialogante del Polo.
        Prima partita il Dpef
        Dopo l´esito del voto
        concertazione più vicina

        ROBERTO MANIA

        ROMA – Saranno anche formule «vetero-provinciali», per dirla con il presidente della Confindustria Luca di Montezemolo, ma da ieri nelle sedi sindacali e anche nelle associazioni imprenditoriali si cerca di capire quale conseguenze avrà il voto di sabato e domenica sui rapporti tra governo e parti sociali. La Cisl ha riunito la sua segreteria; la Cgil e la Uil lo faranno oggi. Domani ci sarà la prima riunione del nuovo Direttivo della Confindustria.
        Dalle urne è uscita vittoriosa la componente dialogante della maggioranza, Udc e An. Ne è uscita sconfitta Forza Italia che sul piano economico e sociale è più attratta dal modello thatcheriano che da quello della concertazione ciampiana. Discorso a parte fa fatto per la Lega, populista quando si tratta delle pensioni di anzianità, liberal-rigorosa quando si parla dell´Alitalia che continua ad essere ad un passo dal fallimento. Certo da ieri appare più forte il progetto di una nuova stagione di concertazione o di convergenze. Lo ha detto il leader della Cisl Savino Pezzotta aprendo la riunione della sua segreteria; lo dicevano un po´ dappertutto sindacalisti ed esponenti della maggioranza. In via della Scrofa, sede di Alleanza nazionale, la tesi è che la bocciatura del partito del premier sia dovuta in particolare alla politica economica. «Non penseranno – dicevano con in mente gli alleati di Fi – che hanno perso per la guerra in Iraq?». La strade (quella dei sindacati e quella di Udc e An) portano – ancora una volta – dritte a Giulio Tremonti, ministro dell´Economia. Che ieri ha guardato con favore al comunicato di Silvio Berlusconi il quale ha rilanciato il programma di riforme sul terreno economico. Tremonti pensa anche che se gli europei hanno votato contro le scelte economiche dei rispettivi governanti, vuol dire che tutto sommato per gli italiani le cose stanno andando un po´ meglio visto che il calo di Forza Italia non è nemmeno paragonabile alla débâcle dell´Spd di Gerhard Schroeder né alla netta sconfitta in Francia della destra di Jean-Pierre Raffarin.
        Chiuse le urne, Tremonti dovrà presentare i tagli di spese (Berlusconi non vuole chiamarla manovra correttiva), e soprattutto il secondo modulo della riforma fiscale. «Sarà giusta e generale», ripetevano ieri in via XX settembre. Ma ora la richiesta di «collegialità» e di maggiore attenzione ai ceti medi rispetto a quelli alti da parte del vicepremier Gianfranco Fini sarà decisamente più consistente. Tutto finirà nel Dpef che il governo dovrà presentare entro la fine del mese. Qui si giocheranno le vere partite, esclusa quella dell´Alitalia: quelle nella maggioranza, quelle tra governo e parti sociali. Nel Documento di programmazione dovrà essere indicato il nuovo tasso di inflazione programmata per i prossimi rinnovi contrattuali. Ma anche le politiche per lo sviluppo, proprio l´oggetto del confronto tra Confindustria e sindacati. Un eventuale accordo potrebbe preludere alla nuova concertazione. La Cgil, prima delle elezioni, sosteneva che si potesse fare anche senza il governo, ma Pezzotta pensa che concertazione si faccia in tre. Ora si aspettano le mosse di Berlusconi che dovrà pure decidere se ricorrere alla fiducia sulle pensioni.