Dopo la vittoria di Cofferati cresce il disagio nella Cisl

25/03/2002


La Stampa web





    retroscena
    Roberto Giovannini


(Del 25/3/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
LE CONFEDERAZIONI DI FRONTE ALL´IRRIGIDIMENTO DEL GOVERNO
Dopo la vittoria di Cofferati cresce il disagio nella Cisl
Pezzotta sotto accusa fra i suoi stessi dirigenti: vuole fare tutto di testa sua, ma invece di isolare Cofferati ha isolato soltanto se stesso

ROMA

LE vie di Roma si sono svuotate della marea di persone chiamate sabato a manifestare dalla Cgil. Una prova di forza impressionante che ha naturalmente «gasato» i dirigenti del sindacato di Sergio Cofferati. Sull´altro versante, in qualche difficoltà è la Cisl di Savino Pezzotta, stretta tra l´irrigidimento del governo – che non offre alcuna sponda ai segnali di dialogo lanciati dal sindacato di Via Po – e la pressione crescente (politica, ma anche nei luoghi di lavoro) che esercita la Cgil. Per la Uil i problemi sono minori: il sindacato di Angeletti ha assunto in tutta questa vicenda un ruolo intermedio, a volte di ricucitura delle tensioni tra le due organizzazioni «cugine», a volte di «smarcamento» per mantenere un proprio profilo autonomo. Certo è che a questo punto determinante sarà l´atteggiamento del governo: una nuova «chiusura totale» sulla questione dell´articolo 18 nel corso dell´incontro in programma per domani pomeriggio farà scattare automaticamente la proclamazione dello sciopero generale (il 19, pare), sciopero già indetto per aprile ma non ancora «fissato». Oppure, come sembrano sperare alcuni sindacalisti di Cisl e Uil, si potrà «ripartire dal Libro Bianco». Un modo un po´ complicato per avviare un «disarmo bilaterale» dello scontro in atto: i sindacati fanno osservare che nel documento presentato in ottobre – scritto in larga parte da Marco Biagi – di articolo 18 non si parla. Se poi arrivassero aperture concrete sul tema degli ammortizzatori sociali – ovvero, se il ministro dell´Economia Tremonti mettesse a disposizione i 4-5 miliardi di euro necessari per garantire una rete di protezione a chi perde il posto di lavoro – le cose potrebbero prendere una piega diversa. Vedremo. In casa Cgil non si attendono grandi risultati dall´incontro di martedì. Per i dirigenti del sindacato di Cofferati, la strada è già segnata: se il governo non cede, ci sarà lo sciopero generale. Né, in questo momento – e a maggior ragione dopo la manifestazione del 23 – è pensabile che Cisl e Uil prendano le distanze, lasciando alla Cgil la «bandiera» della difesa dei diritti. Non a caso, lo sciopero generale «separato» del 5 aprile non è stato sconvocato. Cofferati e i suoi sono convinti che dietro un atteggiamento di facciata durissimo, nell´Esecutivo e nella maggioranza le anime «dialoganti» attendano solo il momento giusto per rifarsi avanti. Naturalmente, dopo lo sciopero. Problemi, e anche abbastanza seri, ci sono nella Cisl. Nel mirino, e anche con motivazioni diverse, c´è il segretario generale Savino Pezzotta. Lo critica da «destra» chi teme che il sindacato di Via Po ora risulti eccessivamente schiacciato sulle posizioni della Cgil: Pezzotta aveva detto che lo sciopero generale «non era utile», che la Cgil aveva «obiettivi politici», e adesso la Cisl si trova costretta a scioperare. Subito dopo la riunione dei vertici unitari all´indomani dell´assassinio di Biagi che decise la mobilitazione, la Cisl siciliana (particolarmente legata a D´Antoni) protestò. La critica da «sinistra» punta il dito contro l´atteggiamento di Pezzotta: troppo timoroso nei confronti del governo, col risultato di far pensare al governo che la cautela fosse in effetti una vera disponibilità ad accordi separati. Moltissimi, infine, esprimono perplessità sullo stile di conduzione del segretario: fa tutto da solo, si fa prendere la mano dall´irritazione personale (vedi la contesa con Cofferati), invece di isolare la Cgil ha isolato la Cisl. E a volte, dicono alcuni cislini, la coerenza assoluta di Pezzotta sconfina nella testardaggine e in mosse poco avvedute. È il caso del suo intervento all´assise di Parma: «Farsi fischiare da quelli della Margherita – dice un anonimo dirigente Cisl – è un vero record mondiale».