Dopo la rottura di luglio riparte il confronto Confindustria-sindacati

08/10/2004


            venerdì 8 ottobre 2004



            L’appuntamento è per martedì prossimo

            Dopo la rottura di luglio riparte il confronto
            Confindustria-sindacati


            Felicia Masocco

            ROMA Riparte il confronto tra Confindustria e sindacati, l’appuntamento è per martedì, in viale dell’Astronomia si vedranno il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo e i leader di Cgil, Cisl e Uil Epifani, Pezzotta e Angeletti. È il primo incontro dalla metà di luglio quando le aspettative, forse sovradimensionate, riposte sul «nuovo corso» di Confindustria vennero disattese dalle priorità poste sul tavolo in cui spiccava la revisione del modello contrattuale. La Cgil se ne andò sbattendo la porta, Cisl e Uil restarono, ma l’episodio (e la discussione sui contratti) è ancora oggi materia di contenzioso tra le confederazioni. La settimana scorsa a Capri Montezemolo ha lanciato la proposta di un nuovo «patto sociale» con i sindacati che ripartisse dagli ammortizzatori sociali e dall’impegno per costruire nuove relazioni industriali. «In un paese moderno penso ci sia anche bisogno di un sindacato forte, moderno, dialogante», ha detto ieri Montezemolo riconoscendo che «il sindacato è il rappresentante della componente più importante delle nostre aziende, con cui dobbiamo dialogare, condividere le priorità». Cgil, Cisl e Uil hanno risposto accogliendo l’invito al dialogo, ma ognuno per la sua parte ha posto paletti e condizioni.

            Quel che unisce i sindacati è la bocciatura della finanziaria, divide semmai – e non è poco – il che fare per contrastarla. Comune è anche la bocciatura della devoluzione. Entrambi sono terreno in cui le convergenze con gli industriali non mancano. Accomuna anche la necessità, fortemente avvertita dalle parti sociali, di un impegno e per ridare al paese sviluppo e competitività. Martedì il vertice chiarirà da che cosa ripartire e molto dipenderà proprio da Montezemolo. Quanto ai sindacati, era in agenda un incontro tra i tre leader e appare probabile che preceda quello con gli industriali. Altrimenti il rischio è che ci si presenti davvero in ordine sparso. Un chiarimento tra Cgil, Cisl e Uil serve anche sulla Finanziaria, «dobbiamo cercare di batterci unitariamente perché il profilo delle critiche è uguale – ha detto Guglielmo Epifani-. Spero riusciremo a fare un documento di valutazione e di giudizio comune. Se abbiamo la stessa opinione e lo stesso giudizio tutto il resto che ci sarà da fare sarà più facile da realizzare».


            Il segretario della Cisl Savino Pezzotta ha annunciato che con Montezemolo si parlerà di competitività e di sviluppo, ma ha aggiunto che «se un sindacalista non parla di contratti, che sindacalista è? Io sono per parlarne. Non ho tabù e non bisogna avere timori del nuovo». Quindi la Cisl non si smuove, la revisione del modello contrattuale deve stare sul tavolo, il termine posto per l’avvio della discussione con Confindustria rimane gennaio. Ma anche la Cgil resta sulle sue posizioni: «Intendiamo riavviare una discussione sullo sviluppo e l’occupazione e la competitività. Per noi le priorità restano queste e su questo eravamo già pronti il 14 luglio scorso». È la segretaria confederale Carla Cantone a ripetere che sui contratti la Cgil non ha cambiato idea «non siamo d’accordo sull’avvio ora di una discussione con Confindustria». La riforma contrattuale potrebbe passare in secondo piano anche per la Uil: «Lo stesso Montezemolo ha detto d’altra parte che non rappresenta una priorità – argomenta il vicesegretario Adriano Musi -. Ci sono ben altre emergenze».