Dopo la protesta a piazzale del Pincio gli operai di Libera hanno intascato il salario di dicembre

19/01/2010

Dopo la protesta a piazzale del Pincio gli operai di Libera hanno intascato il salario di dicembre. Per tredicesima mensilità e spettanze di fine rapporto, però, i “custodi” del verde pubblico dovranno ancora aspettare fiduciosi, così come per la firma dei contratti. Lo comunicano operai, sindacato e Nodo ambientalista in una nota congiunta di replica alle dichiarazioni fatte dai vertici di Libera. «Non è vero che per contratto il salario si deve pagare tra il 10 ed il 20 del mese successivo – spiega Marco Feuli della Filcams Cgil – piuttosto va corrisposto entro la fine del mese lavorato, con uno scarto massimo di 10 giorni sul mese successivo, tanto che se l’azienda ritarda di oltre dieci giorni sarebbero previsti pure interessi di mora del 2% oltre il tasso ufficiale di sconto (vedi art. 18 Ccnl servizi di pulizia, servizi integrati/multi servizi). Interessi che non sono mai stati richiesti all’azienda, anche quando unilateralmente ha deciso di erogare gli stipendi ogni quindici del mese successivo. I disguidi tra amministrazione, Team Service e coop. Libera per fatture non pagate – continua il sindacato – non sono problemi dei lavoratori che tutte le mattine svolgono regolarmente quanto viene loro assegnato nonostante le poche ore a disposizione. Ed esigono, per questo, uno stipendio a fine mese. Forse è qualcun’altro a strumentalizzare, non il sindacato che cerca solo di difendere i diritti di chi lavora». Sullo stesso tono Simona Ricotti del Nodo Ambientalista che aggiunge: «Seguo questa categoria di lavoratori da quando erano precari al nero alle dipendenze del Comune e se avessi voluto strumentalizzare avrei avuto parecchio materiale vista la nascita, le modalità di affidamento e tutti gli altri aspetti che hanno caratterizzato la storia della Libera, compresa l’attuale assunzione trimestrale dei suoi dirigenti all’Etruria Servizi. La sede data a questi operai è un magazzino fatiscente e poco sicuro; i mezzi forniti insufficienti ed inadeguati di conseguenza il servizio non è dei migliori. E’ sì positivo che aziende del territorio creino occupazione – conclude – ma devono comunque garantire dignità nel lavoro».