Dopo il girotondo strappo nei Ds

17/09/2002

          retroscena
          Maria Teresa Meli
          (Del 17/9/2002 Sezione: Interni Pag. 6)
          PRIME CONSEGUENZE DELLA MANIFESTAZIONE DI SAN GIOVANNI
          Dopo il girotondo strappo nei Ds
          Dal correntone attacchi a Fassino e D´Alema

          ROMA
          IL primo scricchiolìo post-manifestazione girotondina, nel campo dell´Ulivo, lo si avverte dalle parti del Botteghino. E non poteva essere altrimenti, giacchè a piazza San Giovanni c´era soprattutto il popolo della sinistra. Il quale popolo acclamava come suo leader non uno dei politici al vertice della Quercia, ma Sergio Cofferati. Non è un caso, perciò, che ieri, il "correntone", ossia la componente dei Ds che ha eletto a proprio punto di riferimento il segretario della Cgil, sia partito all´attacco di Piero Fassino e Massimo D´Alema. Al segretario, la minoranza del partito chiede, nell´ordine: di convocare urgentemente una direzione sulla guerra e di fissare una data certa per la conferenza programmatica della Quercia che, invece, secondo le intenzioni di Fassino, dovrebbe slittare. Ma l´effetto provocato dai girotondini sui Ds, inevitabilmente, ha un riflesso sulla coalizione tutta. Infatti, il correntone, di fronte a un Francesco Rutelli che ipotizza una grande manifestazione dell´Ulivo sulla Finanziaria, contropropone una «doppia mobilitazione» su guerra e politica economica del governo che, però, vada oltre il recinto dell´attuale coalizione, coinvolgendo l´opposizione tutta, cioè Rifondazione comunista e i movimenti. E Fausto Bertinotti si è già detto più che pronto a indire una grande manifestazione per la pace e contro il conflitto in Iraq. Di tutti questi argomenti discuteranno oggi Fassino e lo stato maggiore della minoranza ds, nel corso di un incontro, al Botteghino. «Fassino e D´Alema – spiega a questo proposito Cesare Salvi – dicono che occorre passare dalla protesta alla proposta, allora si convochi la conferenza programmatica del partito ». Aggiunge Fabio Mussi: «Rutelli ha annunciato un milione di persone contro la Finanziaria, noi proponiamo una mobilitazione unitaria da tenere entro novembre sulla questione della guerra e sulla politica economica dell´esecutivo, promossa da tutti: Ulivo, singoli partiti fino a Rifondazione, mondo della cultura». E sulla guerra Cofferati, Bertinotti e Gino Strada (il medico di fondatore di Emergency, uno dei protagonisti della manifestazione di piazza San Giovanni) sono molto più vicini di quanto non lo siano il leader della Cgil, da una parte, e il segretario ds, D´Alema, e Rutelli dall´altra. Dunque, il correntone incalza il segretario e, di fatto, decreta la morte dell´Ulivo nella versione finora conosciuta. E´ una tendenza, questa, comune ad altri, nel centrosinistra. Il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio non parla un linguaggio troppo diverso, e a Rutelli che propone di dare vita da subito a una federazione dello schieramento, replica con queste parole: «La migliore risposta del nuovo Ulivo ai girotondi è quella di chiamare i vari Moretti a discutere sui programmi dell´alleanza, smettendola di parlare di organizzazione interna». Perciò, nonostante le rassicurazioni di Moretti («non siamo contro i partiti»), e gli apprezzamenti di Fassino e Rutelli nei riguardi di girotondi e girotondini, la manifestazione di piazza San Giovanni rappresenta una delle tappe dell´ inevitabile mutamento di scenario a cui si assisterà nel campo del centrosinistra. Un campo dove, è bene non dimenticarlo, in questo momento l´ala più moderata è in sofferenza, prova ne sia l´agitazione di un Clemente Mastella e l´intemerata anti-girotondina dello sdi Ugo Intini («Quelle manifestazioni sono guidate da anziani, nostalgici del `68»). Gli attuali dirigenti dell´Ulivo avvertono gli scricchioliì nella coalizione e se ne preoccupano. Tant´è vero che Rutelli tenta di accelerare sulla strada della federazione, mentre Fassino e D´Alema cercano di imbrigliare Cofferati. «Vorrei – dice il presidente della Quercia – che ci fosse un vertice dell´Ulivo, un gruppo dirigente che costruisse un progetto politico: se questa cosa avvenisse, io darei il mio voto perchè Cofferati ne facesse parte». E il segretario ds, in un´intervista a "Repubblica" spiega che nella "cabina di regia" della coalizione non c´è posto per Moretti e compagni, mentre apre la porta al leader della Cgil. «Io – spiega Fassino a questo proposito – ho parlato di una cabina di regia volendo dire che oltre a Rutelli e ai segretari dei partiti, devono prendervi parte le personalità politiche più significative. Certamente, ad esempio, Cofferati e le nostre personalità che sono state alla guida del governo». Ma questi progetti si scontrano con l´indisponibilità di Cofferati, e, con i sommovimenti interni al centrosinistra, che rischiano di modificare l´attuale assetto della coalizione.