Dopo Gucci e la joint Fnac-Coin, Pinault entra in Emmezeta

07/09/2000

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Giovedì 7 Settembre 2000 finanza & mercati
Dopo l’ingresso in Gucci e la joint Fnac-Coin arriva anche l’intesa con Emmezeta nei mobili Pinault scommette sull’Italia

(DAL NOSTRO CORRISPONDENTE)

PARIGI Prima del marzo dello scorso anno, la presenza in Italia del gruppo francese Ppr (Pinault Printemps-Redoute) era piuttosto limitata: una attività di distribuzione di materiale elettrico che fattura un miliardo di franchi all’anno (300 miliardi di lire), una nel settore dei mobili, per una cifra d’affari di 350 milioni di franchi e infine un’esperienza negativa nella vendita per corrispondenza con Vestro (ricevuta in eredità da Redoute), successivamente liquidata.

Poi, è arrivato il mese di marzo del ’99 e il blitz (organizzato e portato a termine in una sola settimana, dal 12 al 19 marzo) che ha permesso l’acquisizione del 40% circa di Gucci e che ha innescato la guerra a tutto campo con il gruppo Lvmh già presente da qualche mese (aveva rilevato la quota di Prada) nella casa fiorentina con una partecipazione altrettanto importante (successivamente diluita con un aumento di capitale contestato da Lvmh).

L’ingresso in Gucci ha cambiato la visione e la strategia in Italia per il gruppo pilotato da FranÒois Pinault. Ha accelerato dei programmi di espansione nel nostro Paese che erano allo studio da qualche tempo per quanto riguarda la Fnac (catena di magazzini specializzata nella vendita di dischi, libri, materiale elettronico) e Conforama (mobili).

Ebbene, la Fnac nei mesi scorsi ha siglato un accordo con il gruppo Coin per la costituzione di una joint venture paritetica (con la possibilità per i francesi di andare in maggioranza) che permetterà alla Fnac di impiantarsi in Italia, principalmente negli ex spazi occupati dalla Standa.

Il programma di espansione prevede l’apertura al 2003 di una decina di grandi magazzini di cui 2 a Milano (il primo verrà inaugurato a fine ottobre in Via Torino), a Genova, Napoli, Padova, Roma.

Per quanto riguarda, invece Conforama (si veda il Sole 24 Ore di ieri), questa ha concluso un accordo (curato da Bnp-Paribas) per l’acquisizione del 60% di Emmezeta (per un controvalore di 510 miliardi di lire e una valutazione del gruppo italiano di 850 miliardi), azienda della famiglia Zamparini che è tra i leader in Italia nella vendita di mobili con 15 ipermercati e un fatturato di oltre 400 milioni di euro.

Ppr in Italia si sta dunque muovendo, sia nel settore del lusso con Gucci (che nel frattempo ha acquisito il 100% di Yves Saint Laurent per 6 miliardi di franchi, il 100% di Boucheron e il 70% di Sergio Rossi), sia in quello della grande distribuzione con Fnac e Conforama. Secondo Serge Weinberg, presidente del gruppo francese, per il momento nel nostro Paese non ci sono altre acquisizioni in vista. Anche se non si può mai sapere, soprattutto per quanto riguarda il settore della moda che è in gran fermento.

In un incontro avuto ieri con la stampa italiana, Serge Weinberg ha avuto parole di elogio nei confronti della gestione di Domenico De Sole, patron della maison Gucci e per lo stilista Tom Ford, artefice del rilancio del marchio delle due G e presto di quello Ysl.

Nessuna intenzione, dunque, da parte di Ppr di impegnarsi nel management di Gucci («la nostra politica di delegare è reale», ha dichiarato Weinberg), mentre continua il braccio di ferro con Lvmh e quindi con Bernard Arnault a furia di contenziosi legali alla Corte di Amsterdam (Gucci ha sede in Olanda) che potrebbero avere dei nuovi risvolti a fine settembre.

E tutto questo, dopo che a maggio-giugno è finito nel nulla un tentativo di riappacificazione amichevole tra i due gruppi.

Mi.C.