Donne in pensione a 65 anni con un solo scalone

10/06/2010


Rivoluzione per le statali dal 2012. Cgil: sciopero il 25. Incontro Fini-Tremonti

ROMA – Sale la temperatura della protesta contro il decretone da 24,9 miliardi varato dal governo, mentre i «finiani» preparano una «contromanovra». E oggi il Consiglio dei ministri presenterà l´emendamento con cui le donne del pubblico impiego vedranno innalzarsi la loro età di vecchiaia da 61 a 65 anni con un solo scalone: fino al 31 dicembre 2011 si andrà con 61 anni, dal primo gennaio 2012 scatto unico di 4 anni fino a quota 65. Quindi nessuna gradualità. Risparmio previsto: 1,45 miliardi. Immediata la protesta di Cgil: «una cosa mai vista al mondo».
La stessa Cgil ha proclamato per il 25 giugno lo sciopero generale contro la manovra definita «iniqua e sbagliata»: 4 ore nel privato e 24 ore nel pubblico impiego. Parte la protesta delle toghe che il 17 giugno organizzeranno assemblee in tutti i tribunali d´Italia. Sul piede di guerra anche le Regioni: oggi incontreranno Tremonti per protestare contro i tagli. Reazioni negative alle manifestazioni da parte di Cisl e Confindustria: «La Cgil è lontana dal lavoro e vicina ai partiti», ha detto il leader cislino Bonanni mentre la presidente degli industriali Emma Marcegaglia ha osservato che «non si può protestare contro i tagli perché sono necessari».
Intanto arrivano i dati definitivi dell´operazione scudo fiscale: il governo archivia l´operazione con 104,5 miliardi di attività recuperate e 5,6 miliardi di incasso. La seconda fase delle operazioni di «rimpatrio dei capitali», spiega una nota del Tesoro, si è chiusa con l´emersione di 9,2 miliardi e un gettito di 694 milioni (il 95% costituito da rimpatri). Sull´operazione il Pd attacca: «Si è trattato di un enorme regalo agli evasori», ha detto Fassina.
Mentre nel paese cresce il disagio, il decreto muove i primi passi in Parlamento dove ieri Tremonti ha incontrato Fini. In prima linea i «finiani» guidati da Mario Baldassarri che annuncia una «contromanovra» composta da cedolare secca sugli affitti, alleggerimento del peso degli interventi sul comparto scuola-Università e taglio dell´Irap. Dal ministro della Cultura Bondi arriva l´annuncio del blocco immediato dei fondi ai «comitati celebrativi» che solo nel 2010 prevedono finanziamenti per 3,5 milioni di euro: «Nessun danno alla cultura se per un anno rinunciamo a tutti i comitati celebrativi tranne a quello di Cavour che cade alla vigilia dei 150 anni dell´Unità d´Italia».
Infine «profonda preoccupazione» per le conseguenze della manovra, che prevede la soppressione dell´obbligo di riacquisto da parte del Gestore dei servizi elettrici dei «certificati verdi» risultati invenduti per eccesso di offerta, è stata espressa dall´Assoelettrica. «Nell´attuale congiuntura – spiega una nota – la soppressione dell´obbligo di riacquisto comporterebbe, infatti, un sicuro collasso del mercato dei Certificati Verdi poiché la domanda continua a permanere largamente inferiore all´offerta».