Donne e Mezzogiorno trainano l´occupazione

12/03/2003

12 marzo 2003

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
Il tasso di disoccupazione scende al 9%. Sacconi: ma resta il nodo del sommerso
Donne e Mezzogiorno trainano l´occupazione

Nel 2002 +1,5% i nuovi posti di lavoro
Secondo i dati Istat le assunzioni a tempo indeterminato crescono più di quelle a termine
RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – Più donne al lavoro, migliore performance del Mezzogiorno, sensibile aumento dei posti fissi. Questo nel 2002, ma con il rischio che nel 2003 le cose cambino, come fa notare la Confindustria. L´anno scorso l´occupazione è aumentata, dice l´Istat, il tasso di disoccupazione è sceso dal 9,5 al 9 per cento, il numero delle persone in cerca di lavoro diminuito del 4,6 per cento. Nel 2002 i posti in più sono stati 315 mila, pari a un aumento dell´1,5 per cento. Il merito della crescita è da attribuire soprattutto al lavoro femminile e al Mezzogiorno. Anche se, rileva ancora la Confindustria, il «gap» occupazionale tra Nord e Sud negli ultimi anni è aumentato a 18 punti percentuali. Nel 2002 l´occupazione femminile è cresciuta del 2,2 per cento (177 mila nuovi posti di lavoro), contro l´1 per cento di quella maschile, mentre il Sud ha registrato nell´arco dell´anno un incremento occupazionale dell´1,9 per cento (112 mila posti in più), a fronte dell´1,1 messo a segno dal Nord, dove tuttavia c´è quasi la piena occupazione, e l´1,8 per cento del Centro Italia.
          Dal bollettino Istat emerge una novità, che smentisce chi sostiene che l´occupazione cresce soltanto aumentando i contratti atipici e la flessibilità. Dopo la forte espansione dei contratti a tempo determinato e part time tornano i posti fissi: l´aumento dei contratti a tempo indeterminato, dice l´Istat, è infatti superiore all´aumento registrato da quelli a tempo determinato. Domani, però, entrerà in vigore la cosiddetta legge Biagi, che rivoluziona il mercato del lavoro (liberalizzazione del collocamento) e mette a disposizione delle imprese strumento di grande flessibilità contrattuale come il lavoro su chiamata e il job sharing (un solo posto di lavoro condiviso da due persone). Per la piena applicabilità della legge, tuttavia, è necessario il varo dei decreti attuativi del governo, previsti tra breve.
          Positivo il giudizio del governo. Secondo il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, i dati diffusi dall´Istat dimostrano che il 2002 è stato un anno con «un ottimo coefficiente nel rapporto tra crescita economica e crescita dei posti di lavoro: questo è un segno incoraggiante». Sacconi ammette, però, che «la vera precarietà di cui dobbiamo occuparci è quella del grande sommerso». Il presidente dell´Associazione industriali di Roma, Giancarlo Elia Valori, sottolinea che «la riorganizzazione del mondo del lavoro dovrà avvenire su base consensuale anche perché i rapporti di lavoro hanno natura contrattuale e dunque non possono che definirsi attraverso il consenso delle parti». Secondo Francesco Rosario Averna, responsabile di Confindustria per il Sud, comunque, «nell´ultima parte del 2002 e nei primi mesi del 2003 il trend positivo dell´occupazione dei quattro anni precedenti si è arrestato».
          Oggi, intanto, riprende la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e si fa sempre più forte l´ipotesi di un accordo separato, senza la Fiom. Ne parla ormai esplicitamente il numero uno della Uilm, Tonino Regazzi, anche se la Fim per ora lo esclude. Fim e Uilm vogliono fare l´accordo entro la fine della moratoria degli scioperi di fine aprile. La Fiom invece giudica «assolutamente negativo» lo stato della trattativa e costituisce la «cassa di resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori», prevedendo un periodo «di lotte gravose e prolungate nel tempo».