DONNE E LAVORO: TRA PASSATO E FUTURO

05/03/2009

DONNE E LAVORO: TRA PASSATO E FUTURO

La crisi finanziaria e il precariato, le ripetute violenze sulle donne dentro e fuori le mura domestiche.
Come cambia il ruolo della donna in questo periodo storico così difficile?
Prima l’emancipazione e la ricerca della parità, ora la precarietà lavorativa e le difficoltà economiche, si adegua o si trasforma la donna lavoratrice, ma anche madre e moglie, in questo contesto?
Gli avvenimenti degli ultimi mesi inducono ad un “ritorno al passato” o è possibile, cambiando l’organizzazione del lavoro far si che la donna possa conciliare i tempi di vita e di lavoro?

Sono questi, ed altri ancora, i temi del Dibattito organizzato dalla Filcams Nazionale per venerdì 6 marzo in occasione del Comitato Direttivo e in concomitanza con la ricorrenza della festa delle donne.

“Abbiamo colto l’occasione del Direttivo Nazionale per avere un momento di confronto sulla condizione delle donne nel mondo del lavoro e nel contempo riflettere sulla presenza femminile all’interno della nostra categoria” spiega il Segretario Generale della Filcams Franco Martini. “Con una media del 65%, sono tante le donne presenti all’interno dei nostri settori.
La crisi economica, però, colpisce tutti, ed è importante, in questo momento, salvaguardare, soprattutto, le donne lavoratrici che si trovano in una condizione di vera e propria precarietà occupazionale: dei 25.000 esuberi dichiarati Nazionalmente il 13,4% sono donne”.

Apre il dibattito Marinella Meschieri, Segretario Nazionale Filcams, che ci invita a riflettere sui cambiamenti sociali in atto, e come, di conseguenza, muta la figura della donna, come lavoratrice, moglie e madre.
Le difficoltà lavorative, la precarietà, la violenza per le strade, e soprattutto, un governo che sembra agire per controllare le nostre vite, stanno trasformando e mettendo a rischio i tanti sforzi fatti nel passato per migliorare la vita lavorativa della donna.

Ancora oggi in Italia le donne sono costrette a scegliere tra lavoro e famiglia e quelle che sembravano soluzioni di pari opportunità, si sono tradotte nel loro contrario, e noi della Filcams lo sappiamo molto bene, visto che la maggioranza degli occupati sono donne”.
L’intervento di Marinella Meschieri vuole, però, anche porre l’attenzione su un’altra questione:
“Come mai il lavoro di sindacalista è scarsamente appetibile per i giovani e per le donne?”

“Il sindacato è un mondo aperto alle donne, ma nella realtà è molto difficile per un donna conciliare questo tipo di lavoro con gli impegni famigliari. Come donna e sindacalista, so quanto è difficile. Questo mestiere ci porta a viaggiare, a lavorare fuori città vivendo spesso da pendolari. È necessario però re-inventarsi, trovare una nuova modalità per permettere a più donne di lavorare in questo settore. Dobbiamo fare dei tentativi, provare, per non costringere chi ha famiglia a dover scegliere tra lavoro e affetti; anche la realizzazione professionale di una donna è importante, non può solo essere un’alternativa alla famiglia”.

“È nostro compito parlare, affinché aumenti la consapevolezza e la capacità critica, e lottare per ridurre gli squilibri, perché da questa crisi c’è, certamente, il rischio di uscirne indebolite sul piano occupazionale e sociale, ma abbiamo anche l’opportunità di cambiare, rompendo luoghi comuni e stereotipi”.