“Domeniche 2″ Melillo (Cgil): una fatica mal ripagata

15/11/2004

    domenica, 14 novembre 2004

      Pagina XI – Torino

        Melillo (Cgil): una fatica mal ripagata
        «Per i dipendenti solo 10 euro in più»
        "In generale nel settore non ci saranno effetti positivi sul fronte assunzioni"

        Giuseppe Melillo, segretario provinciale della Filcams-Cgil, le aperture domenicali pesano soprattutto sul personale. Che accordi avete raggiunto con ipermercati e negozi?

          «Il contratto prevede, oltre al pagamento della giornata, un 30 per cento in più. Questo sia per la piccola sia per la grande distribuzione. Poi ci sono gli integrativi. All´Ikea, ad esempio, viene garantito sempre un giorno di riposo compensativo, mentre al Carrefour e all´Auchan, solo nel periodo natalizio. Il 30 per cento è comunque una cifra irrisoria, pari a dieci euro, rispetto alla fatica e all´impegno del personale. Si lavora più per il fisco che per sè».

          Esistono situazioni dove si abusa del personale?

            «Sì, soprattutto nei negozi e nelle piccole catene. Ci sono titolari che impongono ai dipendenti di lavorare sette giorni su sette, al di fuori di ogni regola. Un caso sono le profumerie Camurati, con cui abbiamo aperto una discussione perché vorrebbero gli addetti sempre disponibili nel periodo natalizio, senza riposi. In generale, a fronte di orari massacranti, le aperture straordinarie comunque non producono effetti positivi sui livelli occupazionali».

            Ma per i fatturati della grande distribuzione la domenica è una giornata super?

              «Gli incassi si compensano con quelli realizzati in settimana, che diminuiscono, mentre i consumi non aumentano. Chi prima andava a far la spesa nei giorni feriali ora va la domenica, ma questo non crea più fatturato. I centri commerciali sono pieni ma per molte persone è solo un modo diverso di passare la festività. Per i supermercati, invece, aumentano i costi di gestione che vengono poi scaricati sul personale, tanto che sono già stati annunciati i primi esuberi» .

              Dove?

                «All´Auchan di Venaria sono già una trentina le procedure di mobilità aperte. Ci aspettiamo altre situazioni difficili. Il Carrefour di Collegno, ad esempio, è un flop. C´è un cannibalismo tra i marchi che preoccupa e né la liberalizzazione né le aperture domenicali possono risolvere la situazione» .

                  (d. lon.)