“Domeniche (1)”I cattolici: la domenica negozi chiusi

25/05/2005
    mercoledì 25 maggio 2005

    Pagina 14 – Cronaca

      LA CHIESA E LE FESTIVITA’

        Bari, il documento illustrato dal presidente delle Acli al congresso eucaristico. "Ricostruire il significato del vivere"
        I cattolici: la domenica negozi chiusi
        Appello delle associazioni. "Salvare la festività dalla cultura consumista"

          TITTI TUMMINO

            BARI – Salvare la domenica dalle logiche della cultura consumistica: è l´appello che ha lanciato ieri il presidente delle Acli, Luigi Bobba, dal XXIV Congresso eucaristico nazionale in corso a Bari fino a domenica prossima, quando in città arriverà papa Benedetto XVI. Un appello, che riprende il tema centrale del congresso "Senza la domenica non possiamo vivere," contro quel consumismo che "sta distruggendo il senso del dono domenicale come festa della persona e della comunità". Insieme alle Acli hanno sottoscritto il documento una dozzina di associazioni (Aiart, Api-Colf, Cisl, Coldiretti, Confap, Gioc, Icra, Mcl, Mlac, Movimento per l´unità dei focolari, Mrc) per chiedere a istituzioni e aziende di ridimensionare il ricorso al lavoro domenicale. «Non possiamo consegnarci ad una logica di puro consumo – rileva Bobba – come se l´uomo fosse un animale economico. Bisogna ricostruire il significato del vivere e il significato della domenica, ricostituire relazioni, significati e dimensioni del vivere».

            Il documento presentato ieri non vuole essere semplicemente un "manifesto"; le associazioni cattoliche hanno infatti avanzato proposte concrete, basate su tre punti cardine correlati per arrivare all´obiettivo di una domenica recuperata e legata ai valori della cristianità. Spiega Bobba: «Il primo punto è ricondurre il lavoro domenicale al principio dell´eccezionalità contro la tendenza a rendere intercambiabile il giorno di riposo settimanale. Seconda questione: riconsiderare le norme legislative in materia di orario di lavoro laddove abbiano superato il principio di coincidenza tra riposo settimanale e domenica e, ancor più, laddove abbiano prodotto, attraverso un utilizzo amplissimo del principio di deroga al riposo domenicale, un sostanziale superamento delle regole stesse, come per esempio nel commercio. Terzo punto: è importante che vengano riconsiderate le norme che regolano le attività commerciali, ripristinando le normative in vigore fino a qualche anno fa, secondo le quali le aperture domenicali erano previste unicamente nel periodo delle festività natalizie, più ulteriori otto domeniche all´anno».
            In sostanza, secondo il presidente delle Acli, è ormai tempo di porre dei paletti: «Il lavoro che nelle festività era richiesto come eccezione nei casi di un´effettiva necessità (servizi pubblici essenziali, sicurezza, tutela della salute) oggi si estende a molti settori nei quali non esiste l´esigenza di proteggere i cittadini. Le motivazioni sono legate esclusivamente all´ampliamento delle occasioni di consumo, come accade ad esempio nella grande distribuzione commerciale».

            L´appello lanciato dalle associazioni cattoliche ha offerto l´occasione al presidente dell´Associazione Mercanti del Borgo antico, Massimo Posca, per criticare "l´esasperata laicità" dell´amministrazione comunale, rea di "non aver compreso la profondità del messaggio del congresso". «La decisione di concedere l´apertura delle attività commerciali nelle domeniche del 22 e 29 maggio – rileva Posca – è in contraddizione con il tema del Congresso eucaristico, evidentemente considerato come un semplice fenomeno turistico e svuotato dei suoi contenuti».