Domani le parti a Palazzo Chigi

30/05/2002





Lavoro e Welfare – Il Governo convoca sindacati e imprese – Quattro tavoli per lavoro, sommerso, fisco e Sud
Domani le parti a Palazzo Chigi
La decisione nel vertice di martedì sera – Angeletti a Pezzotta e Cofferati: ora definiamo una piattaforma comune

Lina Palmerini
ROMA – Il primo incontro tra Governo e parti sociali ci sarà venerdì, nel pomeriggio. La convocazione, inviata con un telegramma, è arrivata a sindacati e imprese nella tarda serata di ieri, direttamene dal premier Silvio Berlusconi e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che inaugureranno la ripresa del dialogo domani a Palazzo Chigi. L’incontro, dopo mesi di scontri e uno sciopero generale, riporterà intorno a un tavolo sindacati, imprese ed Esecutivo dando il via a quattro negoziati paralleli: lavoro e welfare, fisco, Sud e sommerso. La decisione politica è stata presa martedì sera, nel corso del vertice interministeriale che vedeva al primo punto la crisi della Fiat. In quell’occasione, però, è stato anche deciso di scongelare la trattativa con sindacati e imprese e avviare la ripresa del confronto. La gestione dei tavoli di negoziato è ancora da chiarire: di certo il coordinamento sarà dello stesso premier e di Gianni Letta, poi, ciascun ministro seguirà il negoziato di competenza anche se ci saranno "incursioni" trasversali. Nel tavolo sul lavoro, per esempio, sarà necessario l’intervento dell’Economia perché la trattativa sarà anche sugli ammortizzatori sociali e sullo stanziamento di nuove risorse da dedicare alla riforma. L’articolo 18 resta il capitolo più controverso, sia perché si dovrà trovare una mediazione sulle nuove misure messe in campo dal Governo, sia perché si rischia la spaccatura tra Cisl e Uil da un lato e Cgil, dall’altro. La confederazione di Sergio Cofferati è stata chiarissima su questo punto: senza la cancellazione delle misure sui licenziamenti, la Cgil non parteciperà al negoziato sul lavoro. Sarà presente invece su quello del Sud, sommerso e anche sul fisco, una trattativa che si preannuncia ugualmente difficile. Si tratterà con lo "sfondo" del Dpef, che diventerà il "luogo" delle conclusioni politiche del dialogo. Ieri il leader della Uil Luigi Angeletti ha sollecitato un incontro tra i tre segretari generali per trovare posizioni comuni da portare al tavolo ma, a questo punto, il tempo stringe. Sia Cofferati che Pezzotta sono disponibili a un faccia a faccia a tre, per verificare le reciproche condizioni da porre al Governo e alle imprese. A dividere sarà probabilmente l’articolo 18 se, come è più volte emerso, le trattative informali vedrebbero Cisl e Uil più favorevoli a una soluzione di compromesso sui licenziamenti in cambio di sostanziosi "incassi" sugli ammortizzatori, sul fisco e sul Sud. Le ipotesi di mediazione messe in campo dai "pontieri" del Governo prevederebbero la riduzione a una o due delle tre fattispecie di deroga all’articolo 18 (soglie dimensionali e sommerso). Anche il trasferimento delle misure dalla delega a un Ddl ordinario potrebbe far parte del compromesso. Ma in queste ultime ore prende quota la proposta Tremonti sull’innalzamento della soglia dello Statuto dei lavoratori. Ad annunciare che era in partenza la convocazione alle parti sociali è stato ieri lo stesso premier, Silvio Berlusconi, che ha assicurato: «Da parte del Governo c’è la volontà assoluta di mettere in campo il buonsenso per arrivare a trovare soluzioni che siano positive per tutti. Bisogna avere un minimo di fiducia e vedrete che in campo verrà messa tutta la buona volontà per trovare un accordo e mandare avanti il Paese con le riforme, che siano positive per tutti anche per i sindacati e gli iscritti ai sindacati». Prima del presidente del Consiglio, il vicepremier Fini aveva parlato di una convocazione «ad horas» ribadendo che la linea del Governo resta quella delle riforme.

Giovedí 30 Maggio 2002