Dodici ore di inferno senza treni

09/12/2002


INDICE EDIZIONI
Sabato 7 Dicembre 2002


Dodici ore di inferno senza treni

NICOLA DANIELE
La protesta degli ex lavoratori socialmente utili sfocia sui binari della stazione di Salerno e paralizza per l’intera giornata il traffico ferroviario da e per il nord e sud Italia. L’occupazione dei binari, che è cominciata alle ore 9,30 e si è protratta fino a tarda sera e non ha consentito per l’intera giornata la circolazione di nessun treno in tutta la provincia di Salerno e lungo gli itinerari da e per Roma e Reggio Calabria. La situazione non è stata migliore neanche su altre tratte Fs della Campania perchè nella mattinata di ieri lavoratori dello stesso settore e di altri comparti in crisi hanno occupato per alcune ore anche gli scali di Napoli Centrale e Caserta. Nella stazione del capoluogo la giornata è trascorsa quindi all’insegna della protesta e della tensione dei viaggiatori, ma i manifestanti, tra slogan e bandiere sindacali issate davanti ai convogli fermi, hanno tenuto duro e senza tentennamenti per tutto il giorno sul pietrisco della massicciata delle rotaie ed in attesa di novità dai palazzi romani.
«La vertenza degli ex Lsu stabilizzati nelle pulizie scolastiche, che interessa circa 800 lavoratori della provincia di Salerno e oltre 16 mila su scala nazionale, è giunta a livelli preoccupanti, in quanto senza un intervento decisivo del Governo per l’individuazione delle risorse necessarie, dal prossimo primo gennaio gran parte di questi addetti rischiano di essere licenziati», hanno spiegato Fausto Morrone e Giampiero Savo della Cgil. «Questi lavoratori si trovano in una situazione peggiore di quelli della Fiat. Se non dovessero emergere novità positive, da gennaio infatti non avranno diritto né alla cassa integrazione e né alla disoccupazione», ha aggiunto Agostino Arguto della Filcams.
Per ridurre i disagi la direzione Fs ha attivato qualche bus sostitutivo per Napoli e per i centri a sud di Salerno, ma le difficoltà per gli utenti sono state enormi e non sono mancati accenni di intolleranza tra manifestanti e viaggiatori. Le ore di ritardo di Eurostar, Intercity e treni locali hanno toccato e superato le dieci ore, e soltanto a notte inoltrata la circolazione si è avviata verso la normalità. I manifestanti, dopo che il Prefetto Enrico Laudanna ha assicurato che nei prossimi giorni i Ministeri competenti affronteranno con determinazione il problema e che seguirà personalmente la vicenda, alle ore 21,20 circa gli scioperanti hanno lasciato la sede ferroviaria, annunciando però altre iniziative di protesta per i prossimi giorni qualora dovesse continuare lo scarica barile delle responsabilità a livello di governo centrale. Tra tanto caos, il venerdì nero ha registrato anche un momento positivo per i disoccupati del salernitano. «Ieri come Cgil-Cisl-Uil abbiamo concordato infatti, con il presidente della provincia, Alfonso Andria, e con alcuni assessori al ramo, l’assunzione di 78 lavoratori Lsu, di cui 48 in pianta organica e 30 nella società mista Salerno-Manutenzione», ha dichiarato il segretario Cgil Franco Tavella. L’assunzione della Provincia è di buon auspicio anche per gli 800 ex Lsu ieri hanno protestato per difendere il posto di lavoro.