“Documento” «La vera ricetta è la crescita» (M.Draghi)

02/11/2006
    mercoled� 1 novembre 2006

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      IL DOCUMENTO

        �La vera ricetta � la crescita�

          Mario Draghi

            Mezzo secolo fa, in una Italia in marcia verso il benessere, era la parsimonia dei suoi cittadini a finanziarne la crescita. Ancora a met� degli anni Settanta, a fronte di una spesa per investimenti pari al 26 per cento del reddito nazionale lordo disponibile, il risparmio privato superava il 30 per cento, di cui oltre due terzi dovuti alle famiglie: la loro virt� risparmiatrice era coltivata e celebrata come valore sociale.

            Sul finire del secolo scorso, sia la spesa per beni capitali, sia il risparmio privato scendevano intorno al 20% del reddito nazionale, il risparmio familiare sotto il 9. Le famiglie italiane hanno da allora iniziato di nuovo ad accrescere la quota di reddito risparmiata, anche a seguito delle riforme della previdenza pubblica attuate negli anni Novanta; esse restano fra le pi� parsimoniose del mondo sviluppato.

            Cadute le barriere ai movimenti di capitale, divenuto globale il mercato finanziario, il risparmio mondiale va alla ricerca di opportunit� di impiego ovunque esse si manifestino. Il legame tra i risparmi e gli investimenti non � pi� determinato dai confini nazionali. Solo se cresce un paese attrae capitali, dall�interno e dall�estero.

            La scarsa dinamica dell�economia italiana negli ultimi dieci anni ha risentito di investimenti insufficienti non tanto per quantit�, quanto per qualit� e composizione. Accrescono la propria rilevanza la tecnologia incorporata nel capitale fisico, il capitale umano, il capitale organizzativo. Affinch� la ripresa in atto non sia effimera, la politica economica, il sistema finanziario sono chiamati ad accompagnare l�adeguamento strutturale del sistema produttivo, a convogliare il risparmio verso investimenti innovativi.

            Il 2006 si avvia a diventare un altro anno record per la crescita del prodotto mondiale. Dall�estate si sono diffusi segnali di rallentamento negli Stati Uniti, dove una lunga stagione di euforia nel mercato immobiliare sembra giunta al termine. La domanda mondiale potr� risentire del rallentamento statunitense, ma continua ad alimentarla lo straordinario sviluppo delle economie asiatiche. La crescita economica nell�area dell�euro � ora ben pi� sostenuta che nei mesi scorsi…

            Anche in Italia nel primo semestre il prodotto interno lordo � tornato a crescere a ritmi elevati. La produzione industriale, con un aumento stimato di oltre 2 punti percentuali nei primi dieci mesi dell�anno rispetto allo stesso periodo dell�anno precedente, � in progressiva ripresa dai minimi toccati all�inizio del 2005. Il forte incremento del gettito delle imposte indirette � anche sintomo di una fase congiunturale favorevole. Gli indicatori disponibili suggeriscono un andamento sostenuto del prodotto interno lordo anche nel terzo trimestre.

            La ripresa ha finora tratto slancio soprattutto dalle esportazioni e dagli investimenti. L�accresciuta penetrazione delle nostre merci nei mercati esteri, compresi quelli pi� dinamici del Sud Est asiatico, ha frenato l�erosione delle quote di mercato dei prodotti italiani. Le esportazioni in Cina aumentano fortemente, non solo nei settori tradizionali ma anche in quelli dei beni strumentali, segno della migliorata competitivit� di talune imprese a tecnologia medio-alta. L�espansione della domanda estera ha contribuito al riavviarsi degli investimenti in macchine e attrezzature, favoriti anche dai ridotti margini di capacit� inutilizzata, dall�ampia disponibilit� di risorse finanziarie, dal livello tuttora basso dei tassi di interesse. Gli ordini nazionali di beni di investimento si sono portati sui valori massimi degli ultimi cinque anni.

            Le indagini della Banca d�Italia presso le imprese indicano una prosecuzione di questi andamenti per i prossimi mesi. La crescita del prodotto, bench� pi� vivace del previsto, � tuttora pi� bassa che nel resto d�Europa. La produttivit� nell�industria ha continuato a ristagnare nel primo semestre di quest�anno, mentre in Germania e in Francia aumentava a tassi trimestrali superiori al 3%. Occorre rafforzare l�azione, appena iniziata, tesa a superare i vincoli strutturali che da noi frenano lo sviluppo.

            Il disegno di legge finanziaria per il 2007 mira ad assicurare la stabilit� finanziaria per gli anni a venire. E� comunque auspicio che il dibattito parlamentare non ne attenui lo slancio verso il risanamento strutturale della finanza pubblica. Il raggiungimento di questo obiettivo � un prerequisito dello sviluppo, ma ne � anche il risultato.

            La migliore risposta alle valutazioni delle agenzie di rating sta in un paese che cresce. La proposta del Governo contiene anche alcuni provvedimenti miranti a favorire il recupero di competitivit� delle imprese, come la riduzione della componente fiscale del costo del lavoro. Ma il grosso delle politiche per il rilancio della crescita resta fuori dell�ambito della legge finanziaria, perch� riguarda misure volte a cambiare le regole del gioco economico pi� che a modificare l�entit� delle risorse pubbliche.

            Cinque mesi fa, nelle Considerazioni finali, indicavo varie aree d�azione per una politica strutturale. Tema comune era la necessit� di accrescere la concorrenza, nel mercato dei prodotti come in quello dei fattori della produzione, eliminando protezioni corporative e rendite monopolistiche che pesano sui costi delle imprese e sui bilanci delle famiglie.

            Il governo ha compiuto in estate alcuni passi verso una maggiore apertura del mercato dei servizi privati. Una serie di interventi volti a rivitalizzare il sistema produttivo sono ora prefigurati in disegni di legge recentemente varati dal Consiglio dei ministri. E� auspicabile che si prosegua in questa direzione di marcia, tenendo fermo l�obiettivo di accrescere la concorrenza e l�efficienza in ogni snodo del sistema produttivo.

            Per la promozione dello sviluppo, incidere sulle condizioni ambientali in cui il sistema produttivo opera � pi� importante che accrescere o affinare le agevolazioni dirette alle imprese. Molte e ben note sono le linee di azione da intraprendere: tra esse, semplificare il sistema normativo e fiscale; introdurre nel sistema dell�istruzione e della formazione meccanismi di premio del merito e logiche concorrenziali; ridurre i costi e migliorare l�efficacia dei servizi alle imprese e al territorio, promovendo la concorrenza nella loro produzione e distribuzione dovunque possibile; far s� che ordinamento giuridico e pubbliche amministrazioni assumano come guida i valori del mercato e dell�efficienza, anzich� quelli, deleteri, del formalismo e del potere burocratico…

            La diffusione dei fondi pensione nel nostro paese � fondamentale per l�equilibrio e l�equit� del sistema previdenziale. Le regole per la destinazione degli accantonamenti per il trattamento di fine rapporto avranno un ruolo chiave nell�influenzarne lo sviluppo. Ferma restando la destinazione previdenziale delle somme accumulate, � necessario attribuire ai lavoratori piena libert� di scelta: una concorrenza aperta e paritaria fra categorie di operatori e tipi di schemi previdenziali, a costi contenuti per i risparmiatori, � garanzia di uno sviluppo robusto e competitivo del settore…

            Un tempo erano le banche, quasi da sole, a raccogliere il risparmio nazionale e a convogliarlo verso le imprese. Vigilare sulla loro stabilit� significava tutelare il risparmio delle famiglie. Oggi banche e mercati dei capitali hanno funzioni complementari nel sostenere il funzionamento e promuovere lo sviluppo dell�economia, ma le piccole e medie imprese dipendono ancora in misura determinante dal finanziamento bancario. Aiutarle a crescere � necessario per rafforzarne la capacit� competitiva in un mercato sempre pi� globalizzato…

            Negli ultimi dieci anni il numero delle banche si � ridotto; le concentrazioni hanno interessato circa l�80 per cento delle attivit� totali del sistema. Altre significative aggregazioni si prospettano in questi giorni… I costi dei servizi bancari per la clientela sono in Italia tuttora troppo alti… La concorrenza � normalmente lo strumento pi� efficace per contenere gli oneri addossati alla clientela. Tuttavia una specifica categoria di costi – quelli direttamente o indirettamente connessi con l�estinzione dei rapporti bancari – ostacolando la mobilit� della clientela rappresenta in s� un impedimento al libero operare dei meccanismi concorrenziali. E� opportuno che tali costi siano eliminati; anche la piena portabilit� dei conti, inclusi i servizi accessori, deve essere assicurata…

            E� stato oggi trasmesso alle organizzazioni sindacali presenti in Banca d�Italia un documento di lavoro sulla riforma della struttura organizzativa dell�Istituto. Nel documento sono individuati e articolati gli obiettivi strategici di medio periodo per l�esercizio delle funzioni della Banca centrale, in armonia con l�evoluzione del contesto istituzionale italiano ed europeo…

            Dal successo di questa iniziativa, cui dovranno contribuire gli sforzi congiunti di tutte le componenti dell�Istituto, dipende la capacit� della Banca d�Italia di continuare a svolgere con efficienza e autorevolezza il ruolo che le � proprio nel Paese, nel Sistema europeo di banche centrali.

          (questo articolo � un�ampia sintesi del discorso
          pronunciato ieri dal Governatore della Banca d�Italia,
          Mario Draghi, alla Giornata mondiale del risparmio)