Documento finale XI Congresso Filcams CGIL

Il congresso nazionale della Filcams, tenutosi a Roma nei giorni 22-24 gennaio ’02, approva la relazione del segretario generale uscente Ivano Corraini e le conclusioni della compagna C. Cantone della segreteria confederale, a conclusione di un ricco ed appassionato dibattito.

Il congresso si svolge in una fase di crisi internazionale assai acuta, determinata dai tragici attentati terroristici dell’11 settembre “01: si confermano con forza le valutazioni dei CD della CGIL del 22/23 settembre, in cui netta è stata la condanna del terrorismo, dei suoi atti, del disegno infame di farsi falsamente paladino di masse di diseredati cui offre solo una prospettiva di morte e distruzione, e quindi ferma la determinazione di colpirlo e di contrastarlo con forza e contestualmente si ribadisce la condanna di interventi militari che, per la stessa modalità d’ intervento, colpiscano i civili. Le cause che hanno contribuito al terrorismo di impiantarsi e fare adepti si risolvono con la politica. Tanto più ora, dopo la caduta del regime talebano, appare urgente un’iniziativa che contribuisca a fondare una società libera in Afganistan, rispettosa dei diritti umani e sociali fondamentali.

Occorre rafforzare e democratizzare l’azione delle strutture (ONU in primo luogo) che il mondo si è dato all’indomani del secondo conflitto mondiale.. Allo stesso tempo va altresì espressa la più ferma esigenza di cambiare profondamente gli indirizzi del FMI e della Banca Mondiale, fautori di un credo monetarista imposto a molti Paesi, tra cui l’ ;Argentina, e responsabili non secondari delle diverse crisi monetarie e sociali di molti Paesi in via di sviluppo. Non è secondario in tale contesto rendere sempre più efficace il nesso fra liberalizzazione degli scambi e rispetto dei diritti umani e sociali in ogni parte del mondo, chiedendo alla UE di sostenere anche un esplicito confronto con gli USA e le imprese multinazionali. La UE deve assumere su di sé il compito di agire come soggetto politico, non soltanto economico, a partire dal M.O., e sempre più in tutte le aree del mondo, a difesa dei diritti e per l’ affermazione dello sviluppo ecocompatibile. Il congresso impegna la Filcams ad operare in tal senso nelle strutture sindacali sovranazionali alle quali aderisce.

In questo contesto il conflitto in Palestina deve essere bloccato, innanzitutto con l’invio di forze d’interposizione tra le parti, e poi facendo sì che sia la comunità internazionale a promuovere una nuova conferenza sul M.O. che rilanci il processo di pace, da troppo tempo sabotato dal governo israeliano, a partire dal mancato rispetto delle intese volta a volta conseguite, e dall’agire criminale del terrorismo. A tale proposito si esprime la condanna più ferma per la condizione di sostanziale confino cui è costretto il Presidente Arafat e si esprime l’ auspicio che la comunità internazionale sappia trovare le forme più efficaci perché i Territori siano sgombrati dall’ esercito israeliano e che sia garantito il diritto ai due popoli di vivere in due stati sicuri e dai confini riconosciuti.

Lo sbandierare, da parte del governo italiano, un europeismo di facciata, considerando l’UE nulla più che un’area di libero scambio, ma contemporaneamente disattendendo gli impegni della Carta di Nizza, o mercanteggiando sulla sede delle autorità, o ancora rivendicando una natura “religiosa e cristiana” della costruzione europea, non è ; altro che la conferma di un approccio propagandistico ed aziendalista alla politica, che rappresenta, come sulle questioni della giustizia o del lavoro, una vera rottura operata dall’attuale governo italiano con le tradizioni culturali popolari italiane, condensate nella feconda sintesi rappresentata dalla Costituzione nata dalla Resistenza: non si può soltanto irridere, si deve comprendere il fenomeno rappresentato dal venir meno della mediazione politica degli interessi che l’attuale governo rappresenta, e calibrare di conseguenza un’iniziativa non solo di breve periodo. In questo senso la difesa dell’indipendenza della magistratura, dell’ obbligatorietà dell’azione penale, così come la natura pubblica della sanità, della scuola e la laicità dello stato repubblicano sono altrettanti elementi di un confronto con un disegno di restaurazione autoritario e populista contro cui il sindacato confederale deve impegnare se stesso, coinvolgendo l’intero schieramento democratico e il movimento antiglobalizzazione.

In discussione, infatti, non c’è solo un insieme di misure antipopolari: c’è la voglia di segnare un punto di non ritorno negli equilibri sociali determinatisi negli anni. Anche da qui si coglie la necessità per l’attuale governo di “doppi regimi”: sia per ragioni di furbesco aggiramento delle possibili opposizioni, ma anche e forse soprattutto per rivendicare una discontinuità radicale con la storia pregressa.

Non a caso si sceglie di negare il ruolo contrattuale del sindacato, suggerendo piuttosto quello di fornitore poliforme di servizi ad un mondo del lavoro che si vuole profondamente segmentato tra chi è organico all’impresa, e al cui capitale potrebbe essere allettato a partecipare, e chi invece dovrebbe essere solo utilizzato quando serve, per poi essere dismesso e affidato ai servizi che spetterebbe appunto al sindacato occuparsi di fornire.

La Filcams afferma con forza la natura inscindibilmente confederale e contrattualistica del sindacato italiano, e respinge con forza queste suggestioni, contenute nel Libro bianco del ministro Maroni e nella delega al governo sul mdl, e impegna la Cgil a continuare il confronto con Cisl e Uil su questi temi.

E’ importante aver recuperato il consenso unitario sulle modifiche da rivendicare ai provvedimenti governativi, superando distinzioni che pure avevano contribuito a far deteriorare i rapporti unitari anche al di fuori delle Confederazioni; è pertanto importante rafforzare ulteriormente l’unità sindacale a tutti i livelli, badando sempre al merito dei problemi, non rinunciando a sostenere le ragioni dei lavoratori, in primo luogo quella di poter dire l’ultima parola in caso di controversie tra le organizzazioni sindacali. In tal senso si ribadisce la necessità, per tutta la Cgil, di una regolamentazione legislativa della rappresentanza, anche per sconfiggere definitivamente le intese “pirata”, che dall’ azione governativa potrebbero ricevere nuova linfa. Intese di metodo vanno perseguite anche a livello sindacale con Fisascat e Uiltucs, compresa la questione delle RSU, dove, registrato il blocco verificatosi al tavolo con la Confcommercio, va ripresa la discussione unitaria per l’estensione generalizzata della rappresentanza elettiva dei lavoratori. Per la Filcams rimane decisivo il pronunciamento dei lavoratori sul varo delle piattaforme e sulle conclusioni contrattuali. Inoltre, anche per respingere l’ideologia profusa a piene mani sulla fine del lavoro subordinato, è necessario riprendere la battaglia per la conquista di diritti per i lavoratori attualmente non coperti da garanzie legali e contrattuali, in particolare per definire il diritto alla formazione, pagata dai committenti, che è il vero strumento per evitare che l’assenza di vincoli di dipendenza si cristallizzi in precarietà, e affinché si possa determinare per questi lavoratori un futuro di crescente professionalizzazione e conseguente forza contrattuale nel mercato del lavoro.

Le deleghe sul mdl e sulla previdenza, nonché quelle sul fisco, contengono proponimenti, in primis quelli sull’inefficacia dell’art. 18, sull’estensione dell’arbitrato secondo equità anche in caso di licenziamenti e sulla decontribuzione previdenziale per i nuovi assunti, che unitariamente si è valutato essere inaccettabili: la Filcams impegna i propri iscritti e militanti a partecipare alle iniziative di lotta programmate a sostegno delle proposte di Cgil, Cisl e Uil e impegna i propri componenti negli organismi confederali a tutti i livelli a sostenere tutte le iniziative ulteriori, compreso lo sciopero generale nazionale, che si renderanno necessarie per far rimuovere quei provvedimenti. E’ comune la consapevolezza che non si può agire con una spallata, ma che è necessario un lavoro di lunga lena e durata per conseguire questi obiettivi. La riuscita e la partecipazione anche di giovani generazioni, specie di giovani donne, alle iniziative fin qui poste in campo sono un segnale davvero importante sulla rispondenza della linea intrapresa ai loro bisogni di dignità.

La Filcams è in buona salute. Ciò è dovuto, oltreché ; dall’evidente sviluppo dei settori da noi organizzati, anche e soprattutto dal lavoro paziente e faticoso di tanti funzionari, delegati e semplici iscritti cui l’organizzazione rivolge il ringraziamento più ; sincero. Ma anche da iniziative poste in campo, a tutti i livelli, di formazione mirata – per i nuovi funzionari, per le dirigenti femminili, per i delegati dei gruppi, che il congresso chiede al nuovo gruppo dirigente di proseguire ed affinare ulteriormente, compreso il ricorso creativo e diffuso della comunicazione informatica in atto e da potenziare. Inoltre la formazione va mirata anche alla costruzione di un collettivo di formatori, con l’ obiettivo di dotarsi di una funzione permanente per assicurare una politica dei quadri, specie di dirigenti donne, che garantiscano un ricambio di direzione politica all’altezza dei compiti che sono davanti all’organizzazione. Attenzione va altresì posta all’azione per garantire agli immigrati un percorso formativo e sindacale che li porti a ruoli di direzione politica nella categoria. In materia di riparti economici, si dichiara il proprio orientamento a favore di una politica che privilegi il livello comprensoriale.

Il congresso conferma la centralità dello sviluppo del Mezzogiorno, nella legalità e nel rispetto dei diritti; impegna il futuro gruppo dirigente a dedicare un’iniziativa specifica, da definire con le proprie strutture meridionali, alle problematiche della qualità dello sviluppo realizzato in questi anni nei nostri settori nel Mezzogiorno, ai riflessi sulle tipologie d’impiego, agli effetti della programmazione negoziata e dei contratti di riallineamento.

La categoria è impegnata a rinnovare gli integrativi dei grandi gruppi commerciali, in base a piattaforme definite unitariamente, e che hanno dovuto misurarsi con un tentativo assai aggressivo delle controparti di scambiare la conferma delle condizioni normative e salariali degli attuali occupati con trattamenti inferiori per i nuovi assunti: la Filcams riafferma la sua contrarietà ad ipotesi di “doppi regimi” contrattuali e rivendica il fatto di aver determinato le condizioni unitarie affinché queste impostazioni non siano state accolte nelle trattative tuttora aperte. Il lavoro che ci attende è comunque ancora lungo: si tratta infatti di cogliere l’occasione dei rinnovi contrattuali di 2° livello per conferire potestà contrattuale sulle materie del mdl, dell’odl e sugli elementi salariali ad esse connessi ai livelli territoriali e di unità produttiva, garantendo per questa via la tenuta nazionale degli accordi di gruppo. E’ evidente, qualora un simile risultato fosse conseguito, che andranno affrontati i riflessi che ciò comporterebbe nella direzione politica dell’organizzazione, a partire da seminari dei gruppi dirigenti e delegati nei territori.

Il congresso riafferma la centralità del CCNL, vero baluardo della tutela dei diritti e del potere d’acquisto dei salari rispetto all’ inflazione reale. I CCNL dovranno essere rinnovati anche utilizzando l’ andamento economico del settore e valutando i risultati della contrattazione di 2° livello. Infatti, il congresso ritiene che solo estendendo e cogliendo le differenze di condizione esistenti fra i diversi mercati nell’ esercizio del 2° livello di contrattazione, la cui esigibilità e cogenza va comunque rafforzata, sarà possibile difendere e migliorare il ruolo dei CCNL, che da parte governativa e di Confindustria, con l’ improvvido ausilio del governatore della Banca d’Italia, si vorrebbe invece declassare ad asfittiche “cornici”, da cui peraltro poter derogare in pejus. Il rinnovo del CCNL del turismo, la cui piattaforma verrà definita entro pochi giorni, rappresenterà il primo banco di prova di una strategia che vuole cogliere – anche nei rinnovi nazionali – le specificità settoriali e professionali per meglio rispondere alle esigenze di tenuta solidale del settore che è il compito precipuo dei CCNL.

Molta parte della crescita anche organizzativa della Filcams è avvenuta in settori caratterizzati dal lavoro in appalto. La categoria è fortemente impegnata a sostenere e migliorare le normative legislative e contrattuali introdotte, compresa le nuove disposizioni riguardanti i soci lavoratori, per impedire che i diritti dei lavoratori siano le vittime di una concorrenza giocata sulla strada del massimo ribasso, così come nel proseguire la lotta contro fenomeni corruttivi che coinvolgono pezzi della P.A. e imprese che utilizzano il settore anche per operazioni di riciclaggio, falsando, come molti episodi anche recenti stanno a dimostrare, il processo di aggiudicazione delle commesse. Particolare attenzione, in questo contesto, va dedicata alle problematiche della sicurezza e del rispetto del D.Lgs. 626/94 a partire dalle forme di aggiudicazione della commessa. Una riflessione va compiuta anche rispetto a settori in cui la pratica del ricorso all’ appalto è recente e quindi necessitano di iniziative mirate e specifiche. Compito della categoria nei settori tradizionalmente caratterizzati dal ricorso all’appalto sarà di implementare, anche attraverso le contrattazioni di 2° livello, la difesa dei diritti e l’incremento anche salariale delle tutele sul lavoro. A tal fine si ritiene utile impegnare la Cgil ad attivare, ai vari livelli, strumenti di coordinamento con le categorie delle imprese coinvolte, sia utilizzatrici sia committenti.

Nell’ambito della partita previdenziale e fermo restando il primario obiettivo di battere le proposte del governo, il sindacato confederale dovrà porre attenzione alle condizioni previdenziali dei lavoratori stagionali, precari, a termine, a part-time ecc., le cui prospettive previdenziali dovranno essere migliorate secondo proposte che la categoria, unitamente a Flai e Fillea aveva già preparato e posto all’ attenzione della Cgil, e che andranno debitamente aggiornate, tenendo conto delle novità intervenute in questi anni. Contestualmente si rivendica l’estensione all’intero settore turismo degli ammortizzatori sociali. Nell’ambito della problematica delle tutele, il rispetto e l’ implementazione del D.Lgs 626/94 assume rilevanza importantissima.

Si auspica che la conclusione del congresso confederale possa vedere l’ unità della Cgil vieppiù rafforzata a tutti i livelli, anche tenuto conto dei gravi impegni che attendono l’organizzazione: il congresso esprime l’auspicio che la discussione interna, che è certamente fonte di ricchezza per l’intera organizzazione, sia sempre più fondata sul merito dei problemi e eviti per quanto possibile la forma delle posizioni organizzativamente cristallizzate, che al contrario soffocano la libera espressione degli iscritti e determinano spesso fenomeni di afasia o di scoraggiamento alla partecipazione dei lavoratori e degli iscritti.