Documento conclusivo XIII Congresso FILCAMS CGIL

XIII Congresso Filcams Cgil
Riccione, 19 – 21 aprile 2010

Documento Conclusivo

Il Congresso assume la relazione introduttiva di Franco Martini, le conclusioni di Susanna Camusso, con i contributi venuti dal dibattito.

1. Il Congresso assume il Documento presentato dalla Segreteria Nazionale all’inizio del percorso congressuale, sulle problematiche del settore e della categoria, comprensivo delle integrazioni apportate dai Congressi ai vari livelli. Assume altresì il documento sulle Politiche di Genere. Tali documenti costituiscono il programma strategico della Filcams per il prossimo mandato congressuale e definisce valori ed obiettivi attorno ai quali costruire il proprio rinnovamento politico ed organizzativo.
Il nuovo gruppo dirigente è impegnato a verificarne la sua coerente attuazione a tutti i livelli dell’organizzazione, nel quadro di una costante qualificazione degli indirizzi strategici in esso contenuti.

2. Il perdurare della crisi nel terziario, tutt’altro che in via di superamento, determina nel settore un aggravamento delle prospettive occupazionali e delle condizioni di lavoro. Dalla Grande Distribuzione Organizzata, ai servizi, dal turismo al terziario avanzato tutto il terziario è al centro dei processi di ristrutturazione condotti dalle imprese, che tendono a scaricare sul lavoro i costi della crisi, la difesa dell’occupazione con il blocco dei licenziamenti è divenuta oggi una priorità, in particolare nel Mezzogiorno, dove la battaglia perlo sviluppo è battaglia per la legalità, contro tutte le mafie.

Dopo le iniziative di lotta che hanno coinvolto le lavoratrici ed i lavoratori impegnati nelle crisi aziendali, la Filcams ritiene indispensabile promuovere un’azione di intensificazione della mobilitazione a sostegno delle vertenze in atto, per la ricerca di una positiva soluzione, per la tutela dei diritti e delle condizioni economiche ed occupazionale.
Occorre promuovere una iniziativa di riunificazione della mobilitazione nella Grande Distribuzione Organizzata, per collegare le singole vertenze ad un confronto generale sul rispetto delle intese sottoscritte con le associazioni del commercio, a partire dal Patto per il Lavoro, nei quali si assume l’impegno per la difesa della base occupazionale del settore e la salvaguardia della contrattazione di secondo livello.

Analoghe difficoltà si riscontrano nel comparto del pulimento/multiservizi, dove il taglio dei finanziamenti pubblici ha accentuato problemi preesistenti negli appalti storici, negli ex-lsu, nonché in relazione ai gravi ritardi dei pagamenti.
Occorre, per questo, assumere subito dopo il Congresso una iniziativa di carattere nazionale, che coinvolga la Confederazione, per rivendicare assieme alla certezza di finanziamenti, il rafforzamento ed il completamento delle regole, nel segno della trasparenza e legalità perseguendo l’obiettivo di cancellare gli appalti al massimo ribasso.

Per dare gambe alla modifica degli ammortizzatori sociali per i settori che ne sono privi cosi come indicato all’interno del CCNL del Turismo.
La filcams si impegna a richiedere un incontro unitario al governo perché anche per i lavoratori part time verticale misti (mense scolastiche ecc.) vengano definiti, nei mesi di assenza involontaria dal lavoro, elementi di welfare (es: Assegni famigliari, contributi pensionistici figurativi, sostegno al reddito) .
Per sostenere tale richiesta con la mobilitazione si impegna a promuovere un iniziativa di lotta nazionale con manifestazione a ROMA prima della fine dell’anno scolastico.

Nel terziario avanzato i forti contraccolpi sull’occupazione, determinati dai processi di riorganizzazione, richiedono oltre alla messa in campo di strumenti di tutela e salvaguardia dell’occupazione, in un quadro di una azione di maggiore coordinamento da parte della Filcams, un rafforzamento del suo ruolo di interlocuzione e di governo dei processi.

3. Nel quadro dell’iniziativa a sostegno dei diritti e dell’occupazione in un settore frammentato come il terziario, assume importanza determinante l’iniziativa per respingere la controriforma del diritto del lavoro avviata dal Governo prima con la Legge 30 oggi con il ddl 1167. Il problema va oltre la questione dell’arbitrato. Con il collegato sul lavoro, intervenendo anche sul diritto di sciopero, sullo Statuto dei Diritti dei Lavoratori e dopo la firma dell’accordo separato sulla riforma del modello contrattuale, l’obiettivo è riscrivere il diritto del lavoro.

Il contesto in cui si muove e si muoverà la contrattazione della Filcams è segnato profondamente dall’accordo del 22 gennaio 2009 che ha aperto una fase in cui la crisi economica è perennemente sfruttata dai promotori di quell’accordo per limitare la contrattazione (a tutti i livelli) e ridimensionare l’autonomia negoziale, trasformando il Sindacato in un soggetto corporativo e di mercato.
Il libro Bianco di Sacconi si è successivamente sviluppato in continuità e coerenza con l’accordo separato profilando un Welfare State dimezzato, privatizzato e corporativo e il cd “collegato lavoro” infine si è inserito in questa cornice di completa ridefinizione delle relazioni sociali, che rischia di assegnare all’impresa un indiscusso ruolo centrale e dominante della società e il lavoratore elemento marginale e totalmente subalterno.

Sul terziario, tale scelta avrebbe conseguenze molto gravi, esponendo le lavoratrici ed i lavoratori, già privati dei diritti universali di protezione dalla crisi, a pesanti ricatti e condizionamenti. Inoltre, consoliderebbe l’idea che la via di uscita dalla crisi va ricercata nella riduzione dei diritti sul lavoro.
Per questo, la Filcams è impegnata in prima fila nella battaglia per impedire, ricorrendo a tutte le forme di lotta necessarie, il cammino del ddl 1167, promuovendo una forte mobilitazione su tutto il territorio nazionale e nella società, senza escludere il ricorso allo sciopero generale, per coinvolgere, in questa battaglia culturale e politica, i giovani, prime vittime del disegno, le donne, i lavoratori stranieri, le giovani professioni, tutto il mondo dei lavori del terziario.

4. Ciò assume ancor più importanza a fronte di una stagione contrattuale che, nel terziario, si propone di collegare la tutela ed il consolidamento dei diritti, con l’obiettivo di un nuovo sviluppo sostenibile del settore, fondato sulla revisione critica dei modelli che hanno caratterizzato la sua crescita in tutti questi anni.
Operando dentro un contesto determinato dall’accordo separato sul modello contrattuale, la Filcams, in coerenza con le posizioni della Confederazione, continuerà a stare in campo, per rappresentare ai tavoli contrattuali le migliaia di lavoratrici e lavoratori che individuano nella nostra organizzazione il soggetto della loro rappresentanza e lo strumento per la loro tutela, operando affinché gli esiti delle nostre esperienze contrattuali concorrano a ridefinire le regole della Contrattazione attraverso il superamento dell’Accordo sottoscritto senza CGIL.

In questo senso la contrattazione della Filcams a livello nazionale, come nel secondo livello deve avere l’obiettivo di annullare l’efficacia dell’Accordo Separato ridando forza e valore alla libertà e alla autonomia negoziale ed al contempo impedire che gli enti bilaterali siano strumenti per la completa realizzazione del progetto di riforma del Welfare del Governo Berlusconi.
In questo senso la Filcams dovrà aprire una riflessioni sugli enti bilaterali di cui già oggi fa parte, su come questi si relazionano con la contrattazione, con il libro bianco di Sacconi e con i cd “collegato lavoro”.

Ciò comporta coerenza, nel merito delle piattaforme, con le priorità rivendicative della categoria, la lotta alla precarietà diffusa, contro i bassi salari, per un maggior controllo dell’organizzazione del lavoro per la salute e sicurezza delle lavoratrici e lavoratori, per la loro promozione e riconoscimento professionale, assumendo tali obiettivi tanto, quali obiettivi generali, da conseguire in ogni settore, quanto, da assumere nell’ambito di una maggiore diffusione della contrattazione di genere.
In particolare l’emergenza salariale per i nostri settori ha bisogno di risposte immediate che coinvolgano Contratti, contrattazione di secondo livello, fisco e stato sociale.

La nuova stagione contrattuale della Filcams dovrà quindi coniugare innovazione e crescita della contrattazione con l’obiettivo di dare forza al contratto nazionale come strumento inderogabile di crescita del salario, dei diritti e delle tutele dei lavoratori, in particolare per i settori più deboli come quelli caratterizzati dalla presenza di appalti, e impedire che il CCNL diventi uno strumento per imbrigliare la libertà e l’autonomia negoziale del secondo livello. Ampliare la contrattazione significa aumentare gli ambiti di intervento e la possibilità di articolazione (aziendale, territoriale, di sito ed anche di filiera non in alternativa tra di loro), favorire una maggiore diffusione della contrattazione di genere ed in questo modo accrescerne la qualità e l’estensione anche quantitativa.

5. Ciò comporta coerenza anche con la pratica della democrazia sindacale. Il vincolo della consultazione per la Filcams dovrà essere esercitato in ogni caso, anche in assenza di intese con le altre organizzazioni e ad ogni livello contrattuale, sia in occasione della predisposizione delle piattaforme contrattuali e successive ipotesi di accordo, sia in relazione alle scadenze della contrattazione di secondo livello
La Filcams –tuttavia- proporrà a Fisascat e Uiltucs e Uiltrasporti di condividere tale percorso democratico, sia in relazione ai tavoli negoziali in corso, sia in occasione delle prossime scadenze contrattuali.
Al tempo stesso, la Filcams dovrà farsi promotrice di tutta l’iniziativa necessaria per mettere al centro dell’agenda politica il tema delle regole e della misurazione della rappresentanza sindacale, a partire dal sostegno alle iniziative decise dal Direttivo Nazionale della Cgil.

In questo quadro, impegno della Filcams dovrà essere quello di rilanciare l’iniziativa sindacale nei luoghi di lavoro, valorizzando la rete di delegati e delegate, per renderli protagonisti di un’azione politica comune, a partire dalla loro valorizzazione, sia nel momento del rinnovo del Ccnl, che delle vertenze aziendali in tal senso assumono particolare importanza il ruolo delle delegazioni trattanti.

6. Il tema della partecipazione alla vita della Filcams, richiede uno sforzo per arrivate ad un’analisi approfondita sul nostro radicamento e sindacalizzazione nei luoghi di lavoro e nei singoli settori. Ciò, anche alla luce delle profonde trasformazioni intervenute nei processi della rappresentanza sociale e politica, in relazione ai quali, le ultime elezioni regionali hanno confermato la dicotomia crescente.
La Filcams per questo è impegnata a sostenere il processo di rinnovamento del XIII Congresso, quale progetto di consolidamento ed allargamento della rappresentanza dei lavori del mondo del terziario, fondato sulla difesa e sulla valorizzazione della confederalità.

7. Il Congresso, nel riconoscere l’esito politico che si è determinato nelle assemblee congressuali della Filcams, assume come un valore la gestione unitaria della categoria, da realizzare attraverso la valorizzazione della democrazia e del pluralismo. L’unità della categoria è condizione necessaria per affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte.