Documento conclusivo, C.D. FILCAMS CGIL 09/05/2011

1. Il CD esprime grande soddisfazione per i risultati dello sciopero del 6 maggio che, seppur nella loro articolazione territoriale, ha visto una partecipazione del settore terziario superiore alle precedenti occasioni.
Le percentuali di adesione allo sciopero, in molti casi la chiusura completa dei punti vendita della distribuzione, il disagio evidenziatosi in molti settori dei servizi, ed, in particolare, la straordinaria partecipazione della Filcams alle manifestazioni organizzate in tutte le città del Paese, fanno la nostra categoria protagonista dell’iniziativa generale della Cgil, con tutta la ricchezza e le peculiarità proprie delle identità del lavoro terziario e danno nuova fiducia al progetto politico definito all’ultimo congresso Nazionale.
2. La consultazione svolta sull’accordo separato per il rinnovo del Ccnl Tds si e’ conclusa con la netta bocciatura dello stesso. Il 98% circa dei votanti, infatti, ha respinto l’accordo, condividendo il giudizio negativo espresso dalla Filcams alla chiusura del negoziato. Alle assemblee hanno partecipato e si sono espressi lavoratrici e lavoratori iscritti al sindacato e non, offrendo l’occasione per un confronto andato ben oltre la platea degli iscritti Filcams. Il risultato nettamente negativo esprime un dissenso generalizzato, non riconducibile schematicamente alle sigle di organizzazione e conferma quanto il rifiuto di sottoporre l’accordo alla consultazione con voto certificato dei lavoratori venga vissuto come l’arbitraria imposizione di uno sbocco negoziale non condiviso.
Il risultato in termini di partecipanti e di assemblee e’ risultato superiore alle ultime consultazioni, seppur inferiore a quelle svolte unitariamente negli anni passati e premia lo sforzo compiuto dalle strutture Filcams, in una fase non certo facile per la nostra organizzazione, alle quali va l’apprezzamento di tutto il gruppo dirigente.
Resta il fatto che il livello della platea interessata alle consultazioni nel settore terziario risulta ancora eccessivamente ristretta, rispetto agli addetti stimati nel settore. Occorre per questo uno sforzo ulteriore dei gruppi dirigenti di categoria, per individuare modalità di diffusione della consultazione, che vadano oltre le aziende di maggiori dimensioni e più’ sindacalizzate. Al tempo stesso, occorre che le modalità della consultazione siano tali da consentire il coinvolgimento della platea rappresentata dall’alta percentuale di precariato e contratti atipici, largamente diffusi nel settore terziario, impossibilitati a votare un contratto che essenzialmente li riguarda e del quale saranno chiamati a subirne gli effetti, spesso negativi. Questo deve rappresentare uno degli obiettivi prioritari dell’impegno di tutta la categoria, anche per dare maggiore forza alla battaglia per conquistare un nuovo sistema di regole sulla rappresentanza, che superi la stagione degli accordi separati, fondati sul mancato rispetto del diritto di voto delle lavoratrici e dei lavoratori.
3. L’accordo separato, per questo, non può ricevere la legittimazione politica della Filcams e delle lavoratrici e dei lavoratori che l’hanno respinto, mantenendo irrisolto il percorso negoziale per il rinnovo del Ccnl Tds del 18 luglio 2008. Per queste ragioni, il CD ritiene doveroso ufficializzare alle aziende, con atto formale della Filcams, la non applicazione delle nuove normative a tutti gli iscritti Filcams e alle lavoratrici e ai lavoratori che non si sentono rappresentati dalle sigle firmatarie, riconoscendo solo gli incrementi salariali, quali acconto sui futuri nuovi trattamenti, ai sensi e per gli effetti dell’art 36, 1°comma, della Costituzione.
4. Ma l’azione di contrasto all’accordo separato dovrà vivere principalmente sul terreno dell’iniziativa contrattuale.
Occorre, per questo, lo sviluppo di una intensa stagione di contrattazione di II livello, che sappia riconquistarne il ruolo determinante nella contrattazione delle condizioni di lavoro, a fronte di un accordo che, invece, ne svuota completamente la funzione.
L’obiettivo prioritario della contrattazione di secondo livello dovrà pertanto essere il contrasto finalizzato alla non applicazione dell’accordo separato o la riconquista dei diritti in esso negati o messi in discussione, senza con ciò rinunciare, ove le condizioni lo consentano, ad un miglioramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
Obiettivo indubbiamente complesso, non impossibile, come dimostrano alcuni accordi già sottoscritti in tal senso, ma da perseguire con la necessaria attenzione ai diversi contesti, territoriali e aziendali, a partire dalla GDO. A questo proposito, i coordinamenti dei gruppi saranno impegnati nella valutazione dei diversi contesti, affinché la contrattazione di II livello possa ricercare le sintesi possibili, anche nella fase di predisposizione delle piattaforme o di
quelle già presentate, per ricercare le maggiori convergenze, verso il depotenziamento dei contenuti negativi dell’accordo separato.
5. L’accordo separato ha ricadute anche sul sistema della bilateralità e del welfare contrattuale, introducendo il precedente negativo del prelievo di 2 euro a carico dei lavoratori, destinato ai fondi di sanità integrativa, il cui finanziamento deve restare a totale carico delle imprese. Il CD, nel rivendicare il carattere volontario dell’adesione di ogni singolo lavoratore, che non può mettere in discussione i diritti acquisiti in materia di sanità integrativa con la
contrattazione precedente all’accordo separato, ribadisce che tutte le risorse derivanti dalla contrattazione collettiva debbono essere coerenti con le finalità dei fondi, che individuano nell’erogazione delle prestazioni la missione prevalente ed impegna la segreteria nazionale a rafforzare in tal senso il governo della bilateralità con le altre parti sociali. La Filcams, considera la bilateralità patrimonio della contrattazione di questi anni, quindi, non disponibile a pratiche separate, che saranno respinte, in quanto contrarie alla natura stessa della bilateralità.
Per questo, la Filcams deve confermare ed incrementare il proprio impegno affinché il governo complessivo del sistema sia coerente con i criteri ed i contenuti dell’accordo sulla governance, siglato congiuntamente da tutte le parti sociali il 10 dicembre 2009. In questo senso, impegna tutti i suoi gruppi dirigenti territoriali ad agire sulla base di queste
indicazioni e a rendere conseguente la ricognizione critica sulla situazione della bilateralità sul territorio, ai fini della indispensabile coerenza con il processo di qualificazione per il quale la Filcams e’ pienamente impegnata e che separa la bilateralità puramente autoreferenziale, compresi i fondi contrattuali, dalle buone pratiche, che hanno quale scopo l’erogazione di servizi alle lavoratrici ed ai lavoratori.
6. Il CD, esprime preoccupazione ed evidenzia come non sia sostenibile e accettabile che centinaia di migliaia di lavoratrici ed i lavoratori dei settori del terziario non abbiano ancora il rinnovo del proprio contratto. Pertanto, ritiene indispensabile intensificare l’iniziativa di mobilitazione della categoria, per creare le condizioni utili a determinare lo sbocco positivo delle vertenze negoziali in corso.
In particolare, per i settori della vigilanza e multiservizi, così come sulla vicenda degli appalti storici ed ex-lsu, occorre nuovamente mettere in campo iniziative immediate che abbiano un impatto mediatico più’ forte nel rapporto anche con l’opinione pubblica e che coinvolgano maggiormente la Confederazione, per realizzare la necessaria unità tra le categorie, impegnate prevalentemente sul tema degli appalti.
Al tempo stesso, vanno ricercate tutte le mediazioni possibili e compatibili con le posizioni Cgil, utili ad evitare il riprodursi di accordi separati ed il conseguente tentativo di isolare ancor più’ la Filcams.
7. Le vicende contrattuali del terziario confermano l’insostenibilità di un sistema di relazioni sindacali frutto di un accordo separato (22 gennaio 2009), che esclude la Cgil e realizzato nella assenza totale di regole in materia di democrazia e rappresentanza sindacale. Per queste ragioni e’ indispensabile l’iniziativa avanzata dalla Cgil, che ha evidenziato la necessità di norme vincolanti ed esigibili sulla democrazia sindacale e sulla rappresentanza. In
tal senso, l’esperienza Filcams conferma la necessità che un nuovo sistema di regole per la rappresentanza abbia quale approdo una legge. Altrettanto importante è la discussione avviata nel direttivo confederale per la definizione di una proposta di nuovo modello contrattuale, fondata sulle regole di democrazia e rappresentanza sopra definite, da sottoporre al confronto con le altre parti sociali, con l’obiettivo di cancellare l’accordo separato del 22 gennaio 2009.
Il CD Filcams ritiene che il tema della riforma del modello contrattuale, come lo e’ stato quello sulla democrazia, debba essere terreno di rafforzamento dell’unita’ della Cgil, attraverso la ricerca di una sintesi che coinvolga tutta la Cgil.
Occorre che la proposta parli a tutto il mondo del lavoro e sia in grado di rappresentare ed interpretare tutte le peculiarità che lo compongono. Il mondo del terziario, caratterizzato da larga diffusione di piccola dimensione produttiva, da un mercato del lavoro con largo ricorso a forme di lavoro flessibili e precarie e da un alto tasso
di occupazione femminile, necessita di un sistema di tutele incardinato sulla funzione importante del contratto nazionale, con norme certe, universali ed esigibili e sulla valorizzazione di un secondo livello di contrattazione, in grado di intervenire sull’organizzazione del lavoro, a partire dalla contrattazione dei tempi e degli orari anche al fine di favorire buone pratiche di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro anche sulla base delle proposte elaborate dai gruppi di lavoro del seminario sulla “valorizzazione di genere” e presentate al comitato direttivo del 30 marzo 2011. L’obiettivo di un contratto che riunifichi tutte le forme di lavoro presenti nelle aziende costituisce un obiettivo importante nel mondo del terziario, dove spesso i confini tra lavoro dipendente e non appaiono molto labili, con conseguente sottrazione di diritti ad una parte di coloro che vi sono impiegati. Ciò, ancor più, a fronte del crescente ingresso dei migranti nei vari settori del mondo terziario, che pone la Filcams di fronte alla necessità di rendere sigibili diritti sul lavoro e diritti di cittadinanza. Anche per questo il modello contrattuale dovrà avere molta attenzione a norme che tutelino il mondo degli appalti, agevolando il contrasto alla scelta del massimo ribasso.
La Cgil deve definire la propria posizione sulla bilateralità, assumendo ciò che di positivo si e’ sviluppato nelle esperienze delle categorie. La "buona bilateralità" vede nella contrattazione la sua legittimazione e non può confondere la propria missione con ruoli sostitutivi delle funzioni affidate allo Stato, in particolare, in materia di assistenza, previdenza, sicurezza sul lavoro e intermediazione di manodopera, né con forme improprie di finanziamento alle parti sociali. Sui temi della contrattazione e della bilateralità la FILCAMS prevede di dedicare i necessari approfondimenti in una sessione seminariale del Comitato Direttivo da tenersi nei giorni 25/26 maggio 2011.
8. La festa non si vende" ha rappresentato un momento alto dell’iniziativa Filcams, dopo il congresso nazionale di Riccione. Con essa la categoria ha inteso aprire un confronto nazionale sui principali temi legati alla politica del consumo e del settore distributivo, avviando una riflessione critica sui modelli attualmente consolidati. Il lavoro domenicale e festivo continuerà a trovare attraverso la contrattazione e la concertazione le sedi per definire le modalità organizzative della loro attuazione, in relazione alle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. La campagna nazionale ha tuttavia confermato il nesso stretto tra l’intervento di natura sindacale e la ridefinizione di un contesto ormativo aggiornato. Per queste ragioni, la fase successiva della campagna avrà quale obiettivo una rilettura della normativa nazionale, per adeguarla al contesto odierno e la richiesta di un quadro normativo regionale compiuto ed
omogeneo. Al tempo stesso, si dovrà dare seguito al carattere sociale e culturale della campagna, estendendo il coinvolgimento del mondo dei consumatori, delle istituzioni, delle associazioni culturali.
La FILCAMS ha anche aderito alla “European Sunday Alliance” e parteciperà alla campagna di UNIEUROPA per una regolamentazione contrattata delle aperture domenicali e festive dei negozi che sarà presentata a Bruxelles il prossimo 20 giugno. Questo livello dell’iniziativa ha assegnato alla Filcams un nuovo protagonismo, contribuendo a rendere la categoria interlocutrice sempre più autorevole nel settore ed al tempo stesso ha rafforzato i tratti di una nuova identità culturale, che dal congresso rappresenta l’impegno attorno al quale tutta la Filcams sta orientando il proprio processo di rinnovamento politico ed organizzativo. Per questo, il CD esprime un ringraziamento a tutte le strutture che si sono impegnate ed a quelle che lo faranno nelle fasi successive della campagna nazionale "la festa non si vende".
Approvato all’unanimità