Documento Comitato Direttivo FILCAMS CGIL sul rinnovo CCNL Terziario 27-28/11/2002

DOCUMENTO DEL DIRETTIVO NAZIONALE IN MERITO AL RINNOVO DEL CCNL DEL SETTORE DEL TERZIARIO

Il Comitato direttivo assume la linea politica rivendicativa proposta dalla segreteria e arricchita dal contributo, ampio e qualificato, del dibattito su cui impostare il rinnovo del CCNL del terziario.

Il C.D. esprime la propria preoccupazione per il contesto politico ed economico in cui si colloca il rinnovo contrattuale di questo settore.
La crisi economica sempre più assume una dimensione internazionale, che potrebbe avere ulteriori sviluppi con l’avvicinarsi della guerra in Iraq
Lo scenario italiano si presenta ancor più preoccupante.
La diminuzione del PIL è comunque solo uno dei segni delle difficoltà economiche del nostro paese.
L’aumento del debito pubblico, la riduzione della produzione industriale e delle entrate tributarie, la stagnazione dei consumi, sono segnali evidenti delle difficoltà in cui versa il paese.
Difficile prevedere nel 2003 segnali di ripresa per la nostra economia visto il quadro internazionale, e l’incidenza nei nostri consumi della domanda estera.
E bene essere consapevoli del quadro economico che avremo di fronte nel prossimo futuro perché è in questo contesto che si svilupperà la stagione contrattuale e l’azione della Cgil in difesa dei diritti e dell’occupazione.
La tenuta sulla difesa dei salari, sui diritti, sulla distribuzione della ricchezza, è fondamentale per evitare che si scarichi sul costo del lavoro il peso della crisi, che invece va affrontato con il rilancio qualificato del sistema paese.

Il sindacato è impegnato da sempre nel contrastare le politiche inflative, per questo oggi, di fronte alla incapacità ed arroganza del Governo, dobbiamo affrontare la situazione con una strategia che imponga al sistema delle imprese e dei servizi di mantenere la propria competitività attraverso la qualità del prodotto e sulla ricerca, e non sul basso costo della manodopera e la precarietà.
Al contrario tutti i provvedimenti varati dal Parlamento dal falso in bilancio alla legge Cirami e la proposta di legge sulla devoluzione sono rispondenti agli interessi di pochi, e non sono proiettati ad interessi generali e producono una drammatica frattura nel Paese,

Anche sul versante occupazionale siamo in presenza di una inversione di tendenza, che coinvolge molti settori,(tessile, chimico, alimentare, informatica), con effetti già dirompenti in questi giorni dal caso Fiat al terziario avanzato, e le imprese di pulimento.

Il settore del terziario, che negli anni passati ha vissuto un buon andamento di crescita di imprese, di occupazione e di valore aggiunto, con un incremento del valore aggiunto nel biennio 2000/2001, in questa situazione dovrà affrontare gli effetti negativi conseguenti alla riduzione dei consumi, dovuta alla erosione dei redditi derivante dalla crescita dell’inflazione e dalla congiuntura internazionale.
Le scelte del Governo, di ridurre, attraverso l’intervento Legislativo, diritti e garanzie del mondo del lavoro, destrutturando il Mercato del Lavoro, attaccando lo stesso strumento del contratto nazionale, estendendo precarietà e discrezionalità, richiedono una forte iniziativa, anche sul piano contrattuale, in coerenza con le lotte di quest’ultimo anno, capace non solo di contrastare questo progetto, ma di estendere diritti e tutele, attraverso l’ azione di contrasto al Patto separato del 5 di luglio.
Questo quadro fa assumere al rinnovo del contratto un ruolo di primaria importanza nel contesto della vertenzialità apertasi con tutte le controparti datoriali del settore .

Occorre quindi che il rinnovo del contratto risponda non solo, come necessario, ad aspetti specifici tra i quali le nostre particolarità settoriali, ma anche ad obiettivi più generali.
Ciò può avvenire in primo luogo difendendo il modello contrattuale con 2 livelli di contrattazione.

Questa vertenza dovrà essere quindi il banco di prova per l’estensione dei diritti e la riduzione della precarietà.
Il CCNL nazionale deve essere rafforzato nel ruolo unificante dei diritti e delle tutele per tutti i lavoratori, si conferma pertanto la scelta del CCNL unico per grandi e piccole aziende.
La contrattazione deve contribuire alla costruzione di una società che offra ai giovani che entrano nel mondo del lavoro, a partire dai collaboratori coordinati e continuativi, una occupazione caratterizzata dalla qualità, dai diritti e dalle tutele e non sulla precarietà.
L’unificazione dei diritti e il superamento della precarietà passa anche attraverso la costruzione di norme di tutela per i lavoratori con rapporto di lavoro atipico .
Per questo il C.D. valuta molto importante la scelta di inserire e regolamentare nel contratto nazionale queste fasce di lavoratori.
Il CCNL dovrà anche rispondere alle problematiche dei lavoratori provenienti da paesi extra comunitari in relazione alle difficoltà di integrazione ed al rispetto culturale.

Le normative contrattuali dovranno limitare l’utilizzo di tutte quelle forme di contratto che non hanno certezza della continuità del rapporto di lavoro, dando prevalenza nelle singole unita produttive al rapporto di lavoro stabile.

La Filcams, ritiene che la piena legittimazione democratica delle RSU deve essere riconfermata in maniera definitiva e non più procrastinabile nell’ambito del rinnovo di questa CCNL, attraverso la proposta unitaria di riforma dell’Accordo Interconfederale che regola la materia.

Nel contempo deve essere generalizzata e qualificata la contrattazione di II livello aziendale e/o territoriale; riconsegnato alle RSU, nel pieno della loro ritrovata legittimità, il diritto di intervento sui temi dell’organizzazione del lavoro e le condizioni di lavoro; migliorato e qualificato il sistema di informazione e controllo sulle riorganizzazioni produttive, le terziarizzazioni, le esternalizzazioni e il lavoro dato in appalto per il quale si deve prevedere una norma specifica ben dettagliata.

In questo livello (aziendale e/o territoriale) deve rientrare anche il confronto sugli orari compreso il lavoro domenicale.
La Filcams ritiene non più rinviabile una riflessione su questo terreno che si ponga il problema della riunificazione delle condizioni di lavoro.
Il contratto nazionale deve confermare il carattere non ordinario del lavoro domenicale sancendo il diritto per tutti i lavoratori a percepire la maggiorazione prevista dal CCNL, a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro instaurato.
Va inoltre precisato nel CCNL che le condizioni e le modalità di realizzazione di calendari con ricorso al lavoro domenicale siano demandate alla contrattazione di secondo livello aziendale e/o territoriale.

Sulle materie del mercato del lavoro assume particolare rilievo l’obbiettivo di mantenere nella loro integrità le attuali norme ed istituti contrattuali ed impedire che vengano snaturati dalle recenti disposizioni legislative e dalla filosofia destrutturante contenuta del Patto per l’Italia.
Nel contempo dobbiamo porci l’obiettivo, come già detto di un miglioramento generale delle norme dei diritti collettivi e individuali, ottenere maggiori esigibilità della legge 53, (Diritto allo studio, congedi parentali), migliorare in modo sostanziale l’istituto dell’ Apprendistato e il Part-time a partire dai punti più salienti quali l’incremento della soglia di conferma per il primo, e l’elevazione dell’orario per il secondo, nonché miglioramenti normativi e di tutela.

Sul versante dell’inquadramento alla luce dei processi di riorganizzazione, realizzati attraverso la crescita della grande distribuzione, con l’ingresso di Imprese della new economy e la conseguente nascita di nuove figure professionali, si sottolinea la necessità di iniziare una rilettura dell’attuale sistema, con una fase di rivisitazione dei profili su base settoriale, che deve essere propedeutica ad una innovazione più complessiva del sistema da realizzarsi nella prossima tornata contrattuale .
Resta fermo anche in questo rinnovo la particolare attenzione alle problematiche riguardanti i quadri ed le figure altamente qualificate.

Per quanto riguarda la parte salariale le precise indicazioni contenute nel documento del direttivo CGIL sulla contrattazione devono trovare concretizzazione nella piattaforma integrativa del Terziario.

Lo smantellamento della politica dei redditi da parte del Governo e le scelte contenute nella finanziaria, richiedono una impostazione rivendicativa basata su due distinti livelli di contrattazione, già sancita dal Congresso, che abbia come obbiettivo l’aumento del potere di acquisto dei salari.
Pertanto, al totale recupero inflativo del biennio pregresso, si deve aggiungere una inflazione attesa che risulta essere significativamente più elevata di quella programmata dal governo, visto che l’andamento inflativo reale del 2002 si sta attestando tra 2,7 e 2,8%.

Inoltre la cifra complessiva che verrà presentata ai lavoratori dovrà comprendere un ulteriore incremento cui deve concorrere l’andamento positivo del settore, registrato nel biennio precedente anche alla luce della scarsa redistribuzione avvenuta nella contrattazione di secondo livello

Dobbiamo purtroppo registrare che questo rinnovo contrattuale, cade in un momento di grande difficoltà nei rapporti unitari tra le tre Confederazioni. La ricerca di una piattaforma unitaria con la Fisascat e la Uiltucs, rappresenta un obiettivo importante il cui raggiungimento consentirà di avere un maggior potere contrattuale nei confronti delle controparti, con maggiori possibilità di successo.
Resta fermo per la Filcams che la ricerca dell’intesa unitaria non può prescindere dal merito che ha contraddistinto la mobilitazione delle CGIL in materia di diritti.
Proprio in questa ricerca unitaria assume un ruolo centrale la questione delle regole in materia di consultazione sia sulla proposta di piattaforma sia sull’ipotesi di accordo.

La consultazione come da regole attuali, dovrà vedere un ampio coinvolgimento, anche prepositivo, da parte dei lavoratori attraverso una capillare indizione di assemblee nei luoghi di lavoro con un successivo momento di sintesi nazionale che licenzi la piattaforma conclusiva.
Per quanto riguarda le eventuali ipotesi di accordo, o caso di dissensi, tra le OOSS, la Filcams ritiene irrinunciabile una consultazione di tutti i lavoratori, con un voto certificato il cui esito sarà per la nostra Organizzazione vincolante.

Sul versante della bilateralità la Filcams è impegnata ad offrire il suo contributo, sulla base del documento congressuale, al dibattito confederale in corso per la definizione di linee di indirizzo vincolanti per la Cgil.

Approvato all’unanimità con tre astenuti