Documento alternativo XIII Congresso FILCAMS CGIL

XIII Congresso Filcams Cgil
Riccione, 19 – 21 aprile 2010

DOCUMENTO ALTERNATIVO

L’accordo sottoscritto da CISL, UIL, Governo e Confindustria rappresenta lo spartiacque del modello di sindacato (…)
che, nella crisi economica attuale, sia funzionale e complice al progetto politico di Confindustria la quale intende “ scaricare “ i costi della crisi economica e sociale sulle spalle dei Lavoratori, dei Precari e dei Pensionati del nostro Paese.
Dinnanzi a questo quadro politico devastante i rinnovi contrattuali delle categorie dimostrano chiaramente, a partire dal rinnovo contrattuale del turismo, che malgrado il giudizio negativo espresso all’unanimità dalla nostra organizzazione sul modello contrattuale, la CGIL si appresta a rientrare in un rapporto unitario con CISL e UIL con conseguenze nefaste per i Lavoratori nei prossimi rinnovi contrattuali di categoria nel continuare ad applicare le regole previste dal modello contrattuale “separato”.
A tal proposito, è eloquente la posizione espressa dal Segretario Epifani di attendere la fine della sperimentazione dell’accordo del gennaio 2009 per ritornare successivamente al tavolo della trattativa con Governo e Confindustria per definire le nuove regole contrattuali.
Continuiamo a pensare, e le vicende contrattuali che si sono chiuse unitariamente lo testimoniano, che le regole introdotte dall’accordo separato debbano essere sconfitte poiché inemendabili.
Di contro dobbiamo rivendicare un’azione politico sindacale forte, che proietti la nostra organizzazione a costruire una grande vertenza sociale nazionale sui temi del salario minimo per tutti i disoccupati e precari che, in questa grave crisi economica, avranno sempre più difficoltà ad entrare stabilmente nel mondo del lavoro.
Per noi la CGIL deve considerare conclusa la fase della concertazione, senza vincoli di compatibilità nè a livello nazionale nè a livello aziendale.
Ribadiamo la nostra totale autonomia nei confronti dei governi e delle maggioranze, siano essi formati da compagini partitiche di centro destra o di centro sinistra, colpevoli all’unisono di aver realizzato la destrutturazione del mercato del lavoro attraverso il “ pacchetto Treu ” e la legge 30, di aver peggiorato il sistema pensionistico italiano con le “ riforme” Dini, Maroni e Damiano, e di aver finanziato le guerre in violazione dell’articolo 11 della Costituzione.
Occorre aprire un conflitto contro il Governo, la Confindustria e le altre associazioni padronali per una politica di redistribuzione della ricchezza che faccia pagare chi ha accumulato enormi profitti, scandalose rendite finanziarie e patrimoni indecenti a scapito dei salari e dei diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori.
Siamo per la crescita della democrazia sindacale e siamo contro la burocratizzazione della nostra categoria.
Denunciamo una pratica burocratica che nella Filcams Cgil rischia di soffocare la partecipazione delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Ad esempio l’accordo del terziario ha visto una consultazione cui ha partecipato il 2.31% dei Lavoratori occupati nel settore, con assemblee convocate solo in alcuni territori, a volte unitarie con Cisl e Uil, e a volte convocate da soli, mentre i pochi dirigenti e delegati che si erano opposti sono stati diffidati dall’esprimere le proprie opinioni.
Rivendichiamo il diritto per tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori a partecipare all’elaborazione di piattaforme rivendicative e ad esprimersi sugli accordi attraverso referendum certificati e vincolanti per l’organizzazione.
Rivendichiamo la partecipazione reale alle scelte sindacali e siamo contrari a qualsiasi accordo che non venga sottoposto al vaglio dei Lavoratori.
Rivendichiamo il diritto al pluralismo ed al dissenso.
Vogliamo l’elezione di RSU e RLS in tutti i posti di lavoro. Deve concludersi la pratica della nomina dall’alto di Rsa per far spazio ad una pratica partecipata di tutte le iscritte e gli iscritti all’elezione dei propri rappresentanti.
La reazione della nostra organizzazione al progetto di legge recentemente rimandato alle Camere dal Presidente della Repubblica è stata largamente tardiva e insufficiente.
Reputiamo estremamente pericolosa la proposta di legge elaborata dall’opposizione i cui firmatari sono Nerozzi e Ichino e chiediamo che la Filcams e la Cgil prendano una posizione chiara in merito senza accettare mediazioni su modifiche allo Statuto dei Lavoratori.
Impegniamo la Filcams Cgil a farsi promotrice di un’azione confederale di lotta e ad indire fin da subito lo sciopero generale.
Dobbiamo uscire dalla logica degli scioperi propagandistici “una tantum” che fino ad ora non sono stati funzionali al raggiungimento degli obiettivi per i quali sono stati proclamati.
Chiediamo che la Filcams e la Cgil tutta si impegnino alla costruzione di un’iniziativa di lotta prolungata nel tempo e fino al conseguimento degli obiettivi, anche con contribuzione economica di sostegno al reddito dei Lavoratori in lotta.
In una situazione generale pericolosissima nella quale vengono messi in discussione i principi cardine della nostra Costituzione (attacco sistematico allo stato di diritto) è assolutamente determinante che la Cgil difenda e rimanga vincolata ai contenuti della Costituzione, ed allo Statuto dei Lavoratori che a distanza di 40 anni rappresenta ancora lo strumento fondamentale di difesa e di tutela delle Lavoratrici e dei Lavoratori.


Riccione, 21/4/2010

RESPINTO A MAGGIORANZA